Tempo fà avevo espresso la mia idea sul Capitalismo e i suoi perniciosi effetti all’interno di un sistema kiuso e finito ovvero sul pianeta Terra.
Qui potete rinfrescarvi la memoria rileggendo l’articolo.
Orbene, oggi leggo sulla rivista Valori versione online un interessante articoletto pubblicato ieri:
Regole finanziarie, la ricetta “radicale” del Fmi
“Il Fondo monetario internazionale ha indicato ieri la sua ricetta per eliminare i rischi “sistemici” nel sistema finanziario globale. Rivolgendosi ai Paesi interessati a dar vita ad una riforma condivisa, ha consigliato di eliminare “alla radice” la possibilità che un’impresa possa, a causa della sua taglia troppo grande, o per via delle sue attività, mettere in pericolo l’intero sistema. «Non basta incaricare i supervisori di monitorare le connessioni nella rete finanziaria mondiale, o individuare gli istituti che sono potenzialmente a “rischio” – spiega l’organismo internazionale in un capitolo del suo rapporto semestrale -. Occorre impedire a monte che tali pericoli possano essere corsi».
In questo senso, il Fmi lancia una proposta, che consiste nel «limitare direttamente la quantità massima di determinate attività» effettuate dagli istituti più grandi a livello globale: quelle il cui eventuale fallimento è considerato capace di minacciare la stabilità dell’intero sistema. Il rischio “sistemico”, appunto, il cui potenziale distruttivo è stato toccato con mano in tutto il mondo dopo il crack del colosso bancario americano Lehman Brothers nel settembre del 2008. Per questo potrebbe essere adottato uno specifico metodo di calcolo, che possa ponderare le regole di capitalizzazione in funzione della quantità di rischi assunti direttamente e di quelli fatti correre a terzi. In particolare, il sistema verrebbe applicato agli istituti di credito, che dovrebbero soddisfare requisiti variabili in funzioni delle condizioni complessive della finanza globale.
Alcuni dei maggiori istituti di credito americani, inoltre, potrebbero essere costretti a pagare fees più alti, proprio in ragione dei pericoli che derivano dai loro comportamenti, spiega ancora la Fdic. Quest’ultima inoltre, potrebbe avere un potere di controllo “speciale” nei confronti delle banche con oltre 50 miliardi di dollari in asset.“
Noto scritto nelle righe evidenziate nel suddetto testo e con vivo piacere ke è stato recepito in parte il mio pensiero ovvero ci si rende conto ke è necessario mettere un limite massimo alla dimensione ovvero al Capitalismo o rikkezza degli enti bancari e/o finanziari xkè qesto è il senso della frase «limitare direttamente la quantità massima di determinate attività».
Inoltre tutto il primo paragrafo esprime perfettamente il concetto e precisa ke sn inutili gli organi di gestione e controllo, meglio risolvere alla radice il probleme e porre decisamente un limite.
Musica x le mie orekkie, essendo la novità espressa nientepopodimeno ke dal Fondo Monetario Internazionale, uno dei massimi organi economici planetari, dunqe la cosa nn può ke farmi vivo piacere.
Mi viene da dire “era ora” ke finalmente qalcuno se ne accorgesse !!!
E’ solo una parte del pensiero totale circa il Capitalismo Circoscritto ma è cmq un primo significativo passo, meglio di niente



Salve alex,anch’io mi sono da poco interessato alla creazione di un isola artificiale dotata di tutti i comfort e autosufficiente e contenere i costi il più possibile ma senza andare ad intaccare la sicurezza;quindi miglior qualità a costo più contenuto.Quindi dopo varie ricerche su libri e internet ed anche sui forum,prove pratiche e realizzazioni di prototipi sono arrivato a progettare qualcosa di costo contenuto ma molto sicuro.Ecco ti spiego,in pratica sarebbe una piattaforma costituita da uno strato di rete da pesca con sopra le balle di fieno simile alle isole degli uros,perlomeno la base,sopra queste balle di fieno vengono adagiate delle buste di plastica con delle bottiglie di plastica,bidoni o altro con camere d’aria all’interno,oppure al posto di buste di plastica con bottiglie di plastica e queste cose all’interno si potrebbe,anche se questo potrebbe sembrare controverso (ma non lo è se si pensa ad esempio alla trash vortex o l’isola di richtie sowa oppure a waterpod)si potrebbero mettere delle buste di “immondizia” organizzando una raccolta tra tutti gli abitanti di buste di immondizia.Sopra queste buste ci si inserisce un altra rete da pesca e si unisce con quella sottostante,sopra la rete da pesca soprastante ci si mette il compensato marino opportunamente legato:sopra questo compensato si riempie di uno strato di calcestruzzo.Facendo qualche calcolo il prezzo di un isola fatta in questo modo si aggirerebbe sui 40-80.000 euro prezzo più che contenuto e facendo una bolletta fra almeno 10 persone si pagherebbe sui 5000 euro in media a testa.Fammi sapere,saluti.
