Il sogno: compra isola di Spargi a 127mila euro

22 04 2011

Direttamente da LaStampa.it un articolo di GIANNI SILVESTRI da Città della Pieve (PG), città di residenza della sognatrice, ke ha acqistato ad una asta giudiziaria l’isola di Spargi a nord della Sardegna nell’arcipelago della Maddalena.

Nell’immagine qi a fianco è qell’isola rotonda a sinistra x ki guarda a metà bordo.

Ecco l’articolo:

Così ho comprato il paradiso

È sempre stato il mio sogno comprarmi un pezzo di paradiso. Non sapevo fosse così semplice. Anche se, come tutti i sogni, sarà di breve durata. Perché penso che dovrò restituirlo subito e svegliarmi».

E’ stata una sorpresa per Sara Sorbino, 32 anni di Città della Pieve, vedere che tutti la cercavano ieri, che si informavano sulle sue attività imprenditoriali, sui suoi precedenti, sulla sua vita e su come avesse fatto, da un piccolo centro della Valdichiana, ad accaparrarsi un’isola da sogno nel Parco della Maddalena, in Sardegna.

«Me lo chiedo anch’io e sono ancora incredula. A me piace girare per le aste giudiziarie – confessa Sara Sorbino, giovane madre e un passato da bancaria – navigare su Internet a caccia di occasioni particolari. Mi sono imbattuta nell’incanto dell’isola di Spargi, nel bel mezzo dell’arcipelago della Maddalena e ho fatto un’offerta. Ho rilanciato la base d’asta con 130 mila euro, pensando che ci fossero altri pretendenti. Invece non c’era nessuno».

E così al Tribunale di Tempo Pausania non è restato altro che battere il martelletto e dichiarare che un pezzo di Paradiso aveva trovato il suo nuovo proprietario. «Io ci vivo con i sogni – dice ancora la giovane donna – e dentro di me arde la passione per la Sardegna e per il mare. Mi immagino già di passeggiare per le spiagge e tuffarmi in quelle acque, insieme a mia figlia che ha 12 anni. So che non ci si può fare nulla, nè costruire nè piantare casette di legno. Ma non mi importa, per qualche giorno mi farò un bagno nella mia isola. E mi sentirò in cielo».

Non ci sono storie particolari di magnati russi o di imprese mirabolanti nel mondo dell’industria da coprire con un prestanome. Sara Sorbino confessa amabilmente che ha realizzato il suo sogno con i soldi della liquidazione. «Lavoravo in banca – spiega – e un giorno ho deciso di cambiare vita. Ho lasciato il lavoro, con i soldi della liquidazione e con qualche risparmio sono riuscita a vincere l’asta. Non sono un’imprenditrice, anzi diciamo che sono in cerca di lavoro. Ho un’azienda agricola, una società d’informatica, ma mi sono messa a ridere quando sono stata etichettata come una donna d’azienda. I soldi che avevo erano troppo pochi per cambiare vita e comprarsi qualcos’altro, come una casa. Ma sono stati sufficienti per conquistare un po’ di Paradiso per qualche giorno».

Sara Sorbino sa benissimo che come tutti i sogni, anche la sua bandierina sull’Isola di Spargi è destinata ad essere ammainata presto. Ci sono tutti i vincoli sanciti dal parco, ci sono limiti rigorosi e ci si può arrivare solo in barca. «Non ci sono mai stata – confessa – e dico ancora che è stato tutto un gioco per me. Ho la passione per la natura e penso che tra qualche settimana andrò a vedere lamia isola. Ho letto su La Stampa la storia dell’asta, così come ho letto che lo Stato e l’Ente parco arcipelago della Maddalena vantano un diritto di prelazione sull’isola. Ma non mi importa. Mi dispiace che in Sardegna mi vedano come un’intrusa, io adoro quell’isola. Anche se non potrò nemmeno dormirci e se lo Stato se la riprenderà con la prelazione. Ma per qualche giorno ho comprato un pezzo di paradiso con la liquidazione»

