Ecco un esempio di Consolato Edeniano

22 06 2012


Direttamente dal sito online della rivista Tekneco un articolo ke descrive la realtà di un possibile Consolato x la libera Repubblica dell’Isola di Eden. CM scritto nella pagina relativa al ns Consolato, le tecnologie ecosostenibili ci sn tutte e l’autosufficienza energetica è raggiunta. Riporto l’intero articolo:

A Predappio il primo B&B autosufficiente

Energie rinnovabili e domotica per un’esperienza green unica, utilizzando l’innovazione e la flessibilità offerte da My Home di BTicino

Il progetto Residenza La Piana nasce dalla ristrutturazione di una casa rurale a Predappio i cui lavori sono iniziati nel 2010 e hanno previsto un ampliamento dell’abitazione che ha consentito la realizzazione di 4 unità indipendenti che vanno dai 50 ai 150 mq.

Molta attenzione è stata posta nella scelta dei materiali, nelle finiture, negli arredi e nelle soluzioni innovative di domotica e impiantistica.

La progettazione e l’installazione è stata curata dall’azienda Antaridi che vanta un’esperienza di oltre 40 anni nel settore.

Residenza La Piana: una struttura di prestigio e autosufficiente dal punto di vista energetico.

La residenza, autosufficiente dal punto di vista energetico, è dotata di un impianto fotovoltaico, che soddisfa tutte le esigenze di elettricità dell’abitazione (illuminazione, impianti ed elettrodomestici), e di un impianto geotermico – ideale in un contesto di prestigio dato che tutti gli elementi sono sotterranei – che fornisce acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento. Si è escluso così l’allacciamento del gas, optando in cucina per un piano cottura a induzione.

Il concept design degli arredi è stato ideato da Tumidei Arredamenti, realtà che coniuga nuove idee, artisti emergenti e marchi di qualità per creare ambienti unici tagliati su misura per chi ci abita.

Per la Residenza La Piana è stato scelto uno stile dal sapore “shabby chic country” attraverso una sapiente ricerca di materiali rivisitati che si intrecciano con creatività con i materiali moderni dei prodotti realizzati dall’azienda Tumidei SpA. Alla base di tutto si ritrova la cura del dettaglio, dagli accessori originali ai pezzi personalizzati.

Filo conduttore è una nuova dimensione abitativa dove estetica, funzionalità e attenzione all’ambiente convivono contribuendo al benessere dei fruitori di questa esperienza green unica.

Innovazione e flessibilità caratterizzano la domotica My Home di BTicino, azienda leader nel mondo in questo campo che emerge per tecnologia e design, scelta per la Residenza La Piana. My Home è, infatti, un sistema modulare integrato che offre comfort, sicurezza, risparmio, rispetto ambientale, comunicazione e controllo diventando un valido alleato in tutte le attività della vita quotidiana.

Residenza La Piana: domotica al servizio dell’utente per una esperienza ecosostenibile.

La Residenza La Piana rappresenta il primo spazio espositivo realizzato in collaborazione con BTicino dove l’ospite può vivere una vera e propria esperienza abitativa sperimentando i notevoli vantaggi della domotica My Home.

Tecnologia ed ecosostenibilità diventano una risorsa nella Residenza La Piana.

All’interno degli appartamenti il Multimedia Touch Screen BTicino, posizionato nel salotto, permette di controllare la termoregolazione – modulando la temperatura in zone distinte gestite separatamente – l’automazione degli scuri, la videocitofonia, il sistema di antifurto, la ventilazione automatica contro l’umidità, la diffusione sonora, l’illuminazione – creando anche scenari prestabiliti – e il monitoraggio dei consumi.

Tutto ciò è possibile perfino fuori casa accedendo da remoto al pannello di controllo con il proprio personal computer, smartphone o tablet.

Residenza La Piana: ecosostenibilità e tecnologia per un progetto innovativo.

In ogni stanza è disponibile il collegamento per telefoni IP e computer, facilitando la connessione ad internet, consentita anche tramite le TV internet-enabled, installate in apposite nicchie per un’integrazione perfetta nell’arredo.

L’abitazione è provvista, inoltre, di un sistema di aspirapolvere centralizzato per ogni appartamento e di un garage e una cabina impianti comuni.

L’esterno, dove è stato realizzato un pozzo privato che fornisce l’acqua per l’irrigazione del giardino e per tutte le utenze domestiche, è illuminato con luci a led, che offrono suggestione e risparmio energetico.