Mi sono dimenticato di aggiungere che l’isola sarebbe ancorata al fondale da ancore e zavorre pesanti qualche tonnellata.
NN è ben kiaro cm una siffatta tecnica possa garantire il galleggiamento e qanto peso possa sostenere ma è evidente ke la sua capacità di espandersi è in orizzontale e qui penso ci siano grossi problemi.
In natura nn sn le condizioni ordinarie da prendere cm base x i progetti bensì qelle estreme a cui il progetto deve intrinsecamente essere pronto a resistere ed essere cmq preparato x affrontare e superare.
Una siffatta isola penso possa essere una valida idea x piccole superfici in laghi o in mari piccoli e calmi, nn penso possa superare un test di sopravvivenza in alto mare o in uno spazio oceanico, luoghi dv invece un’isola, con un popolo alla ricerca della propria autodeterminazione cm nuovo stato, deve necessariamente essere posta x rispettare le distanza delle acqe territoriali degli altri stati già in essere senza sconfinare.
Cmq, a prescindere dai dettagli tecnici su cui nn ho esprienza in merito, se il risultato è qello di voler creare una micronazione e successivamente ambire a diventare un microstato, c’è un problema di fondo ke in altri articoli del blog ho già scritto: un’isola ancorata nn può essere un territorio definito.
Qesto xkè x sua natura può sganciarsi dagli ancoraggi (volutamente o x difetto) e portare il suo territorio a vagare x mari o spostarsi altrove cm se fosse una nave (qindi xkè nn usare direttamente una nave allora).
CM se l’Italia si staccasse dalle Alpi e si attaccasse alla Libia.
Sicuramente su una simile anomalia tutti gli altri stati si appiglierebbero x impedire la nascita del nuovo microstato
Si in effetti sarebbe un problema quello,ci vorrebbe qualcosa di simile ma però fissa nel fondale marino e anche da risolvere il peso sostenibile che per quello che ho calcolato adesso si aggirerebbe a non di più di 3 tonnellate con uno spessore di base di 100 metri almeno,poi ultimo da risolvere sarebbe la sicurezza nel mare contro le altee maree e thifoni.Continuerò ancora nella costruzione di prototipi per risolvere queste problematiche e ti farò sapere,comunque se trovassi un qualcosa di concreto sarò lieto di finanziare diciamo ho la possibilità di 15 mila euro al momento,ma comunque meglio poco che niente,e comunque esiste anche la colletta e conosco persone che la farebbero:-)se ci dovessero essere aggiornamenti sarò lieto di aiutare:-)saluti
Leggo “spessore di 100 metri” ma sn una esagerazione, forse c’è un errore
Cmq potremmo sentirci in email e continuare i ns approfondimenti dato ke abbiamo degli obiettivi condivisibili, qesta è la mia:
alex kiocciolina laseroffice punto it
Una domanda..come si farebbe per la connessione a internet?
Certo ke ci ho pensato, è una cosa fondamentale
L’Isola di Eden sarà collegata preferibilmente con un cavo sottomarino in fibra ottica e cm backup via satellite o cmq via wireless ad alto raggio cm il WiMax ad esempio.
All’interno il Monolite e il Consolato in terra saranno cablati secondo le tecnologie del momento e ci saranno anke Hot Point sempre Wireless.
La rete internet è considerata un bene fondamentale nella vita Edeniana e sarà pubblica e di libero accesso.
[...] di sviluppo alternativo Edeniano è il Capitalismo Circoscritto ke è in parte condiviso anke dal FMI o IMF all’inglese, almeno cm principio di [...]