Il problema delle isole in vendita a basso prezzo è l’impossibilità di poterci fare qalsiasi modifica e qindi nemmeno è possibile edificarci sopra. Figurarsi poi trasformarle in una micronazione. Belle ma inutili x i ns scopi.
CMQ fa piacere leggere ke i sogni esistono ancora e c’è ki è disposto a spendere x poterli vivere e su qsto siamo molto simili 😉

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Legge di PARETO, Legge della DOMINAZIONE

18 02 2011

Testo di Gilles Bonafi, titolo e fonte originale: Loi de Pareto, la loi de la domination ! . Traduzione italiana ripresa dal sito www.comedonchiscotte.org

“Ecco una legge fondamentale spiegata semplicemente e che è al cuore delle mie analisi economiche.

Tutte le organizzazioni sociali dipendono da una legge matematica fondamentale, la legge di Pareto, o, meglio, la legge della dominazione, che prova che in un qualsiasi sistema organizzato, un piccolo numero di persone si impossessa sempre della quasi totalità delle ricchezze a scapito degli altri.

Sul piano matematico, le rendite si ripartiscono così secondo una legge matematica decrescente ad andamento esponenziale. L’economista Moshe Levy spiega che “la legge di Pareto, lontana dall’essere universale e ineluttabile, non sarebbe altro che il modo di funzionamento specifico di una società egocentrica” e che “sono gli effetti stocastici (e non l’intelligenza e il lavoro) della concorrenza che arricchiscono alcuni a svantaggio della maggioranza, conducendo alla distribuzione di Pareto.”

Una società egocentrica dunque (finché si prova a capire il mondo, si finisce invariabilmente per trovarsi all’interno del cervello umano), che ha posizionato la banca al cuore del sistema economico. La riscossione degli interessi, interdetta da tutte le religioni [perché finiscono per ridurre il creditore ad uno schiavo (versetto 275 della seconda sura del Corano per esempio )] è diventate la regola.

Bisogna aggiungere che questa legge possiede un funzionamento frattale, cioè che questo principio si applica in seno al 20 % dei dominanti, etc, etc., e si assiste ad un iper-concentrazione del capitale nelle mani di solo alcuni.”

X rimanere nell’ambito della matematica, è importante capire cos’è un frattale. Un frattale è un oggetto geometrico ke si ripete nella sua struttura allo stesso modo su scale diverse, ovvero ke nn cambia aspetto anke se visto cn una lente d’ingrandimento. Nel ns caso ad un esempio, il 20% dei + ricchi detiene l’80% del capitale, ma all’interno di qesto 20% si applica ancora (si ripete) la legge di Pareto, e così via… Infatti, le 20 persone + ricche del mondo hanno un capitale personale stimato nel 2009 a 415 miliardi di dollari, ossia poco meno del PIL svizzero (500 miliardi di dollari)! (Lista degli uomini più ricchi del mondo secondo la rivista Forbes riportata da Wikipedia)

“L’economista Michel Choussudovsky ha d’altronde recentemente spiegato : «siamo arrivati a un punto di accumulazione del potere e della ricchezza che è senza precedenti nella storia, in un periodo molto molto breve… In fin dei conti, c’è una concentrazione del potere economico a un punto tale che chi deve prendere decisioni politiche ne è in qualche misura soggetto. Si diventa strumenti del potere e conomico e c’è nello stesso tempo una centralizzazione di questo potere.”

Una crescita esponenziale del capitale accumulato di cui la controparte è una crescita esponenziale del debito, il che porterà ineluttabilmente all’affondamento di questo sistema, con due esiti possibili :

– una dittatura contro «il migliore dei mondi», ciò che si potrebbe chiamare una démoctature [demodittatura] riassunta da Aldous Huxley. “Uno Stato totalitario davvero ‘efficiente’ sarebbe quello in cui l’onnipotente comitato esecutivo dei capi politici e la loro armata di direttori esercitassero la longa manus su una popolazione di schiavi tanto che sarebbe inutile controbattere, perché questi conserverebbero l’amore della loro servitù”

– una vera democrazia che permetta alla fine la chiarezza, «il cervello collettivo» Tutto il problema è sapere se noi saremmo capaci di modificare i nostri comportamenti basati sulla predazione, sul tutto all’ego.