Residenza La Piana: vacanze ideali per chi ama l’ambiente ed è in cerca di relax, tradizioni enograstronomiche e contesti esclusivi.

La vacanza presso la Residenza La Piana si rivela ideale per chi è in cerca di relax e natura alla scoperta di tradizioni ed enogastronomia del territorio romagnolo e soprattutto per chi desidera vivere un’esperienza unica in Italia in un contesto esclusivo, ma accessibile, oltre ad essere un’occasione per toccare con mano questo nuovo concetto abitativo al fine di appropriarsene e riproporlo nella propria abitazione.





In USA un progetto simile all’Isola di Eden

10 12 2011

Direttamente da un articolo di Elena Re Garbagnati pubblicato oggi, sabato 10 dicembre 2011, sul sito web ictbusiness.it, un imprenditore statunitense ha pensato di stabilire la sede della sua azienda su un’imbarcazione al largo della costa californiana x sfuggire alle norme sull’immigrazione e poter assumere stranieri. C’è anke posto x altre aziende a patto di pagare un affitto di circa 1200$ mensili.

Qual è il posto ideale in cui fondare un’azienda? Il mare, è ovvio! È così che la pensa lo stravagante imprenditore Max Marty, proprietario della Blueseed, che ha sede su una grande nave al largo della costa californiana, nel bel mezzo dell’Oceano Pacifico.

Lo spazio abbonda, ed è per questo che Marty ha pensato bene di affittare uffici ad altre startup e appartamenti ai loro dipendenti, a un prezzo di circa 1.200 dollari, che comprende anche il servizio di catering 24 ore su 24, attività di intrattenimento, palestra per tenersi in forma e, ovviamente, connessione a Internet.

Se soffrite il mal di mare l’iniziativa di Max Marty non fa per voi, per gli altri, soprattutto i giovani, potrebbe essere un’idea eccitante. In realtà alla base dell’iniziativa non ci sono né lo spirito libero né la passione per l’avventura, bensì le questioni concrete relative all’immigrazione. Il punto è che, stando a quanto dichiarato da Marty, gli imprenditori hanno vita dura negli Stati Uniti perché la manodopera a basso costo è difficile da trovare per le norme sempre più restrittive per i visti di ingresso.

Stabilendo la sede dell’azienda in acque internazionali (a 20 chilometri dalla costa, per la precisione) gli Stati Uniti non hanno giurisdizione, in compenso la Silicon Valley non è lontana. Almeno così crede Marty, anche se molti bene informati riferiscono che l’Immigrazione statunitense potrebbe comunque affossare il progetto bloccando i pendolari che quotidianamente dovrebbero fare la spola fra la costa e l’imbarcazione. Insomma, l’unica soluzione sarebbe quella di vivere a bordo senza mai toccare terra.

L’idea è curiosa ma non originale: Marty ha preso liberamente spunto dalla vicenda che aveva fatto scalpore in Inghilterra negli anni 60, quando una legge particolarmente dura aveva impedito di mandare in onda trasmissioni radio con musica leggera. Un gruppo di giovani pirati aveva deciso di opporsi al blocco trasmettendo dischi pop e rock da una imbarcazione al largo delle coste britanniche, ovviamente in acque internazionali. Se volete sapere com’è andata a finire basta guardare il film che ha ricordato l’episodio, I love Radio Rock (titolo originale The Boat That Rocked).

Qsto il sito web dell’originale imprenditore USA a cui auguriamo un felice successo della sua idea e relativa impresa cn tutti i dettagli, da cui ha preso spunto la giornalista.
Vi consiglio una navigata nella sezione News del sito ke riporta molte notizie interessanti relative a progetti simili e iniziative correlate in giro x il mondo.

Da tale sito web si evince ke tra i partecipanti all’impresa c’è Dan Dascalescu un ex-Yahoo! software developer, technical writer, ricercatore web e manager della conoscenza, cn una visione ampia della scena high-tech, collegato cn l’Open Source e ambienti tecnologici emergenti, ke è un ambasciatore di Seasteading. X ki nn si ricorda, Seasteading è un progetto americano ben iniziato x la realizzazione di una micronazione indipendente in acqe internazionali, di cui ho già scritto su qsto blog.

Curiosità:
Blue Seed, il nome del sito web e dell’azienda, è una serie manga giapponese scritta e disegnata da Yuzo Takada.





