Diavolo, l’hanno fatto 2

24 03 2009

Come x la saga di Rambo, ecco la seconda puntata del “Diavolo, l’hanno fatto” di qualke settimana fà, ma nn è una vendetta. Tant’è ke leggo oggi sul Corriere online nella rubrica Scienze e Tecnologie l’articolo “Ecco le case a «bolletta zero»” ad opera del giornalista Marco Gasperetti ke finalmente annuncia la realizzazione del primo lotto di case ke potenzialmente nn hanno bisogno del collegamento alla rete elettrica x la climatizzazione degli ambienti abitativi x tutto l’anno usando come fonti di energia il FotoVoltaico e la Pompa di Calore Geotermica: l’accoppiata vincente ke io stesso sono ormai anni ke vado proponendo a tutti quelli ke conosco e ke vorrei come fonti d’energia x il futuro dell’umanità e della futura Isola di Eden, in primis x il futuro Consolato in terra di cui spero a breve di scrivere un articolo e relativo avvio di progetto. Naturalmente l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici può essere utilizzata anke x i consumi elettrici della casa e anke x cucinare i cibi, rendeno inutile anke l’uso del pericoloso gas metano.
Vista l’importanza ke riveste la notizia, vi riporto il succo della stessa qui sotto:

FOLLONICA (Grosseto) – Venti appartamenti di 85 metri quadrati con giardino e box auto. Saranno inaugurati martedì 31 marzo a Follonica, in provincia di Grosseto, e avranno un record: saranno i primi in Italia a funzionare con l’energia della terra e chi li abiterà non pagherà neppure una lira di bolletta e avrà il riscaldamento gratuito durante tutta la stagione fredda e l’aria condizionata, anch’essa a costo zero, in estate. Le case «a bolletta zero» utilizzano infatti la così detta «geotermia a bassa entalpia», ovvero l’energia che viene sprigionata naturalmente dalla terra e può essere canalizzata nel riscaldamento della casa utilizzando particolari sonde. Il progetto è stato realizzato dallo studio Ecogeo di Siena e dalla Cooperativa edile l’Avvenire di Follonica. Gli appartamenti sono costati 255 mila euro l’uno, un prezzo perfettamente in linea con il mercato.

LA TECNOLOGIA – Il calore naturale della terra viene catturato grazie a una tecnica particolare. «Si trivella il terreno per un centinaio di metri – spiega Giacomo Biserni, geologo dello studio Ecogeo – e poi si utilizzano sonde dal diametro massimo di 15 centimetri collegate alla centrale termica. Infine il calore viene spinto nelle serpentine collocate sotto il pavimento. Queste ultime riscaldano l’ambiente senza spendere una lira di bolletta energetica». La cosa più interessante dell’impianto è la doppia funzione. In estate, infatti, si trasforma in un ottimo refrigeratore per raffreddare la temperatura di ogni stanza. Insieme all’uso della geotermia a bassa entropia, i tecnici hanno utilizzato anche impianti fotovoltaici. Per rendere però fattibile una totale autarchia energetica i costruttori hanno impiegato materiali particolari. Come speciali mattoni ad alta efficienza energetica, isolanti naturali per il tetto e le pareti. Costi elevati, dunque? Macché, l’appartamento è stato venduto a un prezzo assolutamente in linea a quello del tradizionale mercato.

Non scrive se la casa è stata realizzata coi criteri della Casa Passiva di cui ci sono esempi ormai in tutto il mondo, tra cui questo edificio a meno di 100 Km dal circolo polare artico, ma spero fortemente di sì. Il futuro Consolato nonkè primo nucleo abitativo del popolo Edeniano sarà realizzato oltre ke come qui sopra riportato anke con il recupero delle acque meteorike e il riciclo e riuso delle acque reflue onde consentire il massimo risparmio e il minimo impatto ambientale rendendo di fatto la costruzione del Consolato il primo edificio al mondo totalmente eco e auto- sostenibile.

P.S. vedo oggi 21 Aprile 2009 un’altro articolo con qualke dettaglio in + su Repubblica nella rubrica dedicata alla casa:
la casa dei miracoli energia pulita e niente bollette
come ad esempio ke sono unita abitative da 80 mq l’una.





Eden e l’autosufficienza

17 03 2008

Una micronazione o microstato (preferisco micronazione xkè al femminile mi suona meglio :-)) realizzata su un’isola artificiale in mezzo al mare ha ovvi problemi di approvvigionamenti energetici e di quant’altro, dipendendo in tutto dalla terraferma se non si attuano soluzioni di autonomia e sostenibilità sull’isola stessa. Le attività commerciali dell’Isola di Eden saranno molte e delle principali ho già scritto e saranno queste attività ke porteranno la rikkezza sull’isola al fine di consentire il suo funzionamento e la sua manutenzione nonkè risorse x la gestione della sua popolazione come l’alimentazione, i medicinali e quant’altro di necessità x vivere sull’isola. Con le risorse finanziarie dovrà essere possibile acquistare tutti i beni e le risorse materiali trasportabili via nave o via eliporto sull’Isola di Eden ma qualcosa si può e si deve fare x tentare di raggiungere l’autosufficienza energetica e non solo. Per questo si faranno uso delle energie alternative come il sole e il vento, forse anke la forza di marea se possibile. La parte esposta al sole e alta del monolite sarà tappezzata di pannelli solari fotovoltaici, il lato esposto al sole sarà costruito x sfruttare al massimo la cattura del calore solare in inverno e al contrario d’estate sul principio delle case passive. Sulla cima del monolite o cmq dove saranno + funzionali saranno poste delle elike x sfruttare i venti e produrre energia elettrica eolica. All’interno del monolite saranno predisposte delle cisterne o depositi sia alimentari e sia di carburanti cosiccome una centrale energetica x l’autosufficienza in caso di carenza di energia da fonti alternative. Diciamo ke x farsi una idea di come progettare il monolite dell’Isola di Eden sarà sufficiente prendere esempio da una nave oceanica o meglio da un Transatlantico ovvero da una delle tante navi passeggere da crociera ke solcano i mari. Motivo x cui saranno, tra i primi cittadini virtuali di Eden, benvenuti e caldamente accolti gli ingegneri navali specializzati in navi da crociera nonkè gli ingegneri con esperienza di costruzione di piattaforme offshore.








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