La crisi attuale è una crisi di coscienza, una guerra fra l’Io” (il capitalismo) e il “Noi” (il comunismo).
La terza via sarà quella che terrà conto infine dell’importanza della relazione fra “sé” e gli altri.
Il paradigma materialista alla fine si disintegra e noi dobbiamo cambiare livello di coscienza perché la maniera in cui noi percepiamo il mondo crea il mondo stesso. Ecco la grande rivoluzione della fisica quantistica applicata all’economia.

I cittadini della libera Repubblica dell’Isola di Eden intendono rappresentare qsta terza via, consci del fatto ke solo una diversa visione e organizzazione del mondo possa garantire un futuro degno di qsto nome a tutti gli abitanti del pianeta Terra. Il capitalismo circoscritto ne è un esempio esplicativo.





Oggi 3° Anniversario

6 02 2011

Bandiera libera Repubblica Isola di EdenEbbene sì, era il 6 Febbraio 2008, il giorno della fondazione di qsto blog.
E nn molto tempo dopo anke del dominio internet e relativo sito web www.isoladieden.com e .it (un semplice redirect al sito .com) dove proprio in qst giorni si è aggiunta la pagina di presentazione in lingua spagnola, grazie all’aiuto di un fan italiano ma residente in Nicaragua x motivi di lavoro.

Sn passati 3 anni, 101 articoli pubblicati, 139 commenti, tantissime email e innumerevoli incontri e nuove conoscenze. Un discreto lavoro ke sto ancora cercando di organizzare al meglio al fine di pubblicare un libro. Un testo dove verrà descritto il progetto x la realizzazione dell’Isola di Eden e la via x l’ottenimento giuridico internazionale dell’autodeterminazione della libera Repubblica dell’Isola di Eden cm primo microstato dell’epoca moderna. Oltre alla parte Tecnologica, sarà organicamente presente anke la descrizione delle idee Politico/Sociali/Economike  ke contraddistinguono la repubblica dell’Isola di Eden, un’opera omnia.

In qsti 3 anni ho avuto occasione di conoscere molte persone, avere confronti e scontri di idee, nuovi amici e collaboratori, tantissimi contatti. Nonostate l’interesse suscitato da qsto progetto, il nn felice momento economico ke attraversa nn solo l’Italia ma tutto il mondo cosiddetto occidentale, nn ha permesso ke si andasse molto oltre le semplici idee e le tante parole. Nonostante ciò continua l’avventura online e la sxanza di riuscire un giorno a trasformare in realtà qst splendido sogno o utopia, cm alcuni l’hanno definito.

Abbiamo avuto l’onore di una citazione sul qotidiano online “Corriere della Sera” nell’articolo di Marco Imarisio del 28 Agosto 2009 a titolo “Riemerge l’isola dell’Utopia” ke racconta del ritrovamento in qei giorni del luogo esatto dove era stata costruita l’Isola delle Rose ad opera dell’Ing. Giorgio Rosa, isola ed epopea a cui il progetto della libera Repubblica dell’Isola di Eden ha preso spunto x riproporre in kiave moderna gli stessi intenti.
Grazie a qsto articolo e alla visibilità ke ci ha dato in rete e nn solo, è stato possibile inserire anke una annotazione nell’enciclopedia online di Wikipedia alla voce riguardante l’Isola delle Rose (micronazione).
Ho creato anke un blog x raccontare al meglio tutto qello ke riguarda l’Isola delle Rose.

Continuiamo su qsta via e cn qste idee l’avventura il cui fine è qello di realizzare l’Isola di Eden in mezzo al mar Adriatico, consapevoli cm marinai in balia delle forze marine ke nel futuro si nasconde il ns approdo.





In Campania nn scherzano

14 01 2011

I fermenti dell’autodeterminazione sn sempre + estesi in Italia, dalla Padania della Lega al nord anke il sud vuole la sua libertà da Roma ladrona. Cm riportato dal Sole24ore di oggi ecco un aggiornamento delle situazione di cui avevo già scritto su qst blog:

«Mai!». Al Carroccio può non piacere, ma l’esempio più luminoso dell’orgoglio longobardo arriva dal profondo Sud. Siamo a Salerno, è il 774, e Arechi II risponde così alla richiesta di sottomissione ai Franchi dopo che Carlo Magno aveva sconfitto a Pavia Desiderio, suocero di Arechi, e aveva cancellato dalle cartine la Langobardia Maior.