Torri ovvero Monoliti a concorso

23 12 2010

Oggi ho scoperto ke esiste un concorso internazionale di torri ovvero il “Taiwan Conceptual Tower Competition“.
Orbene, il ns Monolite altro nn è ke una torre la cui peculiarità è la sua collocazione in acqe marine poco profonde diventando così un’isola artificiale ma rimane pur sempre concettualmente una torre cm qelle del concorso svoltosi a Taiwan. A qst indirizzo web vi è la classifica delle torri cn dovizia di particolari purtroppo in inglese e le relative bellissime e futuristike gallerie fotografike.
Qella ke + mi è piaciuta e ke ben si adatta anke ad essere integrata sul ns Monolite è la seconda classificata ovvero The Tower of Droplets(letteralmente, ‘La torre di goccioline’) progettata da Sir Peter Cook, già autore di costruzioni audaci, e Gavin Robotham ke vedrei integrata e completata dalla torre vincitrice della competizione ovvero “Floating Observatories

Riporto un estratto della descrizione della “The Tower of Droplets” e delle sue principali caratteristike così cm scritta da Alfredo Baldi nell’articolo pubblicato sul sito online NextMe.it supplemento di greenMe.it a titolo “Quasi un’alga gigante: è il futuro del green building” :

Uno schema di gabbie di acciaio collegate tra loro, corre verticalmente per tutto lo scheletro del grattacielo disegnandone l’andamento libero. Interamente coperta di alghe per produrre biocarburanti, la torre è votata alla creazione di energia.

Esattamente come la Floating Observatories, il progetto vincitore del concorso, gran parte della torre è aperta al pubblico. Dagli impianti di risalita è possibile scorgere lo stato di avanzamento delle lavorazioni vegetali, e diverse varietà di habitat naturali sono ricreati lungo tutta l’altezza dell’edificio. Coltivate e filtrate, le alghe creano biomassa utilizzata come nutrimento per i pesci e per la fabbricazione della carta e dei biocarburanti. Tuttavia, per potersi realizzare il processo, la ‘Tower of Droplets’ cattura grandi quantità di anidride carbonica dall’ambiente circostante.

Secondo le stime degli stessi architetti che l’hanno progettata, “nella torre di base” sono forniti “10,888 metri quadrati di superficie riservati alle alghe, capaci di produrre 3.266.400 litri di petrolio e diverse migliaia di tonnellate di biomassa in un solo anno. La stessa struttura – aggiungono gli esperti – potrebbe essere ulteriormente sviluppata fino al raddoppio della superficie utile e quindi alla creazione di 6.532.800 litri di greggio”.

Nelle zone inferiori della struttura, inoltre, sono state inserite voliere e acquari. Le tre zone ufficio sono tutte utilizzate dalle autorità di sviluppo della città. Un museo alto cinque piani espone ai livelli intermedi le tecniche sviluppate dai designer presso la Kunsthaus di Graz (in Austria), e ai livelli superiori alcune tipologie di sistemi di habitat.

Se la Floating Observatories è dunque caratterizzata da un impianto tecnologico sbalorditivo, l’edificio di Sir Peter Cook si distingue per un’eco-impronta proiettata nel futuro. L’enorme produzione di alghe rende il progetto stesso un grande essere vivente, in grado di crescere e sostentarsi per proprio conto.

Sempre dalla stessa fonte la descrizione della “Floating Observatories” in un altro articolo così titolato “A Taiwan il green tech del futuro: nel 2012 un ‘albero tecnologico’ di 300 metri” in cui si dikiara l’intenzione di procedere effettivamente alla sua costruzione nel 2012 :

Un albero tecnologico. Una eco-torre che sboccerà come un fiore nel centro di Taiwan. Si tratta della Floating Observatories, l’incredibile disegno messo a punto dall’architetto statunitense Mihai Carciunè, in collaborazione con i rumeni upgrade.studio e DSBA, che ha conquistato il massimo consenso durante il Taiwan Tower Conceptual International Competition.

Il progetto, dal design estremamente avveniristico, prevede al suo interno un museo, centri informazioni, uffici, una sala conferenze e un ristorante. Verrà realizzato nel 2012 e, a pochi centimetri dai trecento metri, sarà la struttura più alta di Taichung.

Dorin Stefan, partner dei DSBA, spiega come “partendo dalla conformazione geografica di Taiwan, isola assimilabile nella forma ad una foglia”, si sia cercato di “sviluppare il concetto di albero tecnologico”.

