L’Isola delle Rose approda a Roma!

21 09 2009

locandina romaContinua la rediviva saga dell’Insulo de la Rozoj ovvero Isola delle Rose ke ha ispirato il mio nuovo progetto di libera Repubblica dell’Isola di Eden. Oggi vi presento la commedia scritta da Claudia Ceroni, Mauro Monni e Giovanni Palanza con interpreti e anke registi Mauro Monni e Giovanni Palanza x la produzione di SINE QUA NON.
Lo spettacolo si presenta così, direttamente tratto dal loro manifesto:

Rappresentata per la prima volta a Firenze nel febbraio 2009, L’Isola delle Rose racconta la breve vita della Repubblica esperantista nata al largo di Rimini nel maggio del 1968. Una storia vera, che per otto mesi ha appassionato turisti, studiosi di diritto e semplici curiosi di tutto il mondo. Nell’anno simbolo della rivolta  giovanile, L’Isola  delle Rose è la commovente parabola di un uomo, l’ingegner Giorgio Rosa, che ha creduto di sottrarsi al sistema coltivando il sogno di uno Stato tutto suo. Una piattaforma d’acciaio  e cemento in mezzo all’Adriatico, che per nove mesi ha tenuto in scacco lo Stato italiano. L’ossessione di un uomo che diventa archetipo di libertà, emblema dell’utopia, l’isola che non c’è alla quale ciascuno di noi sogna un giorno di poter approdare.”

Orbene Dal 15 al 18 ottobre 2009 lo spettacolo teatrale L’Isola delle Rose approda a Roma al Teatro SAN GENESIO, in Via Podgora 1 e invito tutti alla sua visione. Io nn potrò andare causa distanza ma a coloro ke potranno assistervi rivolgo l’invito di commentarlo qui sul blog così da comunicare le proprie impressioni a tutti noi e renderci partecipi alla suggestione dello spettacolo.

Questa è una breve presentazione dei principali artefici del tutto:

Mauro Monni: scrittore e attore teatrale,  vive e lavora a Firenze. Autore, regista ed attore del monologo “Feltrinelli, una storia contro”, finalista “Oltreparola 2007” e vincitore del secondo premio al concorso “Stella d’Argento 2006”. Ha partecipato a produzioni sul teatro-racconto interpretando tra gli altri testi di Calvino, Wilder, Pavese, Shakespeare, Wilde, Tolkien. Dal 2002 è arbitro professionista nei Match di Improvvisazione Teatrale.

Giovanni Palanza: presidente dal 1998 della Lega Improvvisazione Firenze, nato a Napoli nel 1961, si forma nelle scuole di teatro O. Costa, M. Lombardi, G. Pedullà , L.della Rocca. Nel 1991 entra a far parte della Lega Italiana Improvvisazione teatrale e dal 1993 insegna avviamento al Match di Improvvisazione e Teatro nelle città di Firenze, Reggio Emilia, Modena. Partecipa ai programmi televisivi “Mi manda Lubrano” e la doppia serie dei “Match su RAI2”. E’ nel cast del film “La grande prugna” di Claudio Malaponti e partecipa alle Fiction “Distretto di Polizia”, ” Cuore contro Cuore” e ” 7 vite”. Con la Nazionale Italiana di Improvvisazione Teatrale vince il Campionato del Mondo a Lille in Francia. – Vincitore di diversi festival di Cabaret – con il trio “I Redattori” .

Claudia Ceroni: Bolognese di nascita, vive a Milano dove lavora per Radio 2 Rai. E’ attualmente autrice con Federico Taddia del programma L’Altrolato, in onda il sabato e la domenica alle 9:30. Ha collaborato alla realizzazione di “Sumo, il peso della cultura” con Giovanna Zucconi e di “Condor” con Luca Sofri. Ha lavorato per Radio24 e per il Sole24Ore.