Arechi non è stato dimenticato, e ora vogliono intitolare a lui la futura regione di Salerno, la resurrezione del principato appena chiesta da 60 comuni della provincia che si vogliono staccare dalla Campania. L’idea è nata nella mente di Edmondo Cirielli, il presidente della provincia di Salerno che ideò e poi “ripudiò” la legge per accorciare i tempi di prescrizione ed evitare il carcere a Cesare Previti nel processo Imi-Sir, e ha subito avuto successo: la Cassazione deciderà il 1° febbraio sulla richiesta depositata da 54 comuni della provincia (420mila abitanti, 70mila più del quorum), e nel frattempo altre sette amministrazioni hanno approvato la delibera con l’adesione al progetto. Se tutto va come deve, Cirielli conta di affrontare il referendum a giugno, per poi imbarcarsi nella modifica costituzionale in Parlamento.

Oltre a Longobardi e principati, alla base della proposta ci sono due ragioni che non si trovano nei libri di storia ma sui giornali: «Essere accomunati a Napoli e ai suoi disastri sui rifiuti è un danno d’immagine che non possiamo più sopportare», spiega Cirielli che, mentre il capoluogo di regione passa da emergenza a emergenza, vanta per la sua provincia una percentuale svizzera (60,2%, quarto posto in Italia) nella raccolta differenziata. Poi, come in ogni secessione che si rispetti, c’è un problema di soldi: nei calcoli di Cirielli l’autonomia da Napoli vale almeno 500 milioni all’anno, perché «la provincia versa due miliardi di addizionali Irpef e Irap e ne riceve meno del 75% in termini di spesa e servizi».

All’indipendentismo cilentano guardano molti occhi interessati. Se il referendum darà la giusta spinta, giurano i promotori, molti sono pronti a salire sul treno della nuova regione, da Avellino a Benevento, ma in zona è tutto un ribollire di creatività geografica. A maggio, quando le ipotesi di cancellazione delle mini-province stavano per condurre sul patibolo quella di Isernia, la coordinatrice beneventana del Pdl, Nunzia Di Girolamo, aveva rispolverato la vecchia idea del Molisannio, una regione che dovrebbe unire Benevento al Molise; insieme a Moldaunia (Molise + Daunia, a nord della Puglia), Sannio-Irpinia-Cilento, Grande Lucania, non c’è confine ballerino che non abbia il proprio bravo comitato promotore. A Salerno guarda poi ovviamente il Grande Salento, che il 1° febbraio dovrà passare insieme agli indipendentisti salernitani lo stesso esame alla Cassazione per far partire la macchina referendaria.

l referendum è il primo scoglio, perché per passare deve spingere al sì «la maggioranza degli elettori iscritti nelle liste elettorali dei comuni nei quali è stato indetto» (lo prevede la legge 352/1970). I problemi veri, però, vengono dopo. L’elenco delle regioni è scritto all’articolo 131 della Costituzione, e per cambiarlo serve una legge approvata quattro volte con i due terzi del Parlamento per essere messa al riparo da nuovi referendum conservativi.
Conoscono bene tutte le difficoltà i comuni che negli anni hanno accolto con plebisciti entusiasti l’idea di abbandonare Veneto o Piemonte per abbracciare le gioie dello Statuto speciale. San Michele al Tagliamento ha chiamato alle urne i propri cittadini nel 1991, ha ottenuto l’89% di voti per il passaggio al Friuli, è riuscito a far dichiarare incostituzionale la vecchia legge che imponeva il “sì” degli enti rappresentanti di almeno un terzo della popolazione delle regioni interessate. Nonostante tutte le vittorie, però, il comune rimane saldamente ancorato alla provincia di Venezia, come sono rimasti finora in Veneto Cortina e gli altri comuni dell’alto bellunese che hanno alle spalle una battaglia ventennale.