“Abbiamo immaginato otto foglie spaziali concepite come ascensori – sottolinea Stefan – che scorrendo lungo il tronco dell’albero possano servire da piattaforme di osservazione“.

Gli otto baccelli sorreggono carlinghe contenenti dalle 50 alle 80 persone, autosostenuti da palloni gonfi d’elio, sono costruiti tramite materiali ultraleggeri e ricoperti con una membrana di ultima generazione. Se ciò non bastasse scorrono verticalmente grazie ad un potente campo magnetico. Magia, o quasi, scienza.

Se il look della torre può essere paradossalmente definito vintage per l’incredibile influenza sci-fi che suggerisce, le intenzioni dei progettisti viaggiano comunque di pari passo con la realtà, e la grande influenza dell’architettura ecofriendly è fortemente ribadita in ogni tratto della torre.

L’acqua piovana viene raccolta e riutilizzata, una stazione geotermica è usata per riscaldare ambienti e rete idrica, l’illuminazione degli ambienti inferiori è garantita da un sistema a fibre ottiche, e l’energia elettrica è prodotta da un sistema di turbine assiali situato lungo il nucleo centrale.

Grande importanza riveste anche lo studio dell’orientazione e dell’integrazione con il terreno. L’ingombro a terra è minimo e grandi spazi sono lasciati alle aree verdi; l’area uffici e servizi ha un orientamento a 360 gradi, offrendo la possibilità di minimizzare l’effetto serra attraverso l’uso di una ventilazione diretta.

La fusione concettuale dei 2 progetti di torre “The Tower of Droplets” + “Floating Observatories” produrrebbe la visione magistrale di qello ke vorrebbe essere l’Isola di Eden e a ben vedere ormai l’utopia è pronta a diventare realtà 🙂





Ancora isole artificiali sul mare

7 12 2010

Grazie al suggerimento di un amico, ho avuto occasione di conoscere una nuova realtà ke si sta approssimando all’orizzonte sul tema delle isole artificiali proposte cm nuove città nel o sul mare, direttamente da un articolo pubblicato sul sito online del qotidiano La Repubblica. Il progetto proposto da una società giapponese è x isole galleggianti e nn radicate al fondo marino, qindi nn adatte ad una futura rikiesta di indipendenza onde creare una micronazione, ma cmq di una dimensione e di una qalità tali da rendere impossibile essere ancora scettici sulla fattibilità tecnico/economica di simili proposte. Il progetto dell’Isola di Eden nn è qindi utopico o peggio impossibile, nel mondo ormai se ne stando proponendo in qantità di simili e ormai è un dato di fatto ke vi sia la possibilità di realizzare simili opere. Qst l’articolo:

Grattacieli e parchi galleggianti. E’ sul mare la città del futuro
Il piano avveniristico di una società giapponese. Nuclei da 10-50mila abitanti costruiti intorno a torri interamente edificati sull’acqua. Autonomi per le risorse energetiche, in grado di riciclare tutti i rifiuti e “pulire” anche l’Oceano, difese da paratie. “Pronti a partire nel 2025”
di LUIGI BIGNAMI

Dall’alto somiglieranno a giganteschi gigli d’acqua, in realtà saranno vere e proprie città che galleggeranno sull’Oceano Pacifico e potranno ospitare da 10.000 a 50.000 persone. Una soluzione per chi intenderà, nel prossimo futuro, andare a vivere in città fluttuanti dominati dalle tecnologie verdi e dove i gas serra che vengono emessi dalle metropoli terrestri dei nostri giorni saranno abbattuti del 40 per cento.

Ad ideare questa città da sogno ci ha pensato la società giapponese Shimizu che l’ha chiamata Green Float. Ogni città sarà una cellula a sé stante che sarà libera di navigare sull’Oceano Pacifico in prossimità dell’equatore, dove non si formano gli uragani, ma potrà unirsi anche ad altre cellule-città via via più grandi. Secondo un’idea futuristica – e fantapolitica – quando una città avrà raggiunto una certa dimensione potrà trasformarsi in un vero e proprio Paese con una propria costituzione, tale da rendersi indipendente da ogni Stato posto sulla terraferma.

