Il Capitalismo Circoscritto

11 11 2009

zio paperoneLa civiltà Edeniana concepisce il Capitalismo cm un utile sistema di sviluppo di una società tecnocratica, etica ed ecosostenibile.
All’interno della comunità Edeniana, i principi Edeniani dovrebbero assicurare uno sviluppo capitalista produttivo al fine di assicurare un diffuso benessere al popolo Edeniano.
Il Capitalismo in senso classico è però ormai sorpassato e nel corso della recente storia terrestre ha dimostrato tutti i suoi limiti.
L’attuale situazione dei mercati nel mondo ormai è avvolto in una spirale di bolle su bolle economike senza fine e sta portando il sistema sociale nel suo complesso ad una deriva autodistruttiva della civiltà e una situazione di disuguaglianza tra individui e sofferenza delle classi povere nn accettabile x una civiltà evoluta.
Quindi è necessario un modello di capitalismo ke sia ben definito e impossibilitato a provocare danni, x evitare l’insorgere di tali problemi ke stanno affliggendo tutta la società terrestre.
Questo nuovo modello è definito cm “Capitalismo Circoscritto“.
Tale modello è un capitalismo condotto all’interno di un preciso sistema di poke e semplici regole fondamentali al fine di impedire un’espansione eccessiva del capitale nelle mani di poki.
Il fine principale è quello di evitare le differenze sociali e i comportamenti speculativi inammissibili in un società umana evoluta con l’obbiettivo di creare sicuro benessere individuale e sociale ma il cui fine nn è il bene egoistico di singoli a scapito di altri bensì quello collettivo ovvero di tutti gli individui, evitare quindi monopoli e nababbi.

Il capitalismo nella sua natura essenziale concepisce la produzione di beni e servizi al minor costo x l’utilizzatore e col massimo profitto x ki produce e nn considera ke entrambi, produttore e consumatore, fanno parte dello stesso ecosistema all’interno della biosfera terrestre e ke x poter operare è necessario ke la stessa sia conservata x tutti i viventi e x le generazioni successive.
Quindi il meccanismo capitalista ke si esplica in un libero mercato deve coesistere anke con i limiti imposti dalle dimensioni della nostra biosfera.
Un capitalismo senza etica e senza limiti sviluppa danni di incommensurabile portata a svantaggio delle generazioni presenti e future e questo nn è un bene x nessuno.
Il motivo principale ke conduce il capitalismo a far danni è la cupidigia umana.
Eccovi un esempio tra tanti di ciò ke intendo, citando un articolo del blog Crisis:

Alzi la mano chi ha mai sentito parlare di Thomas Midgley Jr. Immagino ben pochi di voi. Eppure dovreste.
E’ probabilmente l’uomo che ha dato il maggior contributo personale, per quanto riguarda la distruzione dell’ambiente o, per meglio dire, il suo sconvolgimento.
Come potrete verificare da soli, il bel tipo ha inventato, messo in produzione e diffuso in tutto il mondo il Piombo Tetraetile e il Freon, il primo e più diffuso dei clorofluorocarburi.
Quali enormi disastri ambientali abbiano provocato ed ancora provochino le due nefaste scoperte non c’è bisogno che ve lo dica.
Ancora oggi il piombo tetraetile viene utilizzato in molti paesi come antidetonante, il piombo viene inalato e si accumula ed è rilevabile negli organismi viventi in tutto il mondo, anche se non ai livelli degli anni ‘80.
Quanto al Freon, anche esso viene ancora utilizzato e il suo uso e quello degli altri fluorocarburi, anche se in forte in calo, sarà completamente vietato solo nel 2030.
Quello immesso in atmosfera, quindi continuerà ad aumentare, vista la lunga durata e il famoso buco dell’ozono tormenterà surfisti e coldiretti del sud del mondo ancora per molto tempo (il tono scherzoso non vi tragga in inganno, parliamo sempre di milioni di morti per cancri cutanei vari).
La cosa interessante è studiare come ci siamo ficcati, a livello sistemico, in un cosi assurdo vicolo cieco visto che esisteva un semplicissimo antidetonante molto più sicuro ed economico dell’ “Etile” ( la parola piombo era volutamente trascurata per non allarmare gli utenti del medesimo) ovvero l’alcol etilico.
C’era un problema, però: l’alcol etilico poteva essere prodotto da chiunque e senza particolari accorgimenti che implicassero pagamento di Royalties.
Il piombo tetraetile invece veniva prodotto secondo procedimenti proprietari, con i diritti dei brevetti che erano detenuti dalle case automobilistiche, in primo luogo GM.
Benchè si conoscessero fin dall’inizio, lo dimostra l’oculata scelta del nome, le caratteristiche di pericolosità e tossicità per la salute dell’ “etile”, le motivazioni economiche prevalsero e solo molti anni dopo e per motivi di ordine economico il piombo tetraetile fu sostituito in alcuni paesi dall’alcol.
Per il Freon il discorso è simile: erano disponibili altri liquidi refrigeranti con caratteristiche analoghe ma fu preferito, più che per motivi tecnici, perchè se ne possedevano i diritti ed i brevetti di produzione.
Cosa ci insegna la vita del signor Midgley Jr. ?
Beh, innanzitutto che il mercato e la cultura tecnica non possono rispondere a tutte le nostre esigenze.