Con il via libera al referendum da parte di tutta la provincia di Belluno, ora la battaglia cambia di piano ma non si semplifica. «Invece di spingere per venire da noi – ha subito chiarito Luis Durnwalder, presidente della provincia di Bolzano e governatore di turno del Trentino Alto Adige – chiedano l’autonomia a Zaia e a Galan che, fino a prova contraria, sono molto vicini alla Lega e al Pdl, e quindi al governo».
Immediata la reazione dei bellunesi, che ieri hanno ricordato il «valore relativo» dei pareri (obbligatori ma non vincolanti) della regione di destinazione, ma l’eventuale convivenza non sarà facile. Con tutti i suoi vantaggi (i comuni trentini hanno entrate medie superiori dell’80-85% rispetto a quelli veneti, come ha ricordato ieri la Cgia di Mestre), lo Statuto speciale è un club d’élite, ed entrarci è complicato.

Più facile passare da una regione all’altra nei territori “normali”, come testimonia il fatto che la Valmarecchia offre finora l’unico trasloco (dalle Marche all’Emilia Romagna) arrivato a destinazione. Un buon viatico per l’inquieto comune di Spinazzola, che da Bari è passato alla nuova provincia Bat (Barletta, Andria e Trani) e nei giorni scorsi ha minacciato di salutare la Puglia per andare in Basilicata contro la decisione della giunta Vendola di chiudere l’ospedale locale.

E c’è ki suggerisce una via + classica ovvero fare un bel referendum di autodeterminazione sotto controllo dell’ Unione Europea e dell’ONU invece dei 4 passaggi parlamentari inventanti solo x affossare qalsiasi tentativo di autodeterminazione di un popolo, di una regione o di un gruppo di province.
Lo stato centrale nn può opporsi a questo tipo di referendum il cui esito deve essere impugnato solo alle Nazioni Unite. Qesta è la strada percorsa dal Montenegro, dal Kossovo e tra poki mesi percorsa da Scozia e Catalunya.





Torri ovvero Monoliti a concorso

23 12 2010

Oggi ho scoperto ke esiste un concorso internazionale di torri ovvero il “Taiwan Conceptual Tower Competition“.
Orbene, il ns Monolite altro nn è ke una torre la cui peculiarità è la sua collocazione in acqe marine poco profonde diventando così un’isola artificiale ma rimane pur sempre concettualmente una torre cm qelle del concorso svoltosi a Taiwan. A qst indirizzo web vi è la classifica delle torri cn dovizia di particolari purtroppo in inglese e le relative bellissime e futuristike gallerie fotografike.
Qella ke + mi è piaciuta e ke ben si adatta anke ad essere integrata sul ns Monolite è la seconda classificata ovvero The Tower of Droplets(letteralmente, ‘La torre di goccioline’) progettata da Sir Peter Cook, già autore di costruzioni audaci, e Gavin Robotham ke vedrei integrata e completata dalla torre vincitrice della competizione ovvero “Floating Observatories

Riporto un estratto della descrizione della “The Tower of Droplets” e delle sue principali caratteristike così cm scritta da Alfredo Baldi nell’articolo pubblicato sul sito online NextMe.it supplemento di greenMe.it a titolo “Quasi un’alga gigante: è il futuro del green building” :

Uno schema di gabbie di acciaio collegate tra loro, corre verticalmente per tutto lo scheletro del grattacielo disegnandone l’andamento libero. Interamente coperta di alghe per produrre biocarburanti, la torre è votata alla creazione di energia.

Esattamente come la Floating Observatories, il progetto vincitore del concorso, gran parte della torre è aperta al pubblico. Dagli impianti di risalita è possibile scorgere lo stato di avanzamento delle lavorazioni vegetali, e diverse varietà di habitat naturali sono ricreati lungo tutta l’altezza dell’edificio. Coltivate e filtrate, le alghe creano biomassa utilizzata come nutrimento per i pesci e per la fabbricazione della carta e dei biocarburanti. Tuttavia, per potersi realizzare il processo, la ‘Tower of Droplets’ cattura grandi quantità di anidride carbonica dall’ambiente circostante.