Il cuore di ogni singola città sarà un grattacielo che svetterà per circa mille metri dal livello del mare, ma molte persone abiteranno tutt’attorno ad esso. Una serie di pianure e di boschi daranno modo di coltivare e allevare gli animali che offriranno tutto ciò che è necessario alla sopravvivenza dei cittadini. La città verrà costruita su un’isola artificiale in lattice a forma di nido d’ape, del peso di 7.000 tonnellate. Anche la grande torre centrale non necessiterà della terraferma per essere costruita in quanto essa sarà composta da leghe di magnesio i cui componenti verranno estratti dall’acqua di mare. Anche i vari elementi che assemblati daranno vita alla città verranno costruiti direttamente in mare aperto.

Ogni città fluttuante riciclerà interamente i propri rifiuti, ma non solo: navigando per l’oceano potrebbero fare propria la sporcizia oggi presente e trasformarla in energia per l’isola stessa.

Spiega Masaki Takeuki della Shimizu Corporation: “L’ubicazione delle Green Float è un elemento vincente. E’ stato scelto l’equatore perché il clima è generalmente molto stabile. La temperatura al livello del mare si aggira attorno ai 28° C, ma a 900-1000 m d’altezza essa scende a 26°C e dunque risulta accettabile per viverci per tutto l’anno. Proprio sull’equatore non si formano i tifoni e dunque è difficile che si creino condizioni ambientali particolarmente pericolose. Tuttavia, in caso di onde anomale o altri eventi estremi, una serie di paratie proteggerà l’isola”. Per difendere  persone, animali ed edifici da grandi ondate, ad esempio, sono state pensate membrane elastiche che si troveranno in prossimità di lagune poste a 30 metri d’altezza. Inoltre mura da 100 m attornieranno le parti più importanti dell’isola fluttuante.

Quando si potrà comperare il primo appartamento? La Shimizu vuole sperimentare la prima città fluttuante entro il 2025 e sembra che gli acquirenti non manchino già ora.

Se volete approfondire la conoscenza della società ke ha proposto qst e altri grandiosi e futuristici progetti, potete seguire qst link in lingua inglese:  Shimizu’s Dream





STEP ONE – primo passo ( 3° puntata )

8 11 2010

Dopo un discreto tempo passato a consultare e vagliare tutte le idee e proposte pervenutemi (poke invero) dai vari interessati al progetto e infine a ragionare sul tutto, sn giunto alla seguente conclusione: in tempo di crisi economica e sociale è necessario avere molta pazienza, forse troppa … sarà il tempo a dirlo.

Troppe anime e nessun legame effettivo nn producono un buon risultato e ad oggi la rikiesta di disponibilità finanziaria si è arenata. Pertanto al momento si procede a vista ovvero si procederà cn la creazione di una nazione e successivo stato virtuale su piattaforma web economica e nn utilizzando un server dedicato cm ipotizzato, realtà ke nn consente la creazione del ns DNS e conseguente disponibilità del ns ccTLD privato e di pubblico accesso .EI ed eventuali altri.

Ho già provveduto nel frattempo a migrare su una piattaforma Web + sicura e completa della precedente ospitata presso l’ISP nazionale Aruba e contemporaneamente a rendere privati e nn di pubblica visione i dati di registrazione dei 2 domini isoladieden.it e isoladieden.com attualmente in essere svincolando la gestione dei domini da qella degli spazi Web.

Prossimamente intendo sostituire il forum cancellando l’attuale dalla piattaforma free e reinstallandolo sulla nuova utilizzando un sistema + completo e configurabile. Stessa idea x il blog ma essendo molti gli articoli presenti sarà fatto in una fase successiva dopo una attenta analisi su cm procedere.

Qindi si procederà a sviluppare i necessari programmi software x gestire l’anagrafe, l’email e la Banca Centrale della libera Repubblica dell’Isola di Eden nonkè alcune applicazioni sul modello dei social network x consentire una migliore partecipazione e aggregazione fra tutti i cittadini Edeniani onde procedere alla formazione di un Governo e delle relative attività di gestione dello stato.

Francamente sxavo in meglio ma la fortuna nn è dalla ns parte e cm detto le difficoltà economike del periodo si fanno sentire purtroppo, ne sò qalcosa io in primis, e del resto gli idealisti sn notoriamente sqattrinati cm gli artisti alle prime armi 🙂





STEP ONE – primo passo (2° puntata)

1 10 2010

CM anticipato 1 settimana fà, eccoci alla 2° puntata.

In qst giorni ho avuto diversi contatti e ho ricevuto alcune email circa qst progetto, annunciato nella puntata precedente, e devo dire ke l’obiettivo economico x iniziare qst avventura sembra raggiunto e certo.