NN è finita qui, cm evidenziato da un commento, c’è anke ancora di peggio:

Ti sei mancato una chicca della storia di Thomas Midgley. E’ una cosa quasi da fumetti – lui era veramente un inventore di cose che facevano danni a chi le usava. Dopo aver inventato il piombo tetraetile e il freon, gli venne la poliomelite, per cui non poteva più camminare. Allora inventò un sistema di tiranti che gli permetteva di alzarsi dal letto. Indovina un po’? Morì strangolato proprio da quei tiranti. Insomma, la storia si ripete anche a livello personale

Incredibile ma vero, questo è uno dei tanti esempi scioccanti di capitalismo senza etica e lasciato in balia del libero mercato, senza regole e in modo irresponsabile.
Motivo x cui la civiltà Edeniana professa il Capitalismo Circoscritto ovvero una forma di capitalismo ke pone dei paletti e delle regole ben precisi affinkè il libero mercato nn distrugga l’ambiente e la cupidigia umana nn crei eccessi o miserie a danno degli individui e dei popoli.
La base fondamentale da cui partire cm enunciate nel mio precedente articolo su questo blog è questa:

1) Tutti i cittadini maggiorenni devono avere un reddito minimo garantito
2) Nessun cittadino può avere un reddito superiore di 10 volte il reddito minimo garantito

Il valore di 10 è al momento arbitrario e potrebbe essere corretto in + o in -, ma 10 sembra un buon numero.
Questo recinto ove è possibile dare dimostrazione delle proprie capacità imprenditoriali consente un’automatica distribuzione del benessere collettivo in maniera equa e responsabile impedendo abusi e sfruttamento.
Ogni cittadino potrà così dare dimostrazione delle proprie capacità e ottenerne un corrispettivo adeguato e consono.
Inoltre il reddito minimo evita l’insorgenza di atti criminali al fine di procacciarsi i termini minimi x la sopravvivenza biologica, un tetto e il cibo.

Il primo punto evita le miserie umane cm la fame o la necessità di procacciarsi da vivere in modi illeciti a danno della comunità.
Inoltre assicura le stesse capacità di competizione a tutti gli individui garantendo un livello iniziale di partenza uniforme x tutti.

Il secondo evita il crearsi di disuguaglianze sociali irragionevoli e tutte le speculazioni figlie della cupidigia umana pur garantendo ricerca, sviluppo e concorrenza in un libero mercato.

Ovviamente cm corollario al primo punto, ogni cittadino dovrà operare all’interno della comunità, in “maniera diretta” se ne ha capacità proprie o gestito dagli organi preposti dallo Stato al fine di nn essere un peso a totale carico della collettività stessa, eccezion fatta ovviamente x i cittadini malati o portatori di handicap fisici o psikici.
La maniera diretta significa “in autonomia” ovvero creandosi un’occupazione redditizia oppure cercando un’occupazione presso terzi di proprio soddisfacimento mentre gli organi preposti gestiti dallo Stato dovranno istruire, seguire, indirizzare e fare “quant’altro necessario” x coloro ke nn riescono autonomamente a trovare il proprio ruolo nella società.
Nel “quant’altro necessario” è inteso anke lo sviluppo di attività nn redditizie nel solo senso positivo ma anke quelle ke consentano di raggiungere un risultato economico con un risparmio di risorse, ad esempio cm lo sviluppo di software nella modalità Free e Open Source Software e i lavori socialmente utili.

Altra fondamentale concezione del Capitalismo Circoscritto è il diniego di operare in campi e attività relativi ai servizi alla persona ke sn di primaria importanza nella gestione della vita personale e di quella collettiva.
Questo principio impone ad esempio la gestione diretta da parte dello Stato e nn del libero mercato della Sanità, della Giustizia, della Sicurezza e dell’Educazione Scolastica.
In questo contesto la ricerca farmacologica e la produzione di medicinali devono essere perseguiti con gli stessi principi del Free e Open Source Software.
Cosiccome la professione di magistrato e avvocato e qualsiasi altra figura del mondo della Giustizia saranno esclusivamente appannaggio dello Stato.
I libri di testo e gli strumenti didattici sviluppati all’interno del sistema educativo dovranno essere gestiti esclusivamente dallo Stato.

Lo Stato dovrà inoltre fornite tutti i sistemi di controllo e gestione fiscale dell’attività economico/capitalista di tutti i lavoratori, siano essi imprenditori, professionisti o dipendenti.
Ad esempio dovrà essere centralizzato e automatizzato tutto il sistema di gestione contabile e fiscale di ogni attività economica attribuendo ad ogni cittadino un account di accesso personale.
Questo verrà realizzato tramite un sistema informatico statale ovvero pubblico ke gestirà tutte le operazioni tra le parti del sistema economico siano essi imprenditori, professionisti o dipendenti.
Tale sistema consentirà una gestione totalmente libera ma vincolata e corrispondente ai principi e alle leggi tecnike di svolgimento delle singole attività
Questo sistema sarà creato allo scopo di impedire operazioni illegali o scorrette formalmente tra tutte le parti in gioco e garantire uguali condizioni gestionali a tutti i cittadini.
Oltretutto è giusto e doveroso da parte dello Stato occuparsi di tale incombenza direttamente fornendo gli strumenti e quant’altro necessario ai cittadini x svolgere correttamente le proprie attività economike.
Cosiccome la quadratura di bilancio assicura il corretto svolgimento di tutte le operazioni contabili all’interno di una contabilità di una qualsiasi attività economica nel mondo, il sistema centralizzato informatico Edeniano garantirà il perfetto svolgimento di tutte le attività economike dello Stato Edeniano.
Ovviamente anke il sistema informatico dovrà essere sviluppato secondo le regole del Free e Open Source Software.