Secondo le stime degli stessi architetti che l’hanno progettata, “nella torre di base” sono forniti “10,888 metri quadrati di superficie riservati alle alghe, capaci di produrre 3.266.400 litri di petrolio e diverse migliaia di tonnellate di biomassa in un solo anno. La stessa struttura – aggiungono gli esperti – potrebbe essere ulteriormente sviluppata fino al raddoppio della superficie utile e quindi alla creazione di 6.532.800 litri di greggio”.

Nelle zone inferiori della struttura, inoltre, sono state inserite voliere e acquari. Le tre zone ufficio sono tutte utilizzate dalle autorità di sviluppo della città. Un museo alto cinque piani espone ai livelli intermedi le tecniche sviluppate dai designer presso la Kunsthaus di Graz (in Austria), e ai livelli superiori alcune tipologie di sistemi di habitat.

Se la Floating Observatories è dunque caratterizzata da un impianto tecnologico sbalorditivo, l’edificio di Sir Peter Cook si distingue per un’eco-impronta proiettata nel futuro. L’enorme produzione di alghe rende il progetto stesso un grande essere vivente, in grado di crescere e sostentarsi per proprio conto.

Sempre dalla stessa fonte la descrizione della “Floating Observatories” in un altro articolo così titolato “A Taiwan il green tech del futuro: nel 2012 un ‘albero tecnologico’ di 300 metri” in cui si dikiara l’intenzione di procedere effettivamente alla sua costruzione nel 2012 :

Un albero tecnologico. Una eco-torre che sboccerà come un fiore nel centro di Taiwan. Si tratta della Floating Observatories, l’incredibile disegno messo a punto dall’architetto statunitense Mihai Carciunè, in collaborazione con i rumeni upgrade.studio e DSBA, che ha conquistato il massimo consenso durante il Taiwan Tower Conceptual International Competition.

Il progetto, dal design estremamente avveniristico, prevede al suo interno un museo, centri informazioni, uffici, una sala conferenze e un ristorante. Verrà realizzato nel 2012 e, a pochi centimetri dai trecento metri, sarà la struttura più alta di Taichung.

Dorin Stefan, partner dei DSBA, spiega come “partendo dalla conformazione geografica di Taiwan, isola assimilabile nella forma ad una foglia”, si sia cercato di “sviluppare il concetto di albero tecnologico”.

“Abbiamo immaginato otto foglie spaziali concepite come ascensori – sottolinea Stefan – che scorrendo lungo il tronco dell’albero possano servire da piattaforme di osservazione“.

Gli otto baccelli sorreggono carlinghe contenenti dalle 50 alle 80 persone, autosostenuti da palloni gonfi d’elio, sono costruiti tramite materiali ultraleggeri e ricoperti con una membrana di ultima generazione. Se ciò non bastasse scorrono verticalmente grazie ad un potente campo magnetico. Magia, o quasi, scienza.

Se il look della torre può essere paradossalmente definito vintage per l’incredibile influenza sci-fi che suggerisce, le intenzioni dei progettisti viaggiano comunque di pari passo con la realtà, e la grande influenza dell’architettura ecofriendly è fortemente ribadita in ogni tratto della torre.

L’acqua piovana viene raccolta e riutilizzata, una stazione geotermica è usata per riscaldare ambienti e rete idrica, l’illuminazione degli ambienti inferiori è garantita da un sistema a fibre ottiche, e l’energia elettrica è prodotta da un sistema di turbine assiali situato lungo il nucleo centrale.

Grande importanza riveste anche lo studio dell’orientazione e dell’integrazione con il terreno. L’ingombro a terra è minimo e grandi spazi sono lasciati alle aree verdi; l’area uffici e servizi ha un orientamento a 360 gradi, offrendo la possibilità di minimizzare l’effetto serra attraverso l’uso di una ventilazione diretta.