Maggiori informazioni le potete trovare visitando i siti web http://www.isoladellerose.it/ e http://www.teatrosangenesio.it/ oppure anke in email all’indirizzo info (chiocciolina) isoladellerose.it

Qui 2 minuti tratti dallo spettacolo:

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L’Isola delle Rose al TG3 dell’Emilia-Romagna

8 09 2009

Il video documentario sull’Isola delle Rose, in esperanto l’Insulo de la Rozoj,”Insulo de la Rozoj – la libertà fa pauradi Stefano Bisulli e Roberto Naccari, continua a far parlare di sè.
Dopo la recente pubblica visione Mercoledì scorso 2 Settembre allo Zoe Cafè Fuoriposto di Santarcangelo di Romagna, oggi è pubblicizzato su RAI3 regione Emilia Romagna al TG3 delle 14 cm è già possibile vedere anke online sul sito Rai.
In pratica è possibile vedere alcuni secondi qua e là tratti dal video e il relativo annuncio della pubblca visione stasera a Bologna nel cortile del Teatro di Vicolo Bolognetti.
NN c’è ke dire, i ragazzi della Cinematica, produttori del video documentario, si danno da fare 😉

P.S.: Adesso online direttamente dai ragazzi di Cinematica l’estratto dell’annuncio TV reso pubblico su YouTube, questo il link.





Progetto Eden come il progetto Apollo

21 07 2009

40th_AnniversaryIeri 20 Luglio è stato il 40° anniversario dell’allunaggio nel Mare della Tranquillità sulla Luna del modulo lunare Eagle del progetto Apollo e oggi è quello del primo uomo ke fisicamente mette piede e lascia la prima orma umana sul suolo lunare, l’astronauta americano Neil Armstrong, pronunciando la frase ke passerà alla storia “That’s one small step for a man, one giant leap for mankind” (questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità). Era il 1969 ed erano gli anni passati alla storia come quelli della guerra fredda tra USA e URSS, le 2 superpotenze nucleari ke si fronteggiavano dalla fine della II° guerra mondiale x il predominio sul pianeta Terra ed erano anke gli anni delle proteste giovanili contro la guerra in Vietnam (come il festival di Woodstock) e delle fallite rivoluzioni dei paesi dell’est Europa x la liberazione dal giogo del blocco socialista/comunista dell’URSS. In Italia si fronteggiavano i 2 opposti fronti comunisti ed ex fascisti con spargimenti di sangue da ambole parti. Era un periodo politicamente caldo ma pieno di speranze x il futuro.
Proprio mentre questi eventi si susseguivano, in quegli stessi anni nasceva e veniva affondata dalla marina italiana nel Gennaio del 1969 l’Insulo de la Rozoj ovvero l’Isola delle Rose. Isola i cui resti vengono riscoperti in fondo al mare proprio in questi giorni di questa estate del 2009 e dove alla Corte degli Agostiniani è stato proiettato x la prima volta il documentario “Insulo de la Rozoj la libertà fa paura” con uno strepitoso successo di pubblico.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente tante analogie con il mio progetto dell’Isola di Eden o meglio della libera Repubblica dell’Isola di Eden. Un progetto ke avevo nella testa da tempo ma ke ho reso pubblico con questo blog e relativo sito Web lo scorso anno 2008, nel quale anno ricorreva, all’insaputa di tanti, il 40° anniversario della dikiarazione di indipendenza dell’Insulo de la Rozoj effettuata il 1 Maggio 1968. Quest’anno poi è il 40° anniversario dalla sua distruzione e trasformazione in mito e della sua riscoperta storica come evento e come resti sul fondale marino in concomitanza con lo storico sbarco sul suolo lunare del 20 Luglio 1969, ank’esso a coronamento di una lunga avventura e di investimenti in risorse umane ed economike. 40 anni dopo coincidenza vuole ke parta il progetto dell’Isola di Eden, progetto ke durerà anni e ke sarà su varie fasi o step, come la missione Apollo ke portò gli uomini sulla Luna, e ke alla fine realizzerà un Monolite ovvero un’isola artificiale e dikiarerà la sua indipendenza come libera Repubblica dell’Isola di Eden come fece l’Insulo de la Rozoj.
Questa sarà la mia missione come fu il progetto Apollo x la conquista della Luna:
Il primo step è quello di aggregare + persone possibili e trovare i fondi x il finanziamento del progetto operando su internet ke è x antonomasia un mondo virtuale dove tutto può esistere e dove la libera Repubblica di Eden può crescere e svilupparsi nelle sue vesti virtuali come micronazione aterritoriale quintomondista.
Il secondo step sarà la creazione di un Consolato in Italia o cmq in terra ke sarà la base x lo sviluppo del progetto dell’Isola di Eden come fu il Jet Propulsion Laboratory (JPL) e il John F. Kennedy Space Center (oggi Cape Canaveral) della NASA le basi x lo sviluppo delle missioni Apollo.
Il terzo step sarà la realizzazione di una piattaforma marina come quelle del progetto gemello americano di SeaSteading.
Il quarto step sarà la realizzazione del Monolite e sua abitazione, popolazione nativa e messa in piena funzionalità ricalcando il progetto della nuova Ziggurat di Dubai.
Il quinto step e ultimo sarà promulgare ed ottenere la dikiarazione di indipendenza e diventare il primo microstato della storia del pianeta Terra realizzato su un isola artificiale.





