Anke i Pirati erano Democratici

10 07 2008

L’altra sera, forse Martedì sera, in televisione ho visto un servizio di Atlantide su La7 ke parlava di Vikingi e Pirati. La cosa ke mi ha stupito e ke non sapevo, beata ignoranza, è ke i Pirati erano democratici ovvero applicavano il metodo democratico come la storia ellenica ci ha tramandato.
Su wikipedia c’è un interessante approfondimento sui Pirati e la loro storia, vale la pena di appronfondire la loro conoscenza.
I Pirati prendevano le loro decisioni in maniera collettiva. Non esisteva un leader assoluto; il capitano veniva eletto da tutta la ciurma riunita (dall’ultimo mozzo al timoniere). Esattamente come nell’Agorà di ellenica memoria come ho avuto modo già di scrivere.
I Pirati dei Caraibi, i + famosi e conosciuti, risiedevano su un’isola e possiamo quindi immaginarceli come un piccolo stato con le sue regole, primo esempio forse di micronazione della storia terrestre, kissà.
Certo ke pensare all’Isola di Eden e scoprire ogni giorno ke nella storia ci sono tante coincidenze e alla fine ripetizioni di cose già avvenute fa ben sperare. Naturalmente sull’Isola di Eden niente Pirati ma solo una pacifica comunità tecnocratica 🙂

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10 responses

20 07 2008
IlRealista

Scusa, ma come farai con la legge italiana? Hai parlato del precedente dell’ing. Rosa, non sai che è stata smantellata in quattro e quattrotto (mandando in fumo circa 400.000 € attuali) ed i protagonisti hanno subito svariati processi? Come farai legalmente? Conosci cosa dicono le leggi in merito? Mi sembra un vicolo cieco.

21 07 2008
Alessandro

Certo ke so tutto dell’avventura dell’Isola delle Rose, ma se avessi letto tutti i miei post, avresti capito la differenza di impostazione e l’evoluzione strategica del nuovo progetto dell’Isola di Eden. Innanzitutto una collocazione al centro dell’Adriatico ke consente alle future acque territoriali dell’Isola di Eden di non intaccare nessuna di quelle confinanti. Inoltre i valori della società dei cittadini di Eden e le prerogative tecnologike del Monolite ke dovrebbero porsi in ben altro modo al cospetto dell’Onu x il suo riconoscimento. Infine le dimensioni, il nuovo progetto di Monolite è molto + grande dello schizzo di base, la sola circonferenza raggiunge i 300 mt e distruggerlo sarebbe tremendamente complesso e costoso.
Da considerare poi ke non è dato tutto x automatico e scontato, ovvio ke l’indipendenza è qualcosa ke deve essere guadagnata e deve arrivare come premio x i risultati raggiunti dal progetto.
Concludo dicendo ke l’Isola delle Rose è stata abbattuta a causa dei tempi storici, erano quelli della cosiddetta “guerra fredda”, oggi tutto è diverso tant’è ke Sealand non l’abbatte nessuno e sono anni ke esiste.

21 07 2008
IlRealista

ma Sealand c’era ai tempi della guerra fredda… e cmq non è stata mai abbattuta perchè non ha MAI realmente perseguito l’indipendenza ma solo la speculazione economica, tant’è che non è MAI stata la residenza dei Bates se non per brevi soggiorni e, tra le tante sortite per racimolare soldi, ora i Bates l’hanno pure messa in vendita… ti auguro buona fortuna, ma non credo proprio che ti faranno piazzare tutto quel popo di roba in mezzo all’Adriatico, vedremo!

22 07 2008
Alessandro

Sealand ha perseguito eccome l’indipendenza, ha pure venduto la cittadinanza e stampato passaporti. Non ricordo dove ho letto ke sono un migliaio i cittadini di Sealand nel mondo. Il problema di Sealand è ke non ha il ben ke minimo presupposto x essere una micronazione. Oggi poi, dopo essere andata a fuoco, ha un valore pressoke nullo. L’isola di Eden è un progetto completamente diverso. Il Monolite sarà il luogo dove si compirà un esperimento politico/sociale nuovo e dalle potenzialità enormi, creerà un nuovo paradigma di vita e di società ke potrà essere esteso a tutto il mondo, come un virus. Oltre a essere un esperimento tecnologico di tutto rispetto e una soluzione x i futuri problemi di sovrappopolazione terrestre. Un opera omnia. Diciamo ke è talmente complesso tutto il progetto ke solo x essere compreso nella sua totalità occorreranno sicuramente anni. Ma come tutti i sogni ne varrà la pena.

22 07 2008
IlRealista

bla bla bla bla,,, verba volant e scripta manent! vedremo!?
p.s. stampare passaporti e vendere titoli nobiliari che non hanno nessun valore (questo, tra le altre, Sealand ha fatto) sul pianeta Terra non vuol dire perseguire l’indipendenza ma, come ti spiegavo, lucrare!

23 07 2008
Alessandro

Esattamente.
Motivo x cui a Sealand l’indipendenza e il riconoscimento di micronazione i Bates se la possono scordare proprio 😉
L’isola di Eden è ben altro e ha ben altri obbiettivi e traguardi da raggiungere.
Se diverrà realtà nessuno avrà la volontà di impedirci il raggiungimento dello status di micronazione, anzi, e potrebbe essere la prima di una lunga serie …
Non so ki tu sia ma invece di essere scettico xkè non collabori ke c’è una valanga di lavori da portare avanti 🙂

23 07 2008
IlRealista

Ti ringrazio per l’invito ma sto già portando avanti da anni un mio progetto micronazionale e, difatti, sono incappato in questo sito eseguendo un aggiornamento delle mie ricerche; se mi sono permesso di criticare alcuni punti della tua idea è perchè ho una conoscenza assai approfondita dell’argomento. L’unica che abbia un senso reale ed abbia percorso una via legalmente valida è quella di Hutt River Province ma, ahimè, le circostanze che l’hanno portata dov’è ora non sono proponibili ovunque!? Per quanto riguarda il discorso di Sealand, invece, la storia avrebbe potuto essere diversa se i Bates si fossero trasferiti lì ed avessero deciso di costruire davvero una nuova entità nazionale… Cmq ti auguro buona fortuna ma resto del pensiero che, semmai tu avessi la somma (ENORME) di € sufficiente a realizzare il tuo progetto, l’entità statale o internazionale di turno non ti farà piazzare tutto quel ferro in pieno Adriatico! Forse, potresti avere più fortuna se acquistassi la stessa Sealand, qualche piattaforma petrolifera dismessa o qualche atollo oceanico e fondassi la tua comunità come un novello ammutinato del Bounty!? In bocca al lupo…

24 07 2008
Alessandro

Invece di continuare ognuno x la sua strada non sarebbe + utile discuterne insieme vista la comunanza di intenzioni e obbiettivi ? Se non altro potrebbero sempre essere come i rapporti diplomatici tra 2 nazioni 🙂
Ritengo molto utile conoscerci a prescindere dalle proprie visioni personali, da ke mondo è mondo l’unione fa la forza.
Il mio indirizzo email lo trovi nella pagina Collabora, poi sono su vari messenger e Skype, se mi mandi un contatto possiamo approfondire e magari trovare punti e idee comuni o anke semplicemente scambio di opinioni pur sempre interessanti.

15 11 2008
Roberto Firenze

Io avrei 46 ettari a disposizione

17 11 2008
Alessandro

Roberto ti ho or ora contattato in email x approfondire la tua offerta, se non la ricevi scrivimi qui nel blog, grassie 🙂

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