Questi i fondamenti ideologici del Capitalismo Circoscritto della civiltà Edeniana su cui creare la libera Repubblica dell’Isola di Eden ricordando ke la parola Stato nella Repubblica Edeniana significa “tutti i cittadini” essendo la Repubblica di Eden uno Stato a Democrazia Diretta.





Oasis of the Seas: Il più grande transatlantico mai costruito

28 10 2009

oasis_of_the_seasIn questi giorni sn in molti a parlarne del transatlantico Oasis of the Seas il più grande mai costruito ke si appresta al suo primo viaggio il 1° Dicembre. La nave, della compagnia americana Royal Caribbean, è più grande del Titanic, con una stazza lorda di 220mila tonnellate, è dotata di più attrazioni di una città media di provincia. Costata 900 milioni di euro, può ospitare 6.360 passeggeri e 2.000 membri d’equipaggio.
Qui una carrellata di foto dalla rete x mostrarla in tutto il suo splendore.
Cm dire, un Monolite galleggiante :)

P.S.: Mega nave da crociera passa il ponte per un soffio ovvero sequenza fotografica del primo intoppo dell’Oasis of the Seas nel viaggio dal cantiere di costruzione verso la Florida. Dopo le incertezze iniziali, la nave – che conta circa 20 piani – è riuscita a sgusciare sotto il ponte, non prima di aver abbassato al massimo le sue ciminiere.





L’Isola delle Rose approda a Roma!

21 09 2009

locandina romaContinua la rediviva saga dell’Insulo de la Rozoj ovvero Isola delle Rose ke ha ispirato il mio nuovo progetto di libera Repubblica dell’Isola di Eden. Oggi vi presento la commedia scritta da Claudia Ceroni, Mauro Monni e Giovanni Palanza con interpreti e anke registi Mauro Monni e Giovanni Palanza x la produzione di SINE QUA NON.
Lo spettacolo si presenta così, direttamente tratto dal loro manifesto:

Rappresentata per la prima volta a Firenze nel febbraio 2009, L’Isola delle Rose racconta la breve vita della Repubblica esperantista nata al largo di Rimini nel maggio del 1968. Una storia vera, che per otto mesi ha appassionato turisti, studiosi di diritto e semplici curiosi di tutto il mondo. Nell’anno simbolo della rivolta  giovanile, L’Isola  delle Rose è la commovente parabola di un uomo, l’ingegner Giorgio Rosa, che ha creduto di sottrarsi al sistema coltivando il sogno di uno Stato tutto suo. Una piattaforma d’acciaio  e cemento in mezzo all’Adriatico, che per nove mesi ha tenuto in scacco lo Stato italiano. L’ossessione di un uomo che diventa archetipo di libertà, emblema dell’utopia, l’isola che non c’è alla quale ciascuno di noi sogna un giorno di poter approdare.”

Orbene Dal 15 al 18 ottobre 2009 lo spettacolo teatrale L’Isola delle Rose approda a Roma al Teatro SAN GENESIO, in Via Podgora 1 e invito tutti alla sua visione. Io nn potrò andare causa distanza ma a coloro ke potranno assistervi rivolgo l’invito di commentarlo qui sul blog così da comunicare le proprie impressioni a tutti noi e renderci partecipi alla suggestione dello spettacolo.

Questa è una breve presentazione dei principali artefici del tutto:

Mauro Monni: scrittore e attore teatrale,  vive e lavora a Firenze. Autore, regista ed attore del monologo “Feltrinelli, una storia contro”, finalista “Oltreparola 2007″ e vincitore del secondo premio al concorso “Stella d’Argento 2006″. Ha partecipato a produzioni sul teatro-racconto interpretando tra gli altri testi di Calvino, Wilder, Pavese, Shakespeare, Wilde, Tolkien. Dal 2002 è arbitro professionista nei Match di Improvvisazione Teatrale.

Giovanni Palanza: presidente dal 1998 della Lega Improvvisazione Firenze, nato a Napoli nel 1961, si forma nelle scuole di teatro O. Costa, M. Lombardi, G. Pedullà , L.della Rocca. Nel 1991 entra a far parte della Lega Italiana Improvvisazione teatrale e dal 1993 insegna avviamento al Match di Improvvisazione e Teatro nelle città di Firenze, Reggio Emilia, Modena. Partecipa ai programmi televisivi “Mi manda Lubrano” e la doppia serie dei “Match su RAI2″. E’ nel cast del film “La grande prugna” di Claudio Malaponti e partecipa alle Fiction “Distretto di Polizia”, ” Cuore contro Cuore” e ” 7 vite”. Con la Nazionale Italiana di Improvvisazione Teatrale vince il Campionato del Mondo a Lille in Francia. – Vincitore di diversi festival di Cabaret – con il trio “I Redattori” .

Claudia Ceroni: Bolognese di nascita, vive a Milano dove lavora per Radio 2 Rai. E’ attualmente autrice con Federico Taddia del programma L’Altrolato, in onda il sabato e la domenica alle 9:30. Ha collaborato alla realizzazione di “Sumo, il peso della cultura” con Giovanna Zucconi e di “Condor” con Luca Sofri. Ha lavorato per Radio24 e per il Sole24Ore.

