La scienza suona l’allarme: cambiare i modelli di sviluppo

4 07 2011

Direttamente dal sito greenreport.it un ennesimo articolo di preoccupazione x la situazione planetaria scritto da Gianfranco Bologna e alcune mie  integrazioni  al fondo:

“Mentre la comunità internazionale continua a preparare la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che avrà luogo a Rio de Janeiro nel giugno del 2012 (vedasi il sito www.uncsd2012.org) , la comunità scientifica internazionale continua a rendere noti i risultati di importanti ricerche che sottolineano il pesante e grave impatto umano sui sistemi naturali.

La scienza richiama quindi sempre di più l’urgenza e la concretezza nell’intervenire rapidamente per cambiare corso ai nostri modelli di sviluppo basati sulla crescita economica materiale e quantitativa. Anche in queste recenti settimane si sono avuti importanti seminari scientifici che hanno fatto il punto sulla situazione dei sistemi naturali del nostro bellissimo pianeta. Sono stati resi noti, ad esempio, i risultati del meeting degli esperti mondiali degli oceani riuniti dall’International Programme on the State of the Ocean (IPSO), dalla World Conservation Union (IUCN) e dall’International Geosphere Biosphere Programme (IGBP) all’Università di Oxford nell’aprile scorso, nel rapporto “State of the Ocean” (vedasi il rapporto sul sito dell’IUCN, www.iucn.org). E’ stato poi rilasciato il rapporto “The Critical Decade. Climate science, risks and responses” dalla Climate Commission del governo australiano presieduta dal grande scienziato Will Steffen (vedasiwww.climatecommission.gov.au) e a metà giugno si è tenuto a Stoccolma, organizzato dall’International Geosphere Biosphere Programme (IGBP) e dalla Royal Swedish Academsy of Sciences, il workshop di scienziati su “Planetary Stewardship: solutions for a responsible development” (vedasi il sito www.igbp.net).

In questi rapporti e in questi workshop la comunità scientifica esprime forte preoccupazione sullo stato di salute degli ecosistemi degli oceani, sullo stato di salute del sistema climatico, sottolinea il forte deterioramento esistente nelle relazioni tra i sistemi naturali e i sistemi umani, richiamando ad una forte responsabilità i decisori politici ed economici.

Ho scritto più volte, nelle pagine di questa rubrica, sul concetto e le pubblicazioni scientifiche relative ai cosidetti “Planetary Boundaries”, i nostri “confini planetari” che gli scienziati hanno iniziato ad indicarci. Sin dalla pubblicazione su “Nature” del primo lavoro sui Planetary Boundaries dedicai un’intera rubrica al tema. Era il settembre del 2009 (l’articolo si intitola “A Safe Operating Space for Humanity” ed è apparso su “Nature” vol. 461; September 2009; 472-475).
Quella pubblicazione, frutto della collaborazione di 29 tra i maggiori scienziati delle scienze del sistema Terra e della scienza della sostenibilità, tra i quali il premio Nobel Paul Crutzen, è dedicata a sottolineare come il nostro impatto sui sistemi naturali stia facendo preoccupare l’intera comunità scientifica, perché in molte situazioni siamo vicini a dei punti critici (a delle vere e proprie “soglie”), oltrepassati i quali gli effetti a cascata che ne derivano possono essere devastanti per l’umanità. Per questo motivo i 29 scienziati indicano quelli che loro definiscono “i confini del pianeta” (Planetary Boundaries) che l’intervento umano non può superare, pena effetti veramente negativi e drammatici per tutti i sistemi sociali.

Il rapporto ricorda che la specie umana ha potuto godere negli ultimi 10mila anni (nel periodo geologico definito Olocene dell’era Quaternaria) di una situazione, pur nelle ovvie dinamiche evolutive che interessano tutti i sistemi naturali, di una discreta stabilità delle condizioni climatiche ed ambientali che ci hanno consentito di incrementare il numero di esseri umani ed anche le nostre capacità di utilizzo e trasformazione delle risorse.

Oggi invece, secondo la comunità scientifica (come abbiamo più volte ricordato in questa rubrica) ci troviamo in un nuovo periodo, definito proprio dal premio Nobel Paul Crutzen, Antropocene, così chiamato a dimostrazione di come la pressione umana sui sistemi naturali del pianeta sia diventata talmente pesante ed evidente da essere paragonabile alle grandi forze geologiche che hanno modificato la Terra durante l’arco di tutta la sua vita.