Invito altresì tutti gli altri interessati e ke ancora nn si sn espressi ad indicare una proposta di disponibilità economica. Allo stato attuale si parte da un minimo di 10 euro ad un massimo di 500 euro, una bella differenza direi.

Mi sn altresì reso conto ke il progetto stesso nn è ancora ben kiaro ai +, specie nella parte + tecnica, qella della realizzazione del ns DNS allo scopo di creare dei nuovi ccTLD a partire dal ns dominio .EI, ovvero http://www.isoladieden.ei, e di qello di altre organizzazioni o micronazioni associate al progetto o cmq economicamente interessanti. Nonostante le spiegazioni fornite e i riferimenti, ovvero i links proposti, x un approfondimento dell’argomento. Probabilmente c’è stata un pò troppa pigrizia o forse un’attesa delle puntate successive x andare a fondo della qestione.

Motivo x cui passo a mostrare gli indirizzi degli ISP (Internet Service Provider) ke offrono la disponibilità di PC connessi a Internet in affitto così da cominciare a vedere e rendersi conto di cosa e di qanto si parla.

Ecco una breve lista, ovviamente ne esistono centinaia di ISP disponibili:

www.aruba.it
www.iltuoserver.com
www.kimsufi.it
www.ovh.it
www.seflow.it
store.televideocom.com

SN in ordine alfabetico e nn di importanza, e sn tra qelli + economici presenti in Italia o cmq in Europa cn le pagine in lingua italiana x una maggiore comprensione.

L’ideale sarebbe affittarlo in Islanda ke dal 16 Giugno 2010 ad opera della parlamentare Birgitta Jonsdottir è l’unico paese al mondo ad offrire un area Internet totalmente libera da vincoli, da controlli e censure cm potete leggere in qst articolo o in altri presenti numerosi in rete.
Se qalcuno conosce un indirizzo web di un ISP islandese economico me lo comuniki prontamente.

La scelta al momento è semplicemente guidata dal fattore prezzo in qanto variabile momentaneamente preponderante al fine di concretizzare il progetto. Essendo qst offerte estremamente economike nn sn in grado di offrire prestazioni esaltanti ma al momento nn ci interessano. In qst fase ci concentreremo sullo sviluppo delle varie applicazioni necessarie x la gestione del Governo della libera Repubblica dell’Isola di Eden e solo successivamente si dovrà valutare un ISP cn un servizio complessivo migliore e di prestazioni adeguate e ovviamente di costo superiore all’attuale.

Inoltre, x esigenze prettamente tecnike, i PC in rete ovvero i Servers Dedicati dovranno essere necessariamente 2 in qanto i servizi DNS obbligano ad avere un server primario ed uno secondario di backup o di sicurezza nel malaugurato caso ke il primo vada offline ovvero si guasti o nn funzioni correttamente. Partiremo con una fase di sviluppo iniziale con 1 solo Server Dedicato ma già cn la consapevolezza ke dovrà poi essere duplicato e qindi cn la necessità di un costo di mantenimento nel tempo doppio.
Qst tecnicamente è anke un vantaggio xkè consente poi di continuare a sperimentare nuove soluzioni senza pregiudicare la continuità del servizio nel malaugurato caso ke nn fosse un guasto a interrompere momentaneamente il servizio bensì un errore di programmazione o altra eventuale attività maldestra o imprevedibile sul server.

Vi invito pertanto a segnalarne altri, se ne conoscete, ed ad esprimere un parere su qelli proposti onde addivenire ad una scelta il + possibile valida e democratica. Sul forum c’è un’area adatta a qst discussione.

Il lavoro tecnico e software verrà portato avanti principalmente da me e da coloro ke avranno le capacità e le conoscenze adeguate e ke si offriranno di autarmi. Tale attività sarà svolta completamente in forma gratuita nello spirito e nei principi del Free e Open Source Software, a cui la libera Repubblica dell’Isola di Eden intende ispirarsi, operare, appoggiare e diffondere sempre +, e potrà essere svolta anke da coloro ke nn possono partecipare economicamente ma avranno la volontà e la dedizione nel farlo.