Maggiori informazioni le potete trovare visitando i siti web http://www.isoladellerose.it/ e http://www.teatrosangenesio.it/ oppure anke in email all’indirizzo info (chiocciolina) isoladellerose.it

Qui 2 minuti tratti dallo spettacolo:





L’Isola delle Rose al TG3 dell’Emilia-Romagna

8 09 2009

Il video documentario sull’Isola delle Rose, in esperanto l’Insulo de la Rozoj,”Insulo de la Rozoj – la libertà fa pauradi Stefano Bisulli e Roberto Naccari, continua a far parlare di sè.
Dopo la recente pubblica visione Mercoledì scorso 2 Settembre allo Zoe Cafè Fuoriposto di Santarcangelo di Romagna, oggi è pubblicizzato su RAI3 regione Emilia Romagna al TG3 delle 14 cm è già possibile vedere anke online sul sito Rai.
In pratica è possibile vedere alcuni secondi qua e là tratti dal video e il relativo annuncio della pubblca visione stasera a Bologna nel cortile del Teatro di Vicolo Bolognetti.
NN c’è ke dire, i ragazzi della Cinematica, produttori del video documentario, si danno da fare ;)

P.S.: Adesso online direttamente dai ragazzi di Cinematica l’estratto dell’annuncio TV reso pubblico su YouTube, questo il link.





Corriere.it: Riemerge l’isola dell’Utopia

28 08 2009

Ci sn motivi misteriosi x cui una notizia appare e scompare dalla rete :)
Oggi la va col Corriere versione online ke pubblica un qualcosa di già conosciuto ma evidentemente sempre verde.
Probabilmente sn i tempi ke corrono a giustificare questi articoli ke parlano di utopie e desideri di nuovo ke albergano in ogni italiano, infatti le frasi salienti riportate sn:

«Capii definitivamen­te che in Italia è impossibile essere libe­ri, far le cose da so­lo. Sono rimasto qui perché non volevo tradire gli ideali della mia famiglia. Ma non ho mai più votato. Due eccezio­ni: Berlusconi nel 1994, Guazzaloca nel 1999. Anche lo­ro mi hanno delu­so».

E se nn bastasse, anke questa:

«Sono un liberale, un indipendente che non crede nelle re­ligioni e nei partiti. Quindi, anche oggi, l’Italia non è il posto giusto per me».

Questo è il link all’articolo originale, a seguire il contenuto dello stesso, di Marco Imarisio di oggi 28 agosto 2009 dove scrive anke:

… alcuni no­stalgici che progettano una nuova libera Repubblica dal nome Isola di Eden.
Ciò nn so se rendo … siamo citati sul Corriere online, è la prima volta ke un giornale mainstream lo fà ;)
Cm dire … SIAMO STATI NOMINATI !!!

BOLOGNA — «Lusingato», dice. Ci so­no voluti quarant’anni, ma alla fine il mondo si è ricordato di lui. Giorgio Ro­sa sorride. Il salone della sua casa affac­ciata sui giardini Margherita è inondato di luce. I modi e le parole di questo anzia­no signore dal bell’incarnato sono quelli di un gran borghese, che ancora oggi, a 84 anni, riceve gli ospiti in giacca. Ma in fondo agli occhi, nello sguardo che ac­compagna una frase maliziosa, «gran fa­tica, però ci siamo divertiti», si intrave­de qualcosa. Una scintilla, residuo di quella energia che lo portò a realizzare una delle più bizzarre esperienze del Ses­santotto. «Insulo de la Rozoj», la Repub­blica dell’Isola delle Rose. Erano due anni che i sub del Dive Pla­net di Rimini ne cercavano i re­sti. Li hanno trovati all’ini­zio di luglio. E con i re­sti della piattaforma che a poche miglia dalle spiagge ro­magnole si fece nazione indipen­dente, è come se fossero riemerse anche le sugge­stioni di quell’av­ventura. Curiosa, questa riscoperta del­­l’Isola delle Rose.

I re­perti subacquei che diven­tano meta di pellegrinaggio co­stante, un bel documentario di succes­so, «Insulo de la Rozoj, la libertà fa pau­ra », uno spettacolo teatrale nel 2008, un altro in allestimento, un paio di blog te­matici, un gruppo su Facebook («A war that Italy forgot-long live Insulo de la Ro­zoj»), una installazione al museo di Van­couver che la mette a confronto con l’Utopia di Tommaso Moro, alcuni no­stalgici che progettano una nuova libera Repubblica dal nome Isola di Eden. Co­me se all’improvviso la voglia di fuga e di libertà avessero trovato un piccolo sfogo nell’evocazione di un episodio or­mai dimenticato. «Davvero strano. Per 40 anni non mi ha cercato nessuno. All’improvviso, a partire dal 2008, tutto uno squillar di te­lefono. Forse perché sul piano delle li­bertà individuali, non è cambiato poi molto. Ad essere sinceri, il mio progetto iniziale era questo: costruire qualcosa che fosse libero da lacci e lacciuoli e non costasse molto. Sulla terra ferma la buro­crazia era soffocante. Così mi venne un’idea, durante la villeggiatura a Rimi­ni ». Una struttura di tubi in acciaio salda­ti a terra e appoggiati sul fondale, sulla quale poggiava un piano in laterizio, 400 metri quadrati di superficie a disposizio­ne. Undici chilometri al largo della costa italiana, la piattaforma confinava con ac­que internazionali ad eccezione del lato sud-ovest. «Volevamo aprire un bar e una trattoria. Mangiare, bere e guardare le navi da Trieste che passano vicine, a volte anche troppo. Il ricordo più bello è la prima notte sull’isola in costruzione. Venne un temporale che sembrava por­tasse via tutto. Ma al mattino tornò il so­le, ogni cosa pareva bella e realizzabile. Poi cominciarono i problemi».