Alcuni kiarimenti circa l’Isola delle Rose

15 07 2009

Dopo la scorpacciata di news inerenti il revival storico dell’Insulo de la Rozoj ovvero dell’Isola delle Rose, vorrei ribadire alcune cose nuove e alcune vecchie ke si sn perse nella quantità di post ormai presenti sul blog.
Da colloqui avuti con un autore del documentario e dalla genesi e sviluppo dell’Isola delle Rose ad opera dell’Ing. Giorgio Rosa si evince ke inizialmente il progetto fosse solo ed esclusivamente un’operazione tecnico/commerciale.
L’Ing. Rosa voleva realizzare una sua idea e guadagnare sul brevetto su cui l’idea si sviluppava e nessuna intenzione aveva di realizzare una micronazione ne tantomeno un microstato (qui puoi leggere la differenza). Le vicende sono lievitate poi col trascorrere del tempo e col sovravvenire degli eventi e dell’interesse ke l’isola artificiale aveva creato dopo la sua costruzione. Realizzazione ke ricordo fu cmq solo parziale. In sostanza l’Ing. Rosa voleva realizzare una specie di albergo o cmq un’attrattiva turistica di fronte alle coste romagnole e l’isola artificiale doveva crescere nei suoi progetti sia in altezza ke anke in orizzontale, allargandosi ed espandendosi nelle acque intorno. In pratica mirava a un doppio business, la vendita della tecnologia tramite il brevetto dell’isola e il guadagno con il turismo legato alla frequentazione dell’isola stessa. Del resto l’Ing. Rosa nn aveva mai fatto voce in tutti gli anni ’60 con kikkessia dell’intenzione di creare un nuovo stato, nemmeno con i suoi collaboratori x tutta la durata dei lavori. Lavori ke da cm si legge su wikipedia sn andati avanti x molti anni:

I sopralluoghi avvennero utilizzando un natante, costruito in acciaio e propulso con un motore di una Fiat 500, e proseguirono per tutta l’estate del 1960, con frequenza bisettimanale, avendo come base un capanno sul molo di Rimini.
Nell’estate del 1962 però, per problemi tecnici e finanziari, l’impresa si bloccò; inoltre nell’ottobre dello stesso anno fu intimato dalle autorità italiane di rimuovere qualsiasi ostacolo alla navigazione.
Il 30 maggio 1964 furono contattate le Capitanerie di Porto di Rimini, Ravenna e Pesaro, rispettivamente per opzionare gli spazi in banchina, per i rifornimenti di gasolio e per la costruzione della struttura dell’isola presso i cantieri navali e per la pubblicazione dell’avviso ai naviganti per la segnalazione della presenza di strutture.
Per tutto il 1965 ed il 1966 proseguirono i lavori di armamento della struttura, ma molto lentamente, poiché per le avverse condizioni meteomarine si poteva operare per non più di circa tre giorni a settimana.