Nello specifico, la creazione del ns sistema DNS farà uso del programma software Bind (Berkeley Internet Name Daemon) ma se ci sn proposte alternative fatele.  Utilizzeremo cm sistema operatico (OS) una distribuzione GNU/Linux, possibilmente una Debian o una sua derivata in qanto di mia migliore conoscenza. I servizi web, blog e forum saranno ank’essi realizzati usando applicazioni free e open utilizzando i programmi software + diffusi e blasonati mentre saranno da realizzare o da ricercare se esistenti dei programi software x la realizzazione della BCIE e dell’anagrafe dei cittadini della libera Repubblica dell’Isola di Eden. Ki avesse delle idee in merito si faccia avanti e le proponga.

Ricordo ke kiunqe parteciperà a vario titolo al progetto STEP ONE avrà la cittadinanza Edeniana ed anke un ritorno materiale ovvero potrà usufruire di parte dello spazio e della potenza del Server Dedicato compatibilmente con lo sforzo da lui profuso e dal giudizio dell’assemblea di tutti i partecipanti rispetto alle rikieste fatte. Ad esempio ki vorrà potrà crearsi delle pagine Web, un blog o qantaltro ad uso personale o finalizzato agli obiettivi della libera Repubblica dell’Isola di Eden.

Proseguendo di qst passo dovremmo essere online qanto prima, sxo entro Natale 2010.
Sarebbe una gran bella cosa e un motivo in + x festeggiare 🙂





STEP ONE – primo passo (1° puntata)

24 09 2010

Tra meno di 5 mesi, a febbraio 2011, sarà il 3° anniversario della nascita di qst blog e della discesa in rete del progetto della libera Repubblica dell’Isola di Eden.
Qindi sarebbe ora di vedere integrato il sito Web, il blog ed il Forum in un unico sistema informatico dove iniziare anke a creare ed aggregare i primi cittadini Edeniani.

Qindi x tale data mi piacerebbe realizzare finalmente lo STEP ONE o Primo Passo cm descritto in “Progetto Eden come il progetto Apollo“, post pubblicato poco + di un anno fà su qst blog.

Si tratta di concretizzare un gruppo di Edeniani fondatori della prima Repubblica aterritoriale, ovvero senza territorio fisico sul pianeta Terra, e virtuale, ovvero la cui presenza è inizialmente solo sulla grande rete Internet, i qali creeranno così una comunità online ovvero saranno i pioneri del popolo Edeniano. Lo scopo principale è realizzare le infrastrutture del Governo della libera Repubblica dell’Isola di Eden e renderle fruibili a tutti gli Edeniani dando così inizio all’avventura Edeniana nei fatti oltre ke nelle parole.

Il primo passo consiste in pratica nell’acquisto di un servizio al nome di Server Dedicato ovvero di un PC presso una server farm di un qalke noto ISP o Internet Service Provider italiano o estero indifferentemente in qanto inizialmente ciò nn costituirebbe alcun problema strategico. All’avvio 1 Server Dedicato sarà sufficiente ma in seguito ne saranno necessari obbligatoriamente 2 x motivi ke andrò a spiegare + avanti.

In realtà + ke di un acqisto si tratta di un noleggio in via continuativa di un PC con tanto di sistema operativo e applicativi base il cui costo è rappresentato da un canone annuale. Una volta formalizzato il contratto, da rinnovare anno dopo anno, avremo un PC connesso in rete internet tutto x noi su cui costruire la parte virtuale della libera Repubblica dell’Isola di Eden ovvero realizzare principalmente l’anagrafe Edeniana e la Banca Centrale dell’Isola di Eden ovvero la ns BCIE integrate all’interno dello spazio Web del sito www.isoladieden.com e .it attuali e del nuovo dominio http://www.isoladieden.ei ovvero creando il ns country code top-level domain o ccTLD nel suffisso .ei (dato ke il suffisso .ie già esiste ed indica l’Irlanda) ke rappresenta l’abbreviazione di Eden Island ovvero l’equivalente in lingua inglese internazionale del ns Isola di Eden. Tale ccTLD sarà ovviamente nn ufficiale e qindi nn riconosciuto dall’ente internazionale ke gestisce tale sistema ovvero l’ICANN ma è possibile realizzarlo tramite un servizio DNS (Domain Name Server) implementato sul ns Server Dedicato e qindi rendendolo di pubblico accesso e disponibile a tutti i navigatori della grande rete internet nello stesso modo in cui operano ad esempio servizi cm OpenDNS.com o Google Public DNS o FoolDNS.com.
Tra l’altro vi consiglio vivamente di conoscerli e di usarli al posto di qelli di base forniti in automatico dal vs provider di collegamento ad internet x evitare tanti fastidiosi e noiosi problemi di navigazione cm siti infetti da virus etc etc.