La capitaneria di porto ordinò la fine dei lavori sostenendo che quel tratto di mare fosse in concessione all’Eni. Il gran­de traffico verso la piattaforma inquieta­va le autorità. «Ci avrebbero fermato. Al­lora si studiò la possibilità di rendersi in­dipendenti. L’unico modo per non aver più a che fare con l’Italia». L’ingegnere fa una pausa, alza le mani che tiene sem­pre conserte in grembo. «E poi, diciamo­lo, ogni essere umano libero sogna di fondare uno Stato indipendente». Il pri­mo maggio 1968, con atto unilaterale, nasce la Repubblica dell’Isola delle Rose. «Insulo de la Rozoj», perché la lingua uf­ficiale è l’Esperanto, a rimarcare la diffe­renza con l’Italia. Il nuovo Stato fa in tempo a stampare i suoi francobolli, che oggi valgono una fortuna. Vuole battere moneta, ma non ne avrà modo. L’Italia reagisce con inusi­tata velocità. In Parlamento, l’Msi lamen­ta la violazione del suolo patrio, il mini­stro dell’Interno Paolo Emilio Taviani parla di «grave pericolo», il Servizio se­greto militare si dice convinto che l’Isola sia in realtà una base camuffata per l’at­tracco dei sommergibili sovietici, il par­lamentare comunista Renato Zangheri, futuro sindaco di Bologna, sostiene inve­ce che sia una una manovra destabiliz­zante del leader albanese Enver Hoxha. Mentre Rimini si riempie di giornalisti da tutto il mondo, il 24 giugno dieci pilo­tine con a bordo poliziotti e carabinieri circondano l’isola e ne prendono posses­so. L’appello di Rosa al presidente Sara­gat per la restituzione non trova rispo­sta. «Non avevamo risorse, eravamo so­li. Quando il Consiglio di Stato diede pa­rere favorevole alla demolizione, non fe­ci ricorso. Meglio lasciar perdere. Non sono più tornato a Rimini». Il 13 febbra­io 1969 gli artificieri della Marina milita­re minano i piloni con 1.080 chili di di­namite. Le esplosioni piegano la piatta­forma. Dieci giorni dopo, una tempesta fa inabissare l’Isola delle Rose.

La guerra è finita. «L’unica che l’Italia sia stata ca­pace di vincere» dice caustico l’ingegne­re. Ha lavorato fino al 2003, progettista con studio a Bologna. Dalla distruzione dell’Isola, ha smesso di esercitare i suoi diritti di cittadino. «Capii definitivamen­te che in Italia è impossibile essere libe­ri, far le cose da so­lo. Sono rimasto qui perché non vole­vo tradire gli ideali della mia famiglia. Ma non ho mai più votato. Due eccezio­ni: Berlusconi nel 1994, Guazzaloca nel 1999. Anche lo­ro mi hanno delu­so ». Nell’anno che do­veva cambiare il mondo con la fantasia al potere, in Italia l’uomo che più si è avvicinato alla realiz­zazione dell’utopia e che oggi viene ri­scoperto come simbolo di una indoma­bile volontà anarchica, è stato un prag­matico ingegnere bolognese, discenden­te di una famiglia di militari giunta in Italia nel 1400, figlio di un ufficiale del Regio esercito, ex soldato di Salò, poi di­sertore e in quanto tale condannato dal tribunale della Rsi. «Sono un liberale, un indipendente che non crede nelle re­ligioni e nei partiti. Quindi, anche oggi, l’Italia non è il posto giusto per me». Al momento dei saluti, torna quella scintilla negli occhi, l’espressione si fa divertita. «Giovanotto, quando esce di qui dia un’occhiata alle mappe su Inter­net. Troverà una sorpresa». Su Google map digitiamo il nome del suo Stato. Ap­pare una bandierina rossa in mezzo al blu del mare, proprio di fronte a Bella­ria- Igea Marina. L’Isola delle Rose vive ancora.

Cm detto tutte le news riportate in questo articolo sn già state pubblicate su questo blog in tempi recenti.
Inoltre l’Isola di Eden o meglio la libera Repubblica dell’Isola di Eden vuole essere la dimostrazione ke simili utopie possono essere perseguite e si possono realizzare con i tempi e i mezzi tecnici ed economici adeguati.
In questo blog potete trovare le linee guida di cm sia possibile e di cm intendo procedere, nn sarà una cosa semplice ne tantomeno veloce ma la possibilità c’è a patto di soddisfare alcune condizioni kiave qui descritte e sempre + approfondite e coltivate al fine di raggiungere lo scopo ideale della nuova Res Publica.
Quindi buona lettura e cm sempre se siete interessati e vi sentite Edeniani dentro nn esitate a contattarmi, l’unione fa la forza e … ke la forza sia cn voi





Il blog di Ettore Mele

21 08 2009

EttoreMele_tav05Stavo dando una okkiata al contest del sito americano di SeaSteading, ovvero gara di proposte di design, x la + bella e originale soluzione architettonica x una piattaforma artificiale marina, x il progetto analogo al mio, dei ragazzi di SeaSteading e ho fatto una  scoperta interessante ovvero l’unico italiano, Ettore Mele, ke ha partecipato al contest.
Una breve ricerca su Google e scopro ke ha un blog ed è un esperto nell’uso di Blender 3D, un famoso programma Open Source di grafica e animazione 3D.
Questo è il suo post sul blog circa il progetto presentato al contest ke lo ha classifica tra i primi nell’elitè dei classificati con merito e qui la sua galleria dei suoi disegni e progetti vari su Flickr.com dove presenta il design della sua isola artificiale autosostenibile.
Volevo condividere e far conoscere a tutti voi questo studente di architettura presso il Politecnico di Milano e sperare magari in una sua partecipazione nn solo al progetto SeaSteading ma anke alla libera Repubblica dell’Isola di Eden.