Quindi il tutto si svolse x oltre un lustro, tempo + ke sufficiente x far trapelare una possibile notizia bomba cm quella di creare uno nuovo stato. Inoltre:

“Il 23 novembre 1966 la capitaneria di porto di Rimini intimò di cessare i lavori privi di autorizzazione, poiché la zona era in concessione all’Eni. Il successivo 23 gennaio anche la polizia s’interessò della vicenda, richiedendo conferma che si trattava di lavori sperimentali. Il 20 maggio 1967 alla profondità di 280 metri dal piano di calpestio dell’isola fu trovata, per perforazione, una falda di acqua dolce. Il 20 agosto 1967 l’isola venne aperta al pubblico.

Ovvero i lavori insospettirono le autorità già dal 1966, quasi 2 anni prima della dikiarazione di indipendenza del 1968 ke fu cmq successiva alla apertura al pubblico dell’Isola delle Rose come pura attrazione turistica. In pratica, dalla apertura al pubblico dell’isola artificiale il 20 Agosto 1967 alla dikiarazione di indipendenza del 1º maggio 1968, sn trascorsi oltre 8 mesi. Evidente quindi ke la proclamazione di indipendenza sia stato solo un escamotage x cercare una scappatoia alle grinfie dell’italica burocrazia e autorità. Tentativo ke dette all’Isola delle Rose tanto prestigio e notorietà ma ke nn la salvò dall’affondamento.

Ordunque, le evidenze dei tempi sn la dimostrazione ke le parole riportatemi come dette dall’Ing. Rosa sulle reali intenzioni del progetto dell’isola artificiale, sn oltremodo coerenti e veritiere. Ma nn solo. Maliziosamente parlando si può anke aggiungere ke la realizzazione fuori dalle acque territoriali sia stata scelta nn x fini geo/politici ma x mire + semplicemente di risparmio, x nn dire elusione, fiscale. Ovvero creare un business turistico con ampie possibilità di espansione a costi ragionevoli poco al di fuori dello stato italiano x poter arrikkirsi e nn pagare le tasse all’Italia essendo appunto al di fuori della giurisdizione italiana ovvero in acque internazionali, almeno quel quanto ke bastava. Malizia del resto riportata anke dall’autore del testo su wikipedia:

Le azioni di Rosa furono viste dal governo italiano come uno stratagemma per raccogliere i proventi turistici senza il pagamento delle relative tasse, dato che l’Isola delle Rose era facilmente raggiungibile dalla costa italiana.

Ma, come vado a supportare a seguire, se le mire fossero state proprio quelle di creare un vero stato indipendente, quella distanza dalla costa italiana nn era assolutamente sufficiente !!!
Come infatti spiego in questo mio precedente articolo scritto sul blog nel Febbraio del 2008 x poter erigere un isola artificiale da poter poi dikiarare indipendente è necessario rispettare delle banali regole di distanza tra le parti in gioco. Nel suddetto articolo del blog il tutto è aggiornato alle regole e leggi odierne ma rifacendosi agli anni ’60 è ovvio ke quelle poke centinaia di metri dal limite delle acque territoriali italiane di allora (ovvero 6 miglia, oggi sn raddoppiate a 12 miglia), nn erano sufficienti. Nel momento in cui si dikiara l’indipendenza dell’Insulo de la Rozoj ovvero dell’Isola delle Rose si crea una occupazione della superficie acquea dello stato italiano, un’invasione vera e propria della Repubblica Italiana.
Questo xkè lo stato indipendente così creato avrebbe spostato la linea di confine marino delle acque territoriali italiane indietro di circa 3 miglia in quanto le regole internazionali assegnano 6 miglia a ogni stato salvo zone dove materialmente questa distanza nn può essere messa in atto x vari motivi generalmente geografici. Quindi, essendo lo spazio tra l’isola artificiale e la costa italiana inferiore alle 7 miglia, secondo le regole internazionali l’Italia si vedeva arretrare i suoi confini, ad esclusivo vantaggio della neonata repubblica dell’Insulo de la Rozoj, di circa 3 miglia. Un precedente ke poteva aprire scenari di nn poco conto e sviluppi alquanto pericolosi, un precedente ke poteva portare tanti altri a seguire le orme dell’Ing. Rosa, cosa ke in effetti l’Ing. Rosa si augurava x poter vendere i diritti del suo brevetto di costruzione marittima. Quindi ovvio ke una simile ipotesi andava stroncata sul nascere e pertanto essere motivo legittimo x l’allora governo italiano dell’azione militare allo scopo di eliminare quell’anomalia e ripristinare il suo pieno diritto alla linea di confine di 6 miglia marine.
Un ultima speculazione: la proclamazione di una nuova repubblica era cmq un idea foriera di ulteriori introiti commerciali (ad esempio i francobolli, ke i testimoni dell’epoca affermano nel documentario, siano stati una fonte di discreto guadagno) ed anke la possibilità di scavalcare la giurisdizione italiana appellandosi come fu fatto all’ONU. Un’idea da perseguire x salvare il salvabile e ottenere un’ulteriore visibilità internazionale come in effetti avvenne. Volendo malignare al massimo livello, del resto a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, si potrebbe pensare ke l’idea nn fu nemmeno tanto originale bensì presa a prestito dal Principato di Sealand ke guarda caso nasceva nel settembre del 1967 ad opera di Paddy Roy Bates al largo delle coste inglesi sempre in acque internazionali, ovvero circa un mese dopo l’apertura al pubblico dell’Isola delle Rose e qualke mese prima della sua dikiarazione di indipendenza. Coincidenza … mah 🙂





