Irrealizzabile o no

14 05 2008

Qualcuno pensa ke il mio sogno sia destinato a restare tale e ritiene sia impraticabile nella parte tecnika quanto in quella politico/sociale.
Controbatto dicendo ke tutte le grandi opere dell’uomo hanno sofferto e soffrono di questo problema di credibilità ma quante imprese ritenute incredibili si sono poi avverate.
In tempi recenti siamo andati sulla Luna ed erano gli anni ’60, anni in cui computer, software e conoscenze erano decisamente primitive rispetto ai giorni nostri ma evidentemente sufficienti a consentire una conquista ke solo 50 anni prima era considerata pura utopia. Le missioni lunari sono state ideate e realizzate in tempi record realizzando una impresa ke ha segnato un’epoca. Investimenti colossali x delle missioni senza uno scopo se non quello dell’immagine, della supremazia tecnologica USA in contrapposizione a quella dell’URSS. Missioni ke dopo 40 anni neanke sono + ricordate se non negli anniversari. Ed oggi ci sono privati ke stanno investendo nei viaggi nello spazio prossimo alla Terra con razzi e strutture molto + piccole e sperano di farne un business.
Anke il Monolite è una impresa ke rikiederà finanziamenti e grandi sforzi ingegneristici ma in confronto alle missioni spaziali è davvero poca cosa.
Inoltre uno dei maggiori problemi ke l’umanità è costretta ad affrontare è la sovrappopolazione ke in sintesi significa tra le alte cose ke una risorsa fondamentale x vivere si sta esaurendo: il territorio.
Territorio inteso come spazio utile alla vita non solo abitativa, ad esempio non è territorio il deserto in quanto non è facilmente sfruttabile x le coltivazioni, cosiccome le montagne o le terre artike. Anke le foreste non sono adatte ma potrebbero esserlo a patto di distruggerle come sta avvenendo x le foreste equatoriali in Africa e soprattutto in Amazzonia.
Una soluzione a questo problema è proprio il mare.
I mari a bassa profondità, quindi non le immense distese oceanike ma tutti quei mari dove la profondità non sia eccessiva, diciamo entro i 100 metri e situati in zone climaticamente non proibitive, sono un’opportunità da sfruttare e sono tutto sommato facilmente sfruttabili. Infatti negli Emirati Arabi sono già state realizzate isole artificiali e altre sono in fase di realizzazione (altri esempi qui) anke se nel loro caso sono prossime alla costa e ad essa collegate, in pratica hanno portato sabbia dal deserto x realizzare piccoli arcipelaghi di isolotti e sopra vi hanno edificato creando nuovo territorio dal mare.
Questo approccio resta cmq dipendente dalle risorse dell’entroterra e non è autonomo nè autosufficiente quindi è solo un business e non una soluzione al problema del territorio x l’aumento della popolazione terrestre mentre la mia idea è per una soluzione vera.
Infatti il mare contiene pesce e alghe, come sulla terraferma ci sono bovini e verdure, ovvero cibo distribuito in una dimensione spaziale tridimensionale e non solo bidimensionale come sulla terraferma. Inoltre nel Monolite possono essere disposti piani x la coltivazione idroponica di vegetali utili x l’alimentazione umana e il Monolite stesso si rifornirebbe di energia direttamente dal sole, dal vento ed anke dalle maree e/o correnti marine se presenti rendendo tutta la struttura autosufficiente ed ecosostenibile come una biosfera autonoma come il progetto Biosfera 2.
Quindi non un’inutile impresa ma una soluzione vera ad un grande problema.
Io ho aggiunto anke un ideale di libertà e di nuova società creando così un’idea di civiltà avanzata e un progetto politico al fine di rendere l’Isola di Eden una nuova micronazione ed ho esposto idee x rendere appetibile la sua realizzazione anke a scopo commerciale, tutte cose necessarie x poter rendere il progetto il + possibile concreto e fattibile.
Non si tratta poi di inventare nulla ma solo di assemblare idee e progetti già in essere e x poter valorizzare + di 1000 parole eccovi 2 links dove vedere i prodromi del mio sogno già in fase avanzata di studio e di progettazione: Vertical Farm e Energy Island.
Ancora negazionisti totali sulle potenzialità dell’Isola di Eden ?

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8 responses

20 05 2008
Marco

Scusa l’ignoranza, ma per quale motivo utilizzi la lettera ‘K’ al posto dell’italianissimo ‘CH’ ?

21 05 2008
Alessandro

Sull’Isola delle Rose era l’Esperanto la lingua ufficiale, ke non so.
Io x abitudine uso scrivere veloce e abbrevio stile SMS.
La ‘k’ al posto di ‘ch’ e il simbolo ‘x’ al posto di ‘per’ e altre piccolezze.
Questo stile sarà ufficializzato sull’Isola di Eden x essere simile ma non uguale all’Italiano.
Un modo come un altro x essere riconoscibili senza complicarsi troppo la vita 🙂

28 08 2009
Micropresidente

Sinceramente leggere k ed x mi fa rabbrividire. Ti consiglio di usare l’italiano standard invece di usare la lingua utilizzata dagli adolescenti lobotomizzati dai mass media italiani, giusto per rendere più credibile tutto il progetto.

5 02 2010
Iwant

Su questo sono daccordo con il micropresidente. Se vuoi attirare investitori seri e interessati anche l’immagine è importante.

Iwant

22 03 2011
Andrea

Non sarà l’Eden ma ritengo sia un progetto italiano interessante, è un brevetto denominato “Isola Galleggiante Modulare” dell’arch. Tiberio Frisina credo sia già in fase d commercializzazione (www.taf-f.com), di sicuro non ambizioso quanto il progetto del mitico Alessandro ma direi molto utile.

22 03 2011
Alessandro

Idea interessante x piccole realizzazioni … e grazie x il “mitico” 😉

13 09 2012
16 10 2014
marco

cosa si pensa di coltivare di prodotti agricoli? ortaggi e verdura? i cereali in una struttura simile non nascono

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