La repubblica di Malu Entu

8 08 2009

Qualke giorno fà guardavo il TG2 Costume e Società e ho visto ke parlavano di Micronazioni e di stati inventati.
La RAI ha un archivio pubblico di quasi tutte le sue trasmissioni su internet e sn andato subito a cercarlo x poterlo rivedere e analizzare ben bene. La sorpresa è ke da diversi giorni nn aggiornano + l’archivio della trasmissione TG2 Costume e Società. Ma nn mi sn dato x perso e ho cercato se il servizio era già andato in onda da qualke altra parte del palinsesto, cosa ke in tutte la grandi reti succede di prassi. La mia ricerca è stata premiata e ho trovato un analogo servizio (nn posso giurare ke sia proprio identico ma poco ci manca) trasmesso il 3 Giugno 2009 dove al 15′ circa mostra un servizio sullo stato immaginario di Valacchia e a seguire altre gustose kikke a partire dal 17′. Questo è il link x vederlo e rendervene conto:
http://www.tg2.rai.it/rubriche.asp?id_p=2461&page=2&id_r_cerca=2&t_cerca=&d_cerca=
Tra le gustose kikke ce ne è una particolarmente interessante di un nuovo tentativo di creazione di una micronazione su un isolotto al largo della Sardegna fresco fresco di quest’anno: la repubblica di Malu Entu.
Dico subito ke l’esperimento è fallito cosiccome quello dell’Insulo de la Rozoj alias Isola delle Rose e x ovvi motivi ke potete leggere in questo servizio pubblicato sul quotidiano online La Repubblica del 1 Febbraio 2009: Oristano, cade la “repubblica di Malu Entu” Il giudice sequestra Mal di Ventre.
Interessatomi alla questione ho trovato questi 2 blog ke sembrano appartenenti ai diretti interessati dove trovare molte altre notizie interessanti sul dove, come e xkè della nuova repubblica:
solleviamoci.wordpress.com
repubblicamaluentu.blogspot.com
il primo parla della fine dell’iniziativa ed è del 2009 mentre il secondo sembra direttamente collegato al fondatore dell’impresa e presidente della repubblica di Malu Entu tale Doddore Meloni con diversi video delo stesso pubblicati su YouTube. Qui il risultato della ricerca su YouTube. Esiste anke una pagina su MySpace decisamente poco leggibile ma con ulteriori contenuti e x i + curiosi cercando su Google ancora altri risultati.
Cm nn finirò mai di ripetere, è del tutto inutile impossessarsi di un’isola anke acquistandola x farne una micronazione e/o microstato, nessun paese sovrano lo permetterà mai. Sarebbe un pericoloso precedente e nn ne avrebbe alcun vantaggio quindi lo impedirà sempre con la forza della legge o delle armi. L’unico modo x poter realizzare legalmente una nuova micronazione e futuro microstato è solo quella di crearlo ex novo in acque internazionali.
Poi si dice ke la TV estiva nn da niente di interessante … malelingue :)





Progetto Eden come il progetto Apollo

21 07 2009

40th_AnniversaryIeri 20 Luglio è stato il 40° anniversario dell’allunaggio nel Mare della Tranquillità sulla Luna del modulo lunare Eagle del progetto Apollo e oggi è quello del primo uomo ke fisicamente mette piede e lascia la prima orma umana sul suolo lunare, l’astronauta americano Neil Armstrong, pronunciando la frase ke passerà alla storia “That’s one small step for a man, one giant leap for mankind” (questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità). Era il 1969 ed erano gli anni passati alla storia come quelli della guerra fredda tra USA e URSS, le 2 superpotenze nucleari ke si fronteggiavano dalla fine della II° guerra mondiale x il predominio sul pianeta Terra ed erano anke gli anni delle proteste giovanili contro la guerra in Vietnam (come il festival di Woodstock) e delle fallite rivoluzioni dei paesi dell’est Europa x la liberazione dal giogo del blocco socialista/comunista dell’URSS. In Italia si fronteggiavano i 2 opposti fronti comunisti ed ex fascisti con spargimenti di sangue da ambole parti. Era un periodo politicamente caldo ma pieno di speranze x il futuro.
Proprio mentre questi eventi si susseguivano, in quegli stessi anni nasceva e veniva affondata dalla marina italiana nel Gennaio del 1969 l’Insulo de la Rozoj ovvero l’Isola delle Rose. Isola i cui resti vengono riscoperti in fondo al mare proprio in questi giorni di questa estate del 2009 e dove alla Corte degli Agostiniani è stato proiettato x la prima volta il documentario “Insulo de la Rozoj la libertà fa paura” con uno strepitoso successo di pubblico.