Trailer del documentario sull’Isola delle Rose

12 07 2009

Ecco x gli appassionati il trailer appena pubblicato su YouTube da Cinematica ovvero dai realizzatori dello stesso.
Il video originale “Insulo de la Rozoj – La libertà fa pauraproiettato il Mercoledì 1 luglio 2009 alle ore 21:15 presso la Corte degli Agostiniani a Rimini era in italiano e senza sottotitoli ma x l’occasione e visto il successo dell’opera hanno reso internazionale il trailer sottotitolando in inglese 😉

Insulo de la Rozoj – freedom is frightening





Incredibile: ritrovati i resti dell’Isola delle Rose

3 07 2009

News recentissima appena scoperta, fresca fresca:

NN ho parole, questo è proprio l’anno del ritorno al passato x un nuovo tuffo nel futuro. Dall’Isola delle Rose all’Isola di Eden 🙂

P.S.:
Qui la news online su ViaEmiliaNet del 2 Luglio 2009:
Riaffiorano i resti della leggendaria Isola delle Rose

Anke il quotidiano La Repubblica del 3 Luglio 2009 ne dà notizia:
L’Isola delle Rose rivive sullo schermo e riemerge nelle acque di Rimini

Il settimanale cattolico riminese Il Ponte del 6 Luglio 2009:
Isola delle Rose, mistero galleggiante