Gli studiosi ci ricordano che esiste un grave rischio per l’umanità dovuto all’inaccettabile cambiamento prodotto da noi stessi nel passaggio dall’Olocene all’Antropocene. Questa pressione è oggi a livelli veramente elevati, come ci dimostrano tutte le ricerche del Global Environment Change (il cambiamento ambientale globale) oggetto di approfondite analisi da parte di tutti gli scienziati del sistema Terra (vedasi il sito www.essp.org).

Pertanto i 29 scienziati hanno individuato, nell’analisi pubblicata su “Nature” che rimanda ad un rapporto più esteso pubblicato sulla rivista “Ecology and Society” (vedasi www.ecologyandsociety.org) nove grandi “confini”planetari e sottolineano che per tre di questi, le ricerche svolte sin qui dimostrano che siamo già oltre il “confine” che non avremmo dovuto sorpassare.
Questi nove confini indicati sono: il cambiamento climatico, l’acidificazione degli oceani, la riduzione della fascia di ozono nella stratosfera, la modificazione del ciclo biogeochimico dell’azoto e del fosforo, l’utilizzo globale di acqua, i cambiamenti nell’utilizzo del suolo, la perdita di biodiversità, la diffusione di aerosol atmosferici, l’inquinamento dovuto ai prodotti chimici antropogenici.
Per tre di questi, come già detto, e cioè cambiamento climatico, perdita di biodiversità e ciclo dell’azoto siamo già oltre il confine indicato dagli scienziati.

Per il cambiamento climatico si tratta sia della concentrazione dell’anidride carbonica nell’atmosfera (calcolata in parti per milione di volume – ppm -) che del cambiamento del forcing radiativo, cioè per dirla in maniera molto semplice la differenza tra quanta energia “entra” e quanta “esce” dall’atmosfera (calcolata in watt per metro quadro).

Per la concentrazione di anidride carbonica nel periodo pre industriale, eravamo a 280 ppm, oggi siamo a 387 (il dato attuale è già a 390 ppm) e dovremmo scendere, come obiettivo, al confine già superato di 350 (immaginatevi la portata della sfida di questo limite che, tra l’altro, non è affatto oggetto di discussione per le ultime conferenze delle Parti della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici, la prossima delle quali avrà luogo a fine anno a Durban in Sud Africa, dove si parla di percentuali di riduzioni di emissioni di gas climalteranti che porterebbero a concentrazioni di CO2 nella composizione chimica dell’atmosfera ben superiori alle 350 ppm indicate). Per quanto riguarda il forcing radiativo in era preindustriale è calcolato zero, oggi è 1.5 watt per metro quadro, il confine accettabile viene indicato dagli studiosi a 1 watt per metro quadro.

Per la perdita di biodiversità si valuta il tasso di estinzione, cioè il numero di specie estinte per milione all’anno. A livello pre industriale si ritiene che questo tasso fosse tra 0.1 e 1, oggi viene calcolato a più di 100, deve invece rientrare, come obiettivo, nel confine ritenuto accettabile di 10.

Per il ciclo dell’azoto si calcola l’ammontare di azoto rimosso dall’atmosfera per utilizzo umano (in milioni di tonnellate l’anno). A livello preindustriale si ritiene che tale ammontare fosse zero, oggi è calcolato in 121 milioni di tonnellate l’anno, mentre il confine accettabile, come obiettivo, viene indicato in 35 milioni di tonnellate annue.

Così gli studiosi indicano i confini, dove lo ritengono possibile, anche per gli altri sei ambiti prima ricordati (per ogni ulteriore informazione è bene visitare il sito dell’autorevole Stockholm Resilience Centre www.stockholmresilience.org i cui direttori Carl Folke e Johan Rockstrom sono tra gli autori del rapporto).

A febbraio di quest’anno, in un’importante pubblicazione scientifica apparsa sulla rivista “Environmental Research Letters” dal titolo “Reconsiderations of the planetary boundary for phosphorus” , due grandi esperti in materia, Stephen Carpenter, dell’Università di Wisconsin-Madison ed Elena Bennett della McGill University, hanno dimostrato che il confine planetario per l’eutrofizzazione provocata negli ecosistemi di acqua dolce da parte dell’inquinamento da fosforo si è già incrociato con gli eventi di anossia nelle zone degli oceani e dei mari dove si verifica la perdita di tante forme di vita dovute proprio all’eccesso di fosforo derivante dall’inquinamento agricolo e urbano. Gli autori fanno presente che il lavoro originale apparso su “Nature” relativo ai Planetary Boundaries, non ha considerato i fenomeni di eutrofizzazione degli ecosistemi di acqua dolce, focalizzandosi solo su quelli marini.