La fusione concettuale dei 2 progetti di torre “The Tower of Droplets” + “Floating Observatories” produrrebbe la visione magistrale di qello ke vorrebbe essere l’Isola di Eden e a ben vedere ormai l’utopia è pronta a diventare realtà 🙂





STEP ONE – primo passo ( 3° puntata )

8 11 2010

Dopo un discreto tempo passato a consultare e vagliare tutte le idee e proposte pervenutemi (poke invero) dai vari interessati al progetto e infine a ragionare sul tutto, sn giunto alla seguente conclusione: in tempo di crisi economica e sociale è necessario avere molta pazienza, forse troppa … sarà il tempo a dirlo.

Troppe anime e nessun legame effettivo nn producono un buon risultato e ad oggi la rikiesta di disponibilità finanziaria si è arenata. Pertanto al momento si procede a vista ovvero si procederà cn la creazione di una nazione e successivo stato virtuale su piattaforma web economica e nn utilizzando un server dedicato cm ipotizzato, realtà ke nn consente la creazione del ns DNS e conseguente disponibilità del ns ccTLD privato e di pubblico accesso .EI ed eventuali altri.

Ho già provveduto nel frattempo a migrare su una piattaforma Web + sicura e completa della precedente ospitata presso l’ISP nazionale Aruba e contemporaneamente a rendere privati e nn di pubblica visione i dati di registrazione dei 2 domini isoladieden.it e isoladieden.com attualmente in essere svincolando la gestione dei domini da qella degli spazi Web.

Prossimamente intendo sostituire il forum cancellando l’attuale dalla piattaforma free e reinstallandolo sulla nuova utilizzando un sistema + completo e configurabile. Stessa idea x il blog ma essendo molti gli articoli presenti sarà fatto in una fase successiva dopo una attenta analisi su cm procedere.

Qindi si procederà a sviluppare i necessari programmi software x gestire l’anagrafe, l’email e la Banca Centrale della libera Repubblica dell’Isola di Eden nonkè alcune applicazioni sul modello dei social network x consentire una migliore partecipazione e aggregazione fra tutti i cittadini Edeniani onde procedere alla formazione di un Governo e delle relative attività di gestione dello stato.

Francamente sxavo in meglio ma la fortuna nn è dalla ns parte e cm detto le difficoltà economike del periodo si fanno sentire purtroppo, ne sò qalcosa io in primis, e del resto gli idealisti sn notoriamente sqattrinati cm gli artisti alle prime armi 🙂





STEP ONE – primo passo (2° puntata)

1 10 2010

CM anticipato 1 settimana fà, eccoci alla 2° puntata.

In qst giorni ho avuto diversi contatti e ho ricevuto alcune email circa qst progetto, annunciato nella puntata precedente, e devo dire ke l’obiettivo economico x iniziare qst avventura sembra raggiunto e certo.

Invito altresì tutti gli altri interessati e ke ancora nn si sn espressi ad indicare una proposta di disponibilità economica. Allo stato attuale si parte da un minimo di 10 euro ad un massimo di 500 euro, una bella differenza direi.

Mi sn altresì reso conto ke il progetto stesso nn è ancora ben kiaro ai +, specie nella parte + tecnica, qella della realizzazione del ns DNS allo scopo di creare dei nuovi ccTLD a partire dal ns dominio .EI, ovvero http://www.isoladieden.ei, e di qello di altre organizzazioni o micronazioni associate al progetto o cmq economicamente interessanti. Nonostante le spiegazioni fornite e i riferimenti, ovvero i links proposti, x un approfondimento dell’argomento. Probabilmente c’è stata un pò troppa pigrizia o forse un’attesa delle puntate successive x andare a fondo della qestione.

Motivo x cui passo a mostrare gli indirizzi degli ISP (Internet Service Provider) ke offrono la disponibilità di PC connessi a Internet in affitto così da cominciare a vedere e rendersi conto di cosa e di qanto si parla.

Ecco una breve lista, ovviamente ne esistono centinaia di ISP disponibili:

www.aruba.it
www.iltuoserver.com
www.kimsufi.it
www.ovh.it
www.seflow.it
store.televideocom.com

SN in ordine alfabetico e nn di importanza, e sn tra qelli + economici presenti in Italia o cmq in Europa cn le pagine in lingua italiana x una maggiore comprensione.

