A Tokio le fattorie sono nel sottosuolo

15 05 2009

Riprendo un articolo pubblicato su Wired ed  EcoBlog di qualke tempo fà xkè dimostra ke coltivare piante x l’alimentazione all’interno del futuro Monolite è possibile. Sempre + idee x la realizzazione e il mantenimento dell’Isola di Eden vengono dimostrate sul campo in esperienze altrui a riprova ke ogni giorno ke passa l’utopia diventa sempre + realtà.
Questo è l’articolo su Wired di Aprile 2008 ke linka altri 2 blog:

Nel pieno della crisi che attanaglia l’economia del Giappone, l’agricoltura appare come una possibile via d’uscita. Nell’ex caveau di una banca nel quartiere delle finanze di Tokyo un visionario uomo d’affari, Yasuyuki Nanbu, ha creato una fattoria sperimentale, per insegnare ai giapponesi ad amare di nuovo la terra. Il ritorno alla natura non è certo una nostalgia fine a se stessa nel Giappone del 2009. In un paese segnato dalla recessione, il ministero dell’Agricoltura sta spingendo al massimo politiche che riportino l’arcipelago a essere meno dipendente dall’estero per il cibo. Di più: l’obiettivo è anche quello di reindirizzarsi rapidamente e ad ampio raggio sulla produzione di bioetanolo. Pasona 02, questo il nome del progetto pilota di Nanbu, è dunque molto più di un sogno utopistico: è un vero laboratorio di futuro.

La struttura si sviluppa sotto terra, su una superficie di un chilometro quadrato. In sei diverse stanze si sperimentano sistemi di coltura in assenza di luce naturale e di terra. La luce per la fotosintesi è garantita da un utilizzo congiunto di led e di lampade alogene e, al posto della terra, si fa largo uso di acqua, secondo le tecniche dell’agricoltura idroponica. Nelle sale i pesticidi sono banditi e l’anidride carbonica viene continuamente pompata fuori dal sistema di aerazione. Luce e temperatura sono monitorate da sensori e computer. A ogni ambiente corrisponde una coltivazione: per i fiori si usano led bianchi, mentre per le piante aromatiche si preferiscono i led colorati. Il riso e i pomodori richiedono più calore e crescono sotto la luce di lampade alogene. Le verdure che si raccolgono qui non sono destinate alla vendita, ma vengono consumate nei ristoranti dell’edificio. Il progetto Pasona 02 è una sorta di microfattoria modello.

Il caveau-orto funziona grazie al lavoro di borsisti selezionati tra i freeter, ovvero quella classe di giovani lavoratori giapponesi precari e soggetti a continui cambi di lavoro. L’idea di Nanbu è di insegnare ai ragazzi che l’agricoltura, accompagnata da una sperimentazione continua di tecniche nuove, può diventare il business del futuro. Il caveau è però anche un’oasi di benessere per chi lavora in banca. Il caffè di Pasona 02 è frequentato dagli impiegati del palazzo che, nel cuore della città, possono godersi una boccata di ossigeno e il profumo dei fiori e delle erbe aromatiche fresche. «È meglio della palestra», commenta Nanbu: «Una pausa qui li calma e, se dedicano alla fattoria anche poche ore di lavoro volontario, recuperano il contatto con la terra».

Il pensiero ispiratore di Pasona è tutt’altro che utopistico: anzi, è perfettamente in linea con la tendenza al farming cittadino di molte metropoli. Londra si è data l’ambizioso obiettivo di aprire più di 2000 nuovi orti in città entro le Olimpiadi del 2012. Un traguardo simile si è posta Vancouver che vanta già un 14 per cento di famiglie che coltivano i propri appezzamenti. Anche negli Usa si moltiplicano gli orti pubblici: da New York a San Francisco, passando per il Grant Park di Chicago, quello della grande festa di Obama, che produce già verdure e frutta per i ristoranti della zona.

Questo è l’articolo di Ecoblog:

Coltivare nel sottosuolo. Sembra un impresa folle. Ma per un giapponese può diventare un’appassionante sfida. E infatti nel sotterraneo dell’ Otemachi Nomura Building di Tokyo nel distretto di Otemachi c’è una fattoria di mille metri quadri dove si coltivano ortaggi, riso, erbe aromatiche e fiori. Il progetto si chiama Pasona 02 e nasce con l’obiettivo da parte di una società di selezione del personale di dare formazione professionale agricola a giovani disoccupati o a persone di mezza età in cerca di una seconda carriera.

In Giappone, sempre meno persone si dedicano all’agricoltura e il paese è costretto a continui import di materie prime.

In assenza di luce del sole, le piante sono alimentate dalla luce artificiale emessa da diodi, lampade alogene e ad alta pressione, lampade a vapori di sodio. La temperatura della camera è controllata dal computer, e le verdure sono coltivate con i nutrienti forniti a spruzzo. Nella struttura è usato anche il sistema di coltivazione idroponica, con cui le piante sono coltivate in acqua.


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One response

12 01 2010
L’ascesa dell’agricoltura verticale « L’Isola di EDEN

[…] in altri articoli su questo blog (tra cui A Tokio le fattorie sono nel sottosuolo) ho riportato di questa idea ke è basilare x lo sviluppo della società Edeniana […]

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