Considerando entrambi, come hanno fatto con i loro calcoli, Carpenter e Bennett, il nostro confine planetario sul fosforo è già superato. Il fosforo è un elemento essenziale alla vita ma la sua produzione industriale, non solo erode le disponibilità degli stock di fosforo presenti sul pianeta concentrati in poche nazioni e con un rischio di esaurimento in tempi molto brevi nei prossimi venti anni, ma il suo eccesso nelle acque, è la causa primaria delle proliferazioni algali (alcune delle quali contengono i Cianobatteri tossici) che degradano la qualità delle acque, inquinandole e privandole della vita. I depositi di fosfati che costituiscono miniere importanti per l’agricoltura ci hanno messo milioni di anni per formarsi (le nazioni con le riserve maggiori sono Stati Uniti, Cina e Marocco), ed è una pura follia distruggerli in tempi brevi provocando un drammatico inquinamento da fosforo.

Gli avvertimenti del mondo scientifico non possono restare a lungo inascoltati.”

CM anke in Report nella puntata del 23 Maggio 2010 “L’ultima mattanza” a cura di Sabrina Giannini:

La pesca al tonno è l’ultima frontiera di una caccia ancora sfruttabile dall’industria. Ma proprio a causa del sempre più crescente consumo di tonno in scatola molte specie sono eccessivamente sfruttate. La storia del tonno in scatola e del tonno rosso del Mediterraneo, quasi in estinzione a causa dei giapponesi e della “moda” del sushi, sono il paradigma per capire quanto sia stupido l’uomo nel gestire le risorse del pianeta. Troppi interessi e le ipocrisie dei politici ruotano intorno all’industria e alla pesca industriale del tonno e alle politiche mondiali per la conservazione delle specie sull’orlo dell’estinzione. E il consumatore che, a causa della scarsa informazione in etichetta, non sempre è in grado di capire che con il proprio comportamento alimentare rischia di far sparire per sempre il pesce più importante per gli equilibri del mare. Andando avanti così ai nostri figli lasceremo in eredità il sushi a base di riso e fagioli azuki.

Qi il video della puntata di Report su RAI3 “L’ULTIMA MATTANZA

CM se nn bastasse anke ANNOZERO si è occupato dello sfruttamento del mare Adriatico in uno speciale del 28 Giugno 2011 a kiusura della stagione 2011 su RAI2 mostrandoci ke ormai la situazione è disperata, qsto il video  “SPECIALE ANNOZERO – L’ASSASSINIO DEL MARE

Un modello di sviluppo alternativo Edeniano è il Capitalismo Circoscritto ke è in parte condiviso anke dal FMI o IMF all’inglese, almeno cm principio di base 😉

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Si kiama “Capitalismo Circoscritto”

15 04 2010

Tempo fà avevo espresso la mia idea sul Capitalismo e i suoi perniciosi effetti all’interno di un sistema kiuso e finito ovvero sul pianeta Terra.
Qui potete rinfrescarvi la memoria rileggendo l’articolo.
Orbene, oggi leggo sulla rivista Valori versione online un interessante articoletto pubblicato ieri:

Regole finanziarie, la ricetta “radicale” del Fmi

Il Fondo monetario internazionale ha indicato ieri la sua ricetta per eliminare i rischi “sistemici” nel sistema finanziario globale. Rivolgendosi ai Paesi interessati a dar vita ad una riforma condivisa, ha consigliato di eliminare “alla radice” la possibilità che un’impresa possa, a causa della sua taglia troppo grande, o per via delle sue attività, mettere in pericolo l’intero sistema. «Non basta incaricare i supervisori di monitorare le connessioni nella rete finanziaria mondiale, o individuare gli istituti che sono potenzialmente a “rischio” – spiega l’organismo internazionale in un capitolo del suo rapporto semestrale -. Occorre impedire a monte che tali pericoli possano essere corsi».