Tutto questo mi ha fatto venire in mente tante analogie con il mio progetto dell’Isola di Eden o meglio della libera Repubblica dell’Isola di Eden. Un progetto ke avevo nella testa da tempo ma ke ho reso pubblico con questo blog e relativo sito Web lo scorso anno 2008, nel quale anno ricorreva, all’insaputa di tanti, il 40° anniversario della dikiarazione di indipendenza dell’Insulo de la Rozoj effettuata il 1 Maggio 1968. Quest’anno poi è il 40° anniversario dalla sua distruzione e trasformazione in mito e della sua riscoperta storica come evento e come resti sul fondale marino in concomitanza con lo storico sbarco sul suolo lunare del 20 Luglio 1969, ank’esso a coronamento di una lunga avventura e di investimenti in risorse umane ed economike. 40 anni dopo coincidenza vuole ke parta il progetto dell’Isola di Eden, progetto ke durerà anni e ke sarà su varie fasi o step, come la missione Apollo ke portò gli uomini sulla Luna, e ke alla fine realizzerà un Monolite ovvero un’isola artificiale e dikiarerà la sua indipendenza come libera Repubblica dell’Isola di Eden come fece l’Insulo de la Rozoj.
Questa sarà la mia missione come fu il progetto Apollo x la conquista della Luna:
Il primo step è quello di aggregare + persone possibili e trovare i fondi x il finanziamento del progetto operando su internet ke è x antonomasia un mondo virtuale dove tutto può esistere e dove la libera Repubblica di Eden può crescere e svilupparsi nelle sue vesti virtuali come micronazione aterritoriale quintomondista.
Il secondo step sarà la creazione di un Consolato in Italia o cmq in terra ke sarà la base x lo sviluppo del progetto dell’Isola di Eden come fu il Jet Propulsion Laboratory (JPL) e il John F. Kennedy Space Center (oggi Cape Canaveral) della NASA le basi x lo sviluppo delle missioni Apollo.
Il terzo step sarà la realizzazione di una piattaforma marina come quelle del progetto gemello americano di SeaSteading.
Il quarto step sarà la realizzazione del Monolite e sua abitazione, popolazione nativa e messa in piena funzionalità ricalcando il progetto della nuova Ziggurat di Dubai.
Il quinto step e ultimo sarà promulgare ed ottenere la dikiarazione di indipendenza e diventare il primo microstato della storia del pianeta Terra realizzato su un isola artificiale.





Alcuni kiarimenti circa l’Isola delle Rose

15 07 2009

Dopo la scorpacciata di news inerenti il revival storico dell’Insulo de la Rozoj ovvero dell’Isola delle Rose, vorrei ribadire alcune cose nuove e alcune vecchie ke si sn perse nella quantità di post ormai presenti sul blog.
Da colloqui avuti con un autore del documentario e dalla genesi e sviluppo dell’Isola delle Rose ad opera dell’Ing. Giorgio Rosa si evince ke inizialmente il progetto fosse solo ed esclusivamente un’operazione tecnico/commerciale.
L’Ing. Rosa voleva realizzare una sua idea e guadagnare sul brevetto su cui l’idea si sviluppava e nessuna intenzione aveva di realizzare una micronazione ne tantomeno un microstato (qui puoi leggere la differenza). Le vicende sono lievitate poi col trascorrere del tempo e col sovravvenire degli eventi e dell’interesse ke l’isola artificiale aveva creato dopo la sua costruzione. Realizzazione ke ricordo fu cmq solo parziale. In sostanza l’Ing. Rosa voleva realizzare una specie di albergo o cmq un’attrattiva turistica di fronte alle coste romagnole e l’isola artificiale doveva crescere nei suoi progetti sia in altezza ke anke in orizzontale, allargandosi ed espandendosi nelle acque intorno. In pratica mirava a un doppio business, la vendita della tecnologia tramite il brevetto dell’isola e il guadagno con il turismo legato alla frequentazione dell’isola stessa. Del resto l’Ing. Rosa nn aveva mai fatto voce in tutti gli anni ‘60 con kikkessia dell’intenzione di creare un nuovo stato, nemmeno con i suoi collaboratori x tutta la durata dei lavori. Lavori ke da cm si legge su wikipedia sn andati avanti x molti anni:

I sopralluoghi avvennero utilizzando un natante, costruito in acciaio e propulso con un motore di una Fiat 500, e proseguirono per tutta l’estate del 1960, con frequenza bisettimanale, avendo come base un capanno sul molo di Rimini.
Nell’estate del 1962 però, per problemi tecnici e finanziari, l’impresa si bloccò; inoltre nell’ottobre dello stesso anno fu intimato dalle autorità italiane di rimuovere qualsiasi ostacolo alla navigazione.
Il 30 maggio 1964 furono contattate le Capitanerie di Porto di Rimini, Ravenna e Pesaro, rispettivamente per opzionare gli spazi in banchina, per i rifornimenti di gasolio e per la costruzione della struttura dell’isola presso i cantieri navali e per la pubblicazione dell’avviso ai naviganti per la segnalazione della presenza di strutture.
Per tutto il 1965 ed il 1966 proseguirono i lavori di armamento della struttura, ma molto lentamente, poiché per le avverse condizioni meteomarine si poteva operare per non più di circa tre giorni a settimana.

Quindi il tutto si svolse x oltre un lustro, tempo + ke sufficiente x far trapelare una possibile notizia bomba cm quella di creare uno nuovo stato. Inoltre:

“Il 23 novembre 1966 la capitaneria di porto di Rimini intimò di cessare i lavori privi di autorizzazione, poiché la zona era in concessione all’Eni. Il successivo 23 gennaio anche la polizia s’interessò della vicenda, richiedendo conferma che si trattava di lavori sperimentali. Il 20 maggio 1967 alla profondità di 280 metri dal piano di calpestio dell’isola fu trovata, per perforazione, una falda di acqua dolce. Il 20 agosto 1967 l’isola venne aperta al pubblico.

