60 anni dalla dichiarazione dei diritti dell’uomo

10 12 2008

Era il 1948, il mondo usciva stravolto da una guerra senza precedenti che aveva annientato la dignità umana e la comunità internazionale, riunita nell’appena nata Organizzazione delle Nazioni Unite, l’Onu, sentì l’esigenza di mettere nero su bianco un codice etico valido per l’intera umanità. E’ nata così la Dichiarazione, redatta da alcuni tra i più importanti intellettuali dell’epoca, dai francesi Jacques Maritain e Renè Cassin, al libanese Charles Malik, al cinese P. C. Chang, sotto la direzione del canadese John Peters Humphrey. A presiedere la commissione Eleanor Roosvelt, moglie del presidente Usa Franklin Delano. Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite vota i 30 articoli del testo finale: 48 i Paesi favorevoli e otto gli astenuti, gli Stati del blocco sovietico, il Sudafrica e l’Arabia saudita. Da allora la Dichiarazione, che si è ispirata ai principi della Rivoluzione francese, seppur non vincolante per i Paesi che l’hanno firmata, è stata il punto di riferimento per lo sviluppo delle moderne democrazie e a tutt’oggi rimane la base dei documenti delle Nazioni Unite e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
La micronazione dell’Isola di Eden ne fa il suo Statuto come ho avuto modo già di scrivere in precedenza in quanto essendo un nascente stato libero e democratico può prenderla direttamente e senza mediazione storike come caposaldo della sua repubblica. In questo siamo la prima nazione e micronazione a poterlo fare e quindi a farlo.
Dal primo articolo che stabilisce l’uguaglianza e la libertà di tutti gli esseri umani, al trentesimo che sancisce il carattere inalienabile dei diritti, vengono enumerati una serie di principi comuni posti a fondamento della dignità umana. Il diritto alla vita, al giusto processo, alla privacy, all’asilo, alla proprietà, all’istruzione, e poi, la libertà di pensiero e di espressione e la condanna della tortura e della schiavitù.
I grandi ideali dei grandi del mondo trovano nella micronazione dell’Isola di Eden la loro prima prova reale, dalla teoria alla pratica.
Spero a breve di istituire un forum di discussione x trattare questo e altri argomenti di importanza vitale x la nascente microrepubblica adriatica.





Lo Statuto

26 02 2008

Ogni nazione o micronazione deve avere una base di diritti e doveri enunciati in uno Statuto e io ho deciso di fondarmi sulla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo redatta dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e firmata a Parigi il 10 Dicembre 1948. Tale dichiarazione al momento non è giuridicamente vincolante per gli Stati membri dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e nessuno stato ne ha istituzionalizzato o inserito i relativi articoli nel proprio statuto o carta istituzionale, l’Isola di Eden sarà il primo stato moderno a farlo. La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sancisce universalmente (cioè in ogni epoca storica e in ogni parte del mondo)  i diritti inalienabili che spettano a ogni essere umano e quindi è il miglior punto di partenza x costruire un sistema giuridico ed economico su cui costruire un moderno modello sociale di convivenza tra persone e tra popoli. Inoltre faranno parte dello Statuto anke il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali integrato dal Patto internazionale sui diritti civili e politici. Con queste basi si procederà alla scrittura dei Codici Legislativi attingendo dai Codici già in atto nelle principali nazioni del pianeta ed uniformandoli allo Statuto e alle necessità e bisogni peculiari dell’Isola di Eden.





L’Isola di Eden ovvero il monolite

19 02 2008

L’Isola di Eden sarà un manufatto in cemento posto in mezzo al mar Adriatico definito come Monolite (mono=uno e lite=pietra, una pietra) in modo da poter distare un sufficiente numero di kilometri oltre i limiti delle acque territoriali Italiane e Croate. In base alla Conferenza di Ginevra del 1958 e alla Terza Conferenza delle Nazioni Unite sul diritto del mare (1974 – 1982) ove si è creato un codice ke regolamenta il diritto internazionale marittimo e + precisamente ai sensi dell’articolo 3 della Convenzione di Montego Bay, le acque territoriali si estendono x 12 miglia marine (12 x 1852 mt. =  22,224 Km) dalla costa al di là delle quali si estendono le acque internazionali. Pertanto la distanza dalla coste deve essere non inferiore alle 12 miglia marine dall’Italia e dalla Croazia e da tale limite altre 12 miglia x le acque territoriali della futura micronazione dell’Isola di Eden, x una distanza totale di almeno 24 miglia marine (24 x 1852 mt. =  44,448 Km) da ogni terra emersa Italiana o Croata. Questo onde evitare future dispute territoriali in sede di riconoscimento presso l’ONU. Per ragioni costruttive non potremo costruire il monolite in acque profonde a causa delle difficoltà e dei costi crescenti all’aumentare della profondità del mare e pertanto la sua collocazione sarà il +  possibile a Nord nel mare Adriatico essendo tale mare con un fondale via via sempre + profondo mano a mano ke ci si sposta da Nord verso Sud. L’ipotetica area dove potrebbe sorgere il Monolite è stimata essere profonda circa 50/60 metri ed è in una zona di non navigazione marittima anke per la presenza di diverse installazioni di estrazione di gas metano, in alto mare al centro dell’asse ke da Rimini arriva fino all’Istria. La distanza tra le coste dovrebbe aggirarsi sui 130 km, quindi il Monolite si collokerà grossomodo a metà, distante circa 65 Km dalle coste, mettendoci anke al riparo dalle ulteriori 12 miglia marine di zona contigua (( 12 + 12)  x 1852 mt. =  44,448 Km) ove lo stato ha facoltà di vigilanza doganale. A causa degli interessi in gioco circa le risorse energetike si dovrà verificare ke la zona non sia già stata data in concessione a società per l’esplorazione off-shore di giacimenti minerali e ke non vi siano difficolà ulteriori a causa della zona economica esclusiva. Naturalmente queste sono indicazioni di massima ke col tempo potranno variare e accomodarsi ad esigenze ke si verranno a creare.








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