In questo senso, il Fmi lancia una proposta, che consiste nel «limitare direttamente la quantità massima di determinate attività» effettuate dagli istituti più grandi a livello globale: quelle il cui eventuale fallimento è considerato capace di minacciare la stabilità dell’intero sistema. Il rischio “sistemico”, appunto, il cui potenziale distruttivo è stato toccato con mano in tutto il mondo dopo il crack del colosso bancario americano Lehman Brothers nel settembre del 2008. Per questo potrebbe essere adottato uno specifico metodo di calcolo, che possa ponderare le regole di capitalizzazione in funzione della quantità di rischi assunti direttamente e di quelli fatti correre a terzi. In particolare, il sistema verrebbe applicato agli istituti di credito, che dovrebbero soddisfare requisiti variabili in funzioni delle condizioni complessive della finanza globale.

Alcuni dei maggiori istituti di credito americani, inoltre, potrebbero essere costretti a pagare fees più alti, proprio in ragione dei pericoli che derivano dai loro comportamenti, spiega ancora la Fdic. Quest’ultima inoltre, potrebbe avere un potere di controllo “speciale” nei confronti delle banche con oltre 50 miliardi di dollari in asset.

Noto scritto nelle righe evidenziate nel suddetto testo e con vivo piacere  ke è stato recepito in parte il mio pensiero ovvero ci si rende conto ke è necessario mettere un limite massimo alla dimensione ovvero al Capitalismo o rikkezza degli enti bancari e/o finanziari xkè qesto è il senso della frase «limitare direttamente la quantità massima di determinate attività».
Inoltre tutto il primo paragrafo esprime perfettamente il concetto e precisa ke sn inutili gli organi di gestione e controllo, meglio risolvere alla radice il probleme e porre decisamente un limite.
Musica x le mie orekkie, essendo la novità espressa nientepopodimeno ke dal Fondo Monetario Internazionale, uno dei massimi organi economici planetari, dunqe la cosa nn può ke farmi vivo piacere.

Mi viene da dire “era ora” ke finalmente qalcuno se ne accorgesse !!!

E’ solo una parte del pensiero totale circa il Capitalismo Circoscritto ma è cmq un primo significativo passo, meglio di niente 😉





Il Capitalismo Circoscritto

11 11 2009

zio paperoneLa civiltà Edeniana concepisce il Capitalismo cm un utile sistema di sviluppo di una società tecnocratica, etica ed ecosostenibile.
All’interno della comunità Edeniana, i principi Edeniani dovrebbero assicurare uno sviluppo capitalista produttivo al fine di assicurare un diffuso benessere al popolo Edeniano.
Il Capitalismo in senso classico è però ormai sorpassato e nel corso della recente storia terrestre ha dimostrato tutti i suoi limiti.
L’attuale situazione dei mercati nel mondo ormai è avvolto in una spirale di bolle su bolle economike senza fine e sta portando il sistema sociale nel suo complesso ad una deriva autodistruttiva della civiltà e una situazione di disuguaglianza tra individui e sofferenza delle classi povere nn accettabile x una civiltà evoluta.
Quindi è necessario un modello di capitalismo ke sia ben definito e impossibilitato a provocare danni, x evitare l’insorgere di tali problemi ke stanno affliggendo tutta la società terrestre.
Questo nuovo modello è definito cm “Capitalismo Circoscritto“.
Tale modello è un capitalismo condotto all’interno di un preciso sistema di poke e semplici regole fondamentali al fine di impedire un’espansione eccessiva del capitale nelle mani di poki.
Il fine principale è quello di evitare le differenze sociali e i comportamenti speculativi inammissibili in un società umana evoluta con l’obbiettivo di creare sicuro benessere individuale e sociale ma il cui fine nn è il bene egoistico di singoli a scapito di altri bensì quello collettivo ovvero di tutti gli individui, evitare quindi monopoli e nababbi.

Il capitalismo nella sua natura essenziale concepisce la produzione di beni e servizi al minor costo x l’utilizzatore e col massimo profitto x ki produce e nn considera ke entrambi, produttore e consumatore, fanno parte dello stesso ecosistema all’interno della biosfera terrestre e ke x poter operare è necessario ke la stessa sia conservata x tutti i viventi e x le generazioni successive.
Quindi il meccanismo capitalista ke si esplica in un libero mercato deve coesistere anke con i limiti imposti dalle dimensioni della nostra biosfera.
Un capitalismo senza etica e senza limiti sviluppa danni di incommensurabile portata a svantaggio delle generazioni presenti e future e questo nn è un bene x nessuno.
Il motivo principale ke conduce il capitalismo a far danni è la cupidigia umana.
Eccovi un esempio tra tanti di ciò ke intendo, citando un articolo del blog Crisis:

Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Thomas Midgley Jr. Immagino ben pochi di voi. Eppure dovreste.
E’ probabilmente l’uomo che ha dato il maggior contributo personale, per quanto riguarda la distruzione dell’ambiente o, per meglio dire, il suo sconvolgimento.
Come potrete verificare da soli, il bel tipo ha inventato, messo in produzione e diffuso in tutto il mondo il Piombo Tetraetile e il Freon, il primo e più diffuso dei clorofluorocarburi.
Quali enormi disastri ambientali abbiano provocato ed ancora provochino le due nefaste scoperte non c’è bisogno che ve lo dica.
Ancora oggi il piombo tetraetile viene utilizzato in molti paesi come antidetonante, il piombo viene inalato e si accumula ed è rilevabile negli organismi viventi in tutto il mondo, anche se non ai livelli degli anni ’80.
Quanto al Freon, anche esso viene ancora utilizzato e il suo uso e quello degli altri fluorocarburi, anche se in forte in calo, sarà completamente vietato solo nel 2030.
Quello immesso in atmosfera, quindi continuerà ad aumentare, vista la lunga durata e il famoso buco dell’ozono tormenterà surfisti e coldiretti del sud del mondo ancora per molto tempo (il tono scherzoso non vi tragga in inganno, parliamo sempre di milioni di morti per cancri cutanei vari).
La cosa interessante è studiare come ci siamo ficcati, a livello sistemico, in un cosi assurdo vicolo cieco visto che esisteva un semplicissimo antidetonante molto più sicuro ed economico dell’ “Etile” ( la parola piombo era volutamente trascurata per non allarmare gli utenti del medesimo) ovvero l’alcol etilico.
C’era un problema, però: l’alcol etilico poteva essere prodotto da chiunque e senza particolari accorgimenti che implicassero pagamento di Royalties.
Il piombo tetraetile invece veniva prodotto secondo procedimenti proprietari, con i diritti dei brevetti che erano detenuti dalle case automobilistiche, in primo luogo GM.
Benchè si conoscessero fin dall’inizio, lo dimostra l’oculata scelta del nome, le caratteristiche di pericolosità e tossicità per la salute dell’ “etile”, le motivazioni economiche prevalsero e solo molti anni dopo e per motivi di ordine economico il piombo tetraetile fu sostituito in alcuni paesi dall’alcol.
Per il Freon il discorso è simile: erano disponibili altri liquidi refrigeranti con caratteristiche analoghe ma fu preferito, più che per motivi tecnici, perchè se ne possedevano i diritti ed i brevetti di produzione.
Cosa ci insegna la vita del signor Midgley Jr. ?
Beh, innanzitutto che il mercato e la cultura tecnica non possono rispondere a tutte le nostre esigenze.

NN è finita qui, cm evidenziato da un commento, c’è anke ancora di peggio:

Ti sei mancato una chicca della storia di Thomas Midgley. E’ una cosa quasi da fumetti – lui era veramente un inventore di cose che facevano danni a chi le usava. Dopo aver inventato il piombo tetraetile e il freon, gli venne la poliomelite, per cui non poteva più camminare. Allora inventò un sistema di tiranti che gli permetteva di alzarsi dal letto. Indovina un po’? Morì strangolato proprio da quei tiranti. Insomma, la storia si ripete anche a livello personale

Incredibile ma vero, questo è uno dei tanti esempi scioccanti di capitalismo senza etica e lasciato in balia del libero mercato, senza regole e in modo irresponsabile.
Motivo x cui la civiltà Edeniana professa il Capitalismo Circoscritto ovvero una forma di capitalismo ke pone dei paletti e delle regole ben precisi affinkè il libero mercato nn distrugga l’ambiente e la cupidigia umana nn crei eccessi o miserie a danno degli individui e dei popoli.
La base fondamentale da cui partire cm enunciate nel mio precedente articolo su questo blog è questa:

1) Tutti i cittadini maggiorenni devono avere un reddito minimo garantito
2) Nessun cittadino può avere un reddito superiore di 10 volte il reddito minimo garantito

Il valore di 10 è al momento arbitrario e potrebbe essere corretto in + o in -, ma 10 sembra un buon numero.
Questo recinto ove è possibile dare dimostrazione delle proprie capacità imprenditoriali consente un’automatica distribuzione del benessere collettivo in maniera equa e responsabile impedendo abusi e sfruttamento.
Ogni cittadino potrà così dare dimostrazione delle proprie capacità e ottenerne un corrispettivo adeguato e consono.
Inoltre il reddito minimo evita l’insorgenza di atti criminali al fine di procacciarsi i termini minimi x la sopravvivenza biologica, un tetto e il cibo.

