L’Isola di Eden ovvero il monolite

19 02 2008

L’Isola di Eden sarà un manufatto in cemento posto in mezzo al mar Adriatico definito come Monolite (mono=uno e lite=pietra, una pietra) in modo da poter distare un sufficiente numero di kilometri oltre i limiti delle acque territoriali Italiane e Croate. In base alla Conferenza di Ginevra del 1958 e alla Terza Conferenza delle Nazioni Unite sul diritto del mare (1974 – 1982) ove si è creato un codice ke regolamenta il diritto internazionale marittimo e + precisamente ai sensi dell’articolo 3 della Convenzione di Montego Bay, le acque territoriali si estendono x 12 miglia marine (12 x 1852 mt. =  22,224 Km) dalla costa al di là delle quali si estendono le acque internazionali. Pertanto la distanza dalla coste deve essere non inferiore alle 12 miglia marine dall’Italia e dalla Croazia e da tale limite altre 12 miglia x le acque territoriali della futura micronazione dell’Isola di Eden, x una distanza totale di almeno 24 miglia marine (24 x 1852 mt. =  44,448 Km) da ogni terra emersa Italiana o Croata. Questo onde evitare future dispute territoriali in sede di riconoscimento presso l’ONU. Per ragioni costruttive non potremo costruire il monolite in acque profonde a causa delle difficoltà e dei costi crescenti all’aumentare della profondità del mare e pertanto la sua collocazione sarà il +  possibile a Nord nel mare Adriatico essendo tale mare con un fondale via via sempre + profondo mano a mano ke ci si sposta da Nord verso Sud. L’ipotetica area dove potrebbe sorgere il Monolite è stimata essere profonda circa 50/60 metri ed è in una zona di non navigazione marittima anke per la presenza di diverse installazioni di estrazione di gas metano, in alto mare al centro dell’asse ke da Rimini arriva fino all’Istria. La distanza tra le coste dovrebbe aggirarsi sui 130 km, quindi il Monolite si collokerà grossomodo a metà, distante circa 65 Km dalle coste, mettendoci anke al riparo dalle ulteriori 12 miglia marine di zona contigua (( 12 + 12)  x 1852 mt. =  44,448 Km) ove lo stato ha facoltà di vigilanza doganale. A causa degli interessi in gioco circa le risorse energetike si dovrà verificare ke la zona non sia già stata data in concessione a società per l’esplorazione off-shore di giacimenti minerali e ke non vi siano difficolà ulteriori a causa della zona economica esclusiva. Naturalmente queste sono indicazioni di massima ke col tempo potranno variare e accomodarsi ad esigenze ke si verranno a creare.

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6 responses

24 04 2008
Sirio

Idea decisamente interessante e con un fascino incredibile, però mi nascono tanti dubbi che penso non abbiano una risposta. Tipo: Ma sul monolite si potrà vivere stabilmente? Avendo poi una cittadinanza di che tipo, riconosciuta a livello internazionale? Ho visto dal tuo link che c’è stato chi ha fatto una cosa simile in passato, incredibile cosa si viene a sapere, e quindi visto cosa è successo in passato come puoi pensare che a te lo lascino fare? Non penso tanto all’Italia ma anche alla Croazia e tutti gli altri paesi che ovviamente hanno diritti internazionali sul mare!!
ciao e tanti auguri
e ancora complimenti per l’idea o meglio giustamente come dici tu il SOGNO

28 04 2008
Alessandro

L’idea è proprio quella di creare un’isola autosufficiente e di trasformarla in una vera e propria nazione, come dichiarato nei miei vari articoli … prova a leggerli tutti 🙂
La posizione dell’isola è al di fuori di qualsiasi giurisdizione e quindi potenzialmente libera da qualsivoglia pretesa di diritto altrui, Italia e Croazia inclusi come spiegato in questo stesso articolo.
E’ un sogno ma io ci provo lo stesso … se vuoi essere dell’avventura e ti riconosci nelle mie idee generali … sei il benvenuto a bordo 😉
ciao

5 05 2008
sirio

diciamo che gli articoli li ho letti, non so se proprio bene bene 🙂
Il tuo discorso l’ho capito bene, però penso che non sia proprio così semplice farlo. adesso leggevo questo: http://www.studiamo.it/dispense/diritto-internazionale-marittimo.html
quindi il mio era un dubbio sul fatto che nel mare chiamiamolo internazionale e quindi di proprietà di tutti gli stati si possa costruire un qualcosa di fisicamente fisso e non smontabile senza che i suddetti stati che hanno diritti su quel pezzo di acqua e terra dicano nulla!!
Mantengo i miei dubbi… cmq accetto volentieri l’ospitalità sull’isola 😉
ciao

6 05 2008
Alessandro

Concorderai ke vale la pena provarci e non nascondo certo la difficoltà dell’impresa. Costruire nel mare aperto non è certo proibito, l’alto Adriatico ha già tantisime piattaforme di estrazione del metano. Sicuramente x l’Isola di Eden le principali difficoltà saranno prima tecnike ed economike e solo successivamente politica. Questo sogno è anke immaginare l’Isola di Eden come un nuovo progetto di vita politica e sociale, un nuovo modello ke possa conciliare tutti i dettami di una moderna civiltà riprogettata dalle sue fondamenta e libera da tutti i vincoli storici e quant’altro ke attanagliano tutte quelle terrestri 🙂
Un nuovo mondo in tutti i sensi, autosufficiente, ecologico e ecosostenibile ma soprattutto il + libero possibile e infinitamente tollerante.
Un’idea ke comincia a concretizzarsi sul web x realizzarsi nella fisicità del monolite.
E quando ci sarà … arrivati fin lì … sicuramente nessuno potrà avere tanto coraggio da negarci l’indipendenza 😉

15 07 2009
Alcuni kiarimenti circa l’Isola delle Rose « L’Isola di EDEN

[…] quella distanza dalla costa italiana nn era assolutamente sufficiente !!! Come infatti spiego in questo mio precedente articolo scritto sul blog nel Febbraio del 2008 x poter erigere un isola artificiale da poter poi dikiarare indipendente è necessario rispettare […]

22 10 2013
enrico

Sono veramente contento che ci siano persone come te e l’ingegnere De Rosa che riescono a pensare diversamente io personalmente anche sto pensando ad una cosa del genere e facendo 2 calcoli semplici semplici non ci vorrebbero nemmeno chissà che fondi piuttosto ci vorrebbero competenze ingegneristiche adeguate!Se faccessimo 2 conti i costi di gran lunga superiori di una nave da crociera diciamo 200milioni di euro di gran lunga superiori rispetto ad un monolite ecosostenibile, ecocompatibile e autosufficiente dove magari non esite la moneta diviso diciamo una media di 4000 mila abitanti residenti o chiamateli come volete siamo nell’ordine di 50.000 euro

vale a dire potremmo essere proiprietari di una nave da crociera ognuno con la sua suite/appartamento piscine teatro ristoranti discoteche etc etc i 4000 abitanti potrebbero essere equiparato al’equipaggio vale a dire 300-400persone in effetti basterebbe lavorare 2 gg a settimana o giu di li!!!

quindi certo che è possibile ma c’è bisogno anche di tanto coraggio!!! e almeno un numero adeguato di persone competenze etc etc

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