L’ideale sarebbe affittarlo in Islanda ke dal 16 Giugno 2010 ad opera della parlamentare Birgitta Jonsdottir è l’unico paese al mondo ad offrire un area Internet totalmente libera da vincoli, da controlli e censure cm potete leggere in qst articolo o in altri presenti numerosi in rete.
Se qalcuno conosce un indirizzo web di un ISP islandese economico me lo comuniki prontamente.

La scelta al momento è semplicemente guidata dal fattore prezzo in qanto variabile momentaneamente preponderante al fine di concretizzare il progetto. Essendo qst offerte estremamente economike nn sn in grado di offrire prestazioni esaltanti ma al momento nn ci interessano. In qst fase ci concentreremo sullo sviluppo delle varie applicazioni necessarie x la gestione del Governo della libera Repubblica dell’Isola di Eden e solo successivamente si dovrà valutare un ISP cn un servizio complessivo migliore e di prestazioni adeguate e ovviamente di costo superiore all’attuale.

Inoltre, x esigenze prettamente tecnike, i PC in rete ovvero i Servers Dedicati dovranno essere necessariamente 2 in qanto i servizi DNS obbligano ad avere un server primario ed uno secondario di backup o di sicurezza nel malaugurato caso ke il primo vada offline ovvero si guasti o nn funzioni correttamente. Partiremo con una fase di sviluppo iniziale con 1 solo Server Dedicato ma già cn la consapevolezza ke dovrà poi essere duplicato e qindi cn la necessità di un costo di mantenimento nel tempo doppio.
Qst tecnicamente è anke un vantaggio xkè consente poi di continuare a sperimentare nuove soluzioni senza pregiudicare la continuità del servizio nel malaugurato caso ke nn fosse un guasto a interrompere momentaneamente il servizio bensì un errore di programmazione o altra eventuale attività maldestra o imprevedibile sul server.

Vi invito pertanto a segnalarne altri, se ne conoscete, ed ad esprimere un parere su qelli proposti onde addivenire ad una scelta il + possibile valida e democratica. Sul forum c’è un’area adatta a qst discussione.

Il lavoro tecnico e software verrà portato avanti principalmente da me e da coloro ke avranno le capacità e le conoscenze adeguate e ke si offriranno di autarmi. Tale attività sarà svolta completamente in forma gratuita nello spirito e nei principi del Free e Open Source Software, a cui la libera Repubblica dell’Isola di Eden intende ispirarsi, operare, appoggiare e diffondere sempre +, e potrà essere svolta anke da coloro ke nn possono partecipare economicamente ma avranno la volontà e la dedizione nel farlo.

Nello specifico, la creazione del ns sistema DNS farà uso del programma software Bind (Berkeley Internet Name Daemon) ma se ci sn proposte alternative fatele.  Utilizzeremo cm sistema operatico (OS) una distribuzione GNU/Linux, possibilmente una Debian o una sua derivata in qanto di mia migliore conoscenza. I servizi web, blog e forum saranno ank’essi realizzati usando applicazioni free e open utilizzando i programmi software + diffusi e blasonati mentre saranno da realizzare o da ricercare se esistenti dei programi software x la realizzazione della BCIE e dell’anagrafe dei cittadini della libera Repubblica dell’Isola di Eden. Ki avesse delle idee in merito si faccia avanti e le proponga.

Ricordo ke kiunqe parteciperà a vario titolo al progetto STEP ONE avrà la cittadinanza Edeniana ed anke un ritorno materiale ovvero potrà usufruire di parte dello spazio e della potenza del Server Dedicato compatibilmente con lo sforzo da lui profuso e dal giudizio dell’assemblea di tutti i partecipanti rispetto alle rikieste fatte. Ad esempio ki vorrà potrà crearsi delle pagine Web, un blog o qantaltro ad uso personale o finalizzato agli obiettivi della libera Repubblica dell’Isola di Eden.

Proseguendo di qst passo dovremmo essere online qanto prima, sxo entro Natale 2010.
Sarebbe una gran bella cosa e un motivo in + x festeggiare 🙂








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