Il primo punto evita le miserie umane cm la fame o la necessità di procacciarsi da vivere in modi illeciti a danno della comunità.
Inoltre assicura le stesse capacità di competizione a tutti gli individui garantendo un livello iniziale di partenza uniforme x tutti.

Il secondo evita il crearsi di disuguaglianze sociali irragionevoli e tutte le speculazioni figlie della cupidigia umana pur garantendo ricerca, sviluppo e concorrenza in un libero mercato.

Ovviamente cm corollario al primo punto, ogni cittadino dovrà operare all’interno della comunità, in “maniera diretta” se ne ha capacità proprie o gestito dagli organi preposti dallo Stato al fine di nn essere un peso a totale carico della collettività stessa, eccezion fatta ovviamente x i cittadini malati o portatori di handicap fisici o psikici.
La maniera diretta significa “in autonomia” ovvero creandosi un’occupazione redditizia oppure cercando un’occupazione presso terzi di proprio soddisfacimento mentre gli organi preposti gestiti dallo Stato dovranno istruire, seguire, indirizzare e fare “quant’altro necessario” x coloro ke nn riescono autonomamente a trovare il proprio ruolo nella società.
Nel “quant’altro necessario” è inteso anke lo sviluppo di attività nn redditizie nel solo senso positivo ma anke quelle ke consentano di raggiungere un risultato economico con un risparmio di risorse, ad esempio cm lo sviluppo di software nella modalità Free e Open Source Software e i lavori socialmente utili.

Altra fondamentale concezione del Capitalismo Circoscritto è il diniego di operare in campi e attività relativi ai servizi alla persona ke sn di primaria importanza nella gestione della vita personale e di quella collettiva.
Questo principio impone ad esempio la gestione diretta da parte dello Stato e nn del libero mercato della Sanità, della Giustizia, della Sicurezza e dell’Educazione Scolastica.
In questo contesto la ricerca farmacologica e la produzione di medicinali devono essere perseguiti con gli stessi principi del Free e Open Source Software.
Cosiccome la professione di magistrato e avvocato e qualsiasi altra figura del mondo della Giustizia saranno esclusivamente appannaggio dello Stato.
I libri di testo e gli strumenti didattici sviluppati all’interno del sistema educativo dovranno essere gestiti esclusivamente dallo Stato in modalità Free e Open Source.

Lo Stato dovrà inoltre fornite tutti i sistemi di controllo e gestione fiscale dell’attività economico/capitalista di tutti i lavoratori, siano essi imprenditori, professionisti o dipendenti.
Ad esempio dovrà essere centralizzato e automatizzato tutto il sistema di gestione contabile e fiscale di ogni attività economica attribuendo ad ogni cittadino un account di accesso personale.
Questo verrà realizzato tramite un sistema informatico statale ovvero pubblico ke gestirà tutte le operazioni tra le parti del sistema economico siano essi imprenditori, professionisti o dipendenti.
Tale sistema consentirà una gestione totalmente libera ma vincolata e corrispondente ai principi e alle leggi tecnike di svolgimento delle singole attività
Questo sistema sarà creato allo scopo di impedire operazioni illegali o scorrette formalmente tra tutte le parti in gioco e garantire uguali condizioni gestionali a tutti i cittadini.
Oltretutto è giusto e doveroso da parte dello Stato occuparsi di tale incombenza direttamente fornendo gli strumenti e quant’altro necessario ai cittadini x svolgere correttamente le proprie attività economike.
Cosiccome la quadratura di bilancio assicura il corretto svolgimento di tutte le operazioni contabili all’interno di una contabilità di una qualsiasi attività economica nel mondo, il sistema centralizzato informatico Edeniano garantirà il perfetto svolgimento di tutte le attività economike dello Stato Edeniano.
Ovviamente anke il sistema informatico dovrà essere sviluppato secondo le regole del Free e Open Source Software.

Questi i fondamenti ideologici del Capitalismo Circoscritto della civiltà Edeniana su cui creare la libera Repubblica dell’Isola di Eden ricordando ke la parola Stato nella Repubblica Edeniana significa “tutti i cittadini” essendo la Repubblica di Eden uno Stato a Democrazia Diretta.








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