L’ascesa dell’agricoltura verticale

12 01 2010

Titolo tratto direttamente da un articolo a cura di Dickson D. Despommier pubblicato sul nr 497 dalla rivista “Le Scienze“, edizione italiana della famosa Scientific American, il cui contenuto è qui brevemente palesato:

L’agricoltura sta rovinando l’ambiente, ed entro il 2050 non rimarranno abbastanza terreni coltivabili per sfamare i 9,5 miliardi di abitanti del pianeta previsti per quella data. Produrre il cibo in grattacieli di vetro potrebbe ridurre drasticamente i consumi di combustibili fossili, permettendo di riciclare le acque reflue urbane, che oggi inquinano fiumi e laghi. Un’azienda agricola di 30 piani con una base di 2 ettari potrebbe produrre quanto 960 ettari di terreno, procurando meno danni all’ambiente. Ispirandosi alle serre idroponiche già esistenti, gli urbanisti di molte città stanno studiando la costruzione di fattorie verticali sperimentali.

Dickson Despommier è il professore alla Columbia University americana ke ha lanciato l’idea delle Vertical Farm ovvero “fattorie in verticale” ormai oltre 10 anni fa, nel 1999. Esiste anke un sito internet dove sn ospitati alcuni progetti al riguardo: www.verticalfarm.com

Già in altri articoli su questo blog (tra cui A Tokio le fattorie sono nel sottosuolo) ho riportato di questa idea ke è basilare x lo sviluppo della società Edeniana nell’ambiente marino all’interno del Monolite e mi rincuora nn poco vedere ke sta diventando ogni giorno di + un argomento a carattere scientifico serio e approfondito.

L’agricoltura verticale è lo sviluppo ai massimi livelli della tecnologia finalizzata alla produzione di generi alimentari in un ottica ecologica e di massima sostenibilità possibile, con tanto di riciclo e recupero degli elementi nutritivi nn utilizzati e pronti nuovamente ad entrare nel ciclo della produzione e consumo.
Se a queste nuove idee e possibilità di produzione alimentare si unisse lo sforzo x il passaggio ad una alimentazione umana a base vegetariana, o cmq sostanzialmente vegetariana, eliminando l’allevamento dei capi di bestiame, rinunciando quindi alla bistecca e al prosciutto, allora potremmo davvero creare una società nuova e un futuro di maggior salute x l’essere umano su questa Terra.

Tra coloro ke credono in questa nuova frontiera c’è Vincent Callebaut ke propone la sua idea di nuovo edificio verde x l’agricoltura verticale nelle metropoli odierne.


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One response

29 07 2013
Luciano Sansone

Vertical farm? Forse la soluzione è più “terra terra” e forse è stata trovata da un italiano già nel 2006 :Un nuovo tipo di AGRICOLTURA senza OGM: sana, redditizia, è POSSIBILE ! con il Brevetto industriale n° 1372755 dal titolo “Meccanismo/serra a ruote panoramiche ”.La finalità del congegno è di affiancare un nuovo tipo di agricoltura a quella tradizionale a sviluppo planimetrico: si sviluppa in verticale. E’ una struttura meccanica coperta a forma di girarrosto/bobina. E’ fatta di vetroresina (vascone, colonne, pulegge, vasche, serbatoio, copertura) mentre le parti metalliche sono d’acciaio inox. E’ attivata dalla sola forza di gravità, soggetta a rotazione, con esposizione temporale delle colture alla luce del sole ed una migliore, naturale aereazione. Tra le pulegge della bobina sono inserite e longitudinalmente a esse agganciate n° 24 vasche ove l’humus, sempre adatto al tipo di coltura che si vuole praticare, è preparato “industrialmente”, con i sali minerali e i concimi giusti ed è riciclabile. Ne può fare ampio uso il vivaista ed è ideale per coltivarci tutti i tipi di verdura, fiori, piante aromatiche, fragole, ecc. Le dimensioni reali sono di ca. cinque metri di larghezza, profondità e altezza (fuori dal terreno) ma, se realizzata in scala ridotta (con piccole modifiche) può collocarsi su terrazzi e balconi, dando libero sfogo ai “contadini della domenica”. Triplica la superficie coltivabile perché sfrutta lo spazio aereo. Riduce dell’80% il fabbisogno d’acqua poiché mirata alle sole piantine e quella in eccesso viene recuperata . Consente agli addetti di lavorare da fermi e all’asciutto, evitando loro stancanti camminate nel fango e inutili piegamenti. Le colture sono protette dalle intemperie. Per saperne di più, contattare il Sig. Luciano Sansone al 388 7983413 che vi fornirà la documentazione riguardante il funzionamento, completa di particolari costruttivi.

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