Scommetto ke qi  le cose iniziano a diventare complicate x i + o x qanti usano internet senza xò averne la minima idea di cm funziona tecnicamente la grande rete qindi procederò x gradi onde rendere il + possibile esplicito il tutto.

Riepilogando, è ns intenzione realizzare una nazione virtuale online e x farlo occorre avere il controllo di un PC collegato permanentemente alla rete internet e in seguito minimo 2. Sarà qindi necessario implementare una serie di programmi software atti a gestire i diversi servizi tecnici e amministrativi necessari allo scopo di rendere accessibile il sistema a tutti e rendere visibile e attivo il Governo della libera Repubblica di Eden online.

I primi servizi da trasferire sul Server Dedicato e rendere operativi sn:
– il sito Web http://www.isoladieden.com e .it
– il blog attuale e qello di ogni singolo cittadino Edeniano
– il Forum privato dei cittadini Edeniani cm forma iniziale di autogoverno della comunità Edeniana
– il Forum pubblico aperto a tutti i navigatori della grande rete e centro di discussione e aggregazione
e subito a seguire i primi servizi da creare sul Server Dedicato e rendere operativi sn:
– il DNS (Domain Name Server) relativo al nuovo nome di dominio IsoladiEden.EI
– l’anagrafe della libera Repubblica dell’Isola di Eden
– la Banca Centrale dell’Isola di Eden (BCIE) e i c/c online di ogni cittadino Edeniano in EdenEuro

L’offerta verrà allargata anke agli altri mondi micronazionalisti in modo da creare il + ampio supporto possibile e poter così creare un sistema DNS allargato onde trarre maggiore possibilità di successo e affermazioni x tutte le componenti facenti parte e poter creare anke un piccolo business al fine di realizzare delle entrate economike atte a finanziare in parte il progetto stesso e poterlo così espandere e farlo conoscere sempre +.

Al fine di raggiungere qst primo obiettivo Edeniano si instaura un qota partecipativa minima annuale, da rinnovare, nn obbligatoriamente ma lo si sxa, ogni anno, x finanziare il progetto e il suo mantenimento e sviluppo nel tempo.
Tale qota permetterà di mantenere lo status di cittadino Edeniano e se nn rinnovata comporterà la perdita della cittadinanza Edeniana e la conseguente rimozione dall’Anagrafe dell’Isola Di Eden e la perdita di tutti i servizi resi disponibili al cittadino sul Server Dedicato, sia pubblici ke privati.

Inoltre, x motivare l’aggregazione al progetto e promuovere la continuità della cittadinanza, si considererà una politica di revenue sharing (condivisione o spartizione dei guadagni) x ogni cittadino Edeniano ke porterà un nuovo cittadino o una nuova attività, il tutto gestito tramite i c/c della futura Banca Centrale dell’Isola di Eden.
Il valore della revenue sharing sarà deciso di comune accordo alla prima riunione online del Governo Edeniano.

Preciso subito x la tranqillità di ognuno ke la Banca Centrale della libera Repubblica dell’Isola di Eden ovvero la ns BCIE aborra l’interesse e abbraccia lo spirito solidale e costruttivo della Finanza Islamica. Qst xkè Il Corano, il libro sacro dell’Islam, vieta l’usura, il “riba”, cioè gli interessi.
Gli arabi sn famosi nell’averci portato i numeri ke usiamo tutti i giorni e ke sn universali sul pianeta Terra ma anke x qst tipo di finanza etica e confacente i principi guida del popolo Edeniano. Tale pratica in Occidente viene nascosta o qantomeno nn praticata e divulgata in qanto la Finanza Occidentale è notoriamente costruita invece sulla pratica dell’interessa o usura a danno dei popoli e a favore dei Governi e della potente loggia finanziario/economica bancaria.

Nella seconda puntata a breve cerkerò di spiegarvi cm si intende realizzare  il sistema DNS e qali ISP presenti in rete offrono Server Dedicati in affitto in modo da conoscere l’importo dell’investimento ke è necessario effettuare complessivamente così da rendersi conto di qali sn le cifre in gioco e qindi pianificare una qota di investimento minimo a carico di ogni futuro cittadino Edeniano.

Vi invito intanto a discuterne, commentare e/o domandare kiarimenti e qant’altro, qi sul blog o nel forum o sul gruppo FaceBook.








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