Ovvero i lavori insospettirono le autorità già dal 1966, quasi 2 anni prima della dikiarazione di indipendenza del 1968 ke fu cmq successiva alla apertura al pubblico dell’Isola delle Rose come pura attrazione turistica. In pratica, dalla apertura al pubblico dell’isola artificiale il 20 Agosto 1967 alla dikiarazione di indipendenza del 1º maggio 1968, sn trascorsi oltre 8 mesi. Evidente quindi ke la proclamazione di indipendenza sia stato solo un escamotage x cercare una scappatoia alle grinfie dell’italica burocrazia e autorità. Tentativo ke dette all’Isola delle Rose tanto prestigio e notorietà ma ke nn la salvò dall’affondamento.

Ordunque, le evidenze dei tempi sn la dimostrazione ke le parole riportatemi come dette dall’Ing. Rosa sulle reali intenzioni del progetto dell’isola artificiale, sn oltremodo coerenti e veritiere. Ma nn solo. Maliziosamente parlando si può anke aggiungere ke la realizzazione fuori dalle acque territoriali sia stata scelta nn x fini geo/politici ma x mire + semplicemente di risparmio, x nn dire elusione, fiscale. Ovvero creare un business turistico con ampie possibilità di espansione a costi ragionevoli poco al di fuori dello stato italiano x poter arrikkirsi e nn pagare le tasse all’Italia essendo appunto al di fuori della giurisdizione italiana ovvero in acque internazionali, almeno quel quanto ke bastava. Malizia del resto riportata anke dall’autore del testo su wikipedia:

Le azioni di Rosa furono viste dal governo italiano come uno stratagemma per raccogliere i proventi turistici senza il pagamento delle relative tasse, dato che l’Isola delle Rose era facilmente raggiungibile dalla costa italiana.

Ma, come vado a supportare a seguire, se le mire fossero state proprio quelle di creare un vero stato indipendente, quella distanza dalla costa italiana nn era assolutamente sufficiente !!!
Come infatti spiego in questo mio precedente articolo scritto sul blog nel Febbraio del 2008 x poter erigere un isola artificiale da poter poi dikiarare indipendente è necessario rispettare delle banali regole di distanza tra le parti in gioco. Nel suddetto articolo del blog il tutto è aggiornato alle regole e leggi odierne ma rifacendosi agli anni ‘60 è ovvio ke quelle poke centinaia di metri dal limite delle acque territoriali italiane di allora (ovvero 6 miglia, oggi sn raddoppiate a 12 miglia), nn erano sufficienti. Nel momento in cui si dikiara l’indipendenza dell’Insulo de la Rozoj ovvero dell’Isola delle Rose si crea una occupazione della superficie acquea dello stato italiano, un’invasione vera e propria della Repubblica Italiana.
Questo xkè lo stato indipendente così creato avrebbe spostato la linea di confine marino delle acque territoriali italiane indietro di circa 3 miglia in quanto le regole internazionali assegnano 6 miglia a ogni stato salvo zone dove materialmente questa distanza nn può essere messa in atto x vari motivi generalmente geografici. Quindi, essendo lo spazio tra l’isola artificiale e la costa italiana inferiore alle 7 miglia, secondo le regole internazionali l’Italia si vedeva arretrare i suoi confini, ad esclusivo vantaggio della neonata repubblica dell’Insulo de la Rozoj, di circa 3 miglia. Un precedente ke poteva aprire scenari di nn poco conto e sviluppi alquanto pericolosi, un precedente ke poteva portare tanti altri a seguire le orme dell’Ing. Rosa, cosa ke in effetti l’Ing. Rosa si augurava x poter vendere i diritti del suo brevetto di costruzione marittima. Quindi ovvio ke una simile ipotesi andava stroncata sul nascere e pertanto essere motivo legittimo x l’allora governo italiano dell’azione militare allo scopo di eliminare quell’anomalia e ripristinare il suo pieno diritto alla linea di confine di 6 miglia marine.
Un ultima speculazione: la proclamazione di una nuova repubblica era cmq un idea foriera di ulteriori introiti commerciali (ad esempio i francobolli, ke i testimoni dell’epoca affermano nel documentario, siano stati una fonte di discreto guadagno) ed anke la possibilità di scavalcare la giurisdizione italiana appellandosi come fu fatto all’ONU. Un’idea da perseguire x salvare il salvabile e ottenere un’ulteriore visibilità internazionale come in effetti avvenne. Volendo malignare al massimo livello, del resto a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, si potrebbe pensare ke l’idea nn fu nemmeno tanto originale bensì presa a prestito dal Principato di Sealand ke guarda caso nasceva nel settembre del 1967 ad opera di Paddy Roy Bates al largo delle coste inglesi sempre in acque internazionali, ovvero circa un mese dopo l’apertura al pubblico dell’Isola delle Rose e qualke mese prima della sua dikiarazione di indipendenza. Coincidenza … mah :)





Trailer del documentario sull’Isola delle Rose

12 07 2009

Ecco x gli appassionati il trailer appena pubblicato su YouTube da Cinematica ovvero dai realizzatori dello stesso.
Il video originale “Insulo de la Rozoj – La libertà fa pauraproiettato il Mercoledì 1 luglio 2009 alle ore 21:15 presso la Corte degli Agostiniani a Rimini era in italiano e senza sottotitoli ma x l’occasione e visto il successo dell’opera hanno reso