Ed anke il 1 Luglio è andato

2 07 2009

Mamma mia, mai viste tante persone stipate dentro un cinema. La sala della Corte degli Agostiniani a Rimini è stata preda di un assalto e di una ressa incredibile, già alle 21 tutti i posti a sedere erano occupati e arrivava ancora gente. Nn c’è ke dire, a giudicare dalla sala stracolma, anzi di +, la proiezione è stata un successo, sicuramente merito anke dell’entrata libera. Un’ora di documentario ke è scorsa via veloce e nel complesso tecnicamente ben confezionato ma condensare tutto in così poco tempo, è durato circa un’oretta, nn ha permesso di poter espletare tutti gli spunti inseriti con dovizia e ne è risultato un documentario molto cronaca e costume dell’epoca piuttosto ke un documento storico e di analisi, soddisfacente e utile. Il risultato è nulla ke nn si potesse già leggere su Wikipedia, dove anzi le informazioni abbondano, e un’analisi dei fatti decisamente superficiale. Un blando riferimento a SeaLand ke nacque grossomodo in contemporanea ma senza lo stesso successo e interesse giornalistico forse xkè al contrario dell’Isola delle Rose è ancora presente e, anke se un pò malandata dopo 40 anni di storia, è ancora lì. Come ben sappiamo in vita è difficile ottenere gloria mentre una volta morti è facile diventare leggenda e mito. Questo è stato il destino dell’Isola delle Rose e del sogno esperantista del’Insulo de la Rozoj, aspetto anke questo trattano in un lampo e francamente in maniera alquanto pittoresca, buona x far ridere la sala ma tecnicamente lacunosa e fuorviante. Del resto in sala + di una volta si sono alzate risa di compiacimento nei confronti di alcuni personaggi intervistati, romagnoli veri e pertanto di linguaggio e gestualità assai simpatici. Se nn altro si è potuto vedere tantissimo materiale fotografico e filmati dell’epoca, inosservabili altrimenti in quanto gelosamente custoditi dai protagonisti o dagli stessi enti promotori del progetto del documentario storico, ed anke conoscere i protagonisti principali ascoltando la storia raccontata dalla loro viva voce. Il tutto poteva sicuramente essere trattato in modo + esauriente visto la mole dei materiali a disposizione, si legge di oltre 40 ore di girato, e trasformarlo in un vero e proprio lungometraggio realizzando così un’opera veramente compiuta. Certo ke l’emozione di rivivere in diretta coi personaggi protagonisti, anke se oggi visibilmente invecchiati e alcuni decisamente irriconoscibili dopo 40 anni, l’avventura dell’Isola delle Rose è stata forte e di grande presa. Rivissuti anke alcuni aspetti di quegl’anni 60 ke sn stati anni di tanta grande storia x l’umanità probabilmente irripetibile. Decade di avvento di fenomeni micronazionalisti alla ricerca della libertà oppressa dalla scontro di 2 superpotenze mondiali ke si fronteggiavano frontalmente e nn senza rischi x l’incolumità planetaria e ke come effetto secondario ha portato, tra le tante cose, la conquista della Luna. Cm dimenticare quel 20 Luglio 1969 e il primo piede umano sulla Luna, il ns satellite naturale, di Neil Armstrong astronauta americano della missione Apollo 11. Una decade memorabile senza ombra di dubbio alcuno. Ma tornando a palla sul documentario, un ultimo appunto x una piccola delusione, avrei preferito sentire e vedere l’Ing. Giorgio Rosa, vero artefice dell’impresa, assai + protagonista del documentario invece di quei poki secondi a fine pellicola anke se di indubbio effetto cinematografico. Diamine è lui l’eroe, il leader, colui ke tutto mise in moto e lavorò x quasi 10 anni alla costruzione dell’Isola delle Rose, il padre padrone è stato relegato a poke battute in coda a tutto il documentario. L’ho trovato un trattamento un tantinello irriverente e irrispettoso anke se, a discolpa degli autori, c’è da dire, cm riportatomi da uno degli sceneggiatori, ke l’ing Giorgio Rosa nn era molto disponibile anke a causa della sua ormai avanzata età, tanto da essere così previdente da aver già scelto e fatto mettere la foto sulla sua lapide di famiglia cm mostrato nel video. Cmq quello ke si è visto di lui è stata una immagine di allegria e simpatia da buon bolognese anke se rammaricato del fallimento ingiusto del suo progetto, di cui è sembrato dalle sue parole ke di micronazionalismo nella sua testa nn aveva nulla, e quasi scocciato di aver investito capitali e tempo nel suo sogno infranto di brevettare e far soldi cn una + moderna e veloce tecnica di costruzione di piattaforme marine x colonizzare e sfruttare il mare cm all’epoca già tante compagnie commerciali avevano approntato x l’estrazione di petrolio e metano dai fondali dell’Adriatico.
Concludo dicendo ke nel complesso è un gran bel lavoro e faccio i miei complimenti a tutti coloro ke si sn prestati alla sua realizzazione, bravi nn c’è dubbio, e hanno ottenuto un buon risultato cinematografico e un incredibile successo di pubblico, anke se col rammarico di nn poter esprimere un giudizio ottimo x quanto ho già scritto ovvero se solo fosse stato + lungo, approfondito e completo. Magari aggiungo pure cn uno spirito diverso, – simpatico e + seriosamente storiografico ma ke forse nn era quello ke i committenti kiedevano … kissà …
Di nuovo bravi e sxiamo presto di vederlo su DVD e disponibile x tutti coloro ke ier sera nn sn potuti venire a gustarselo in prima visione in una calda serata riminese sotto un cielo sereno e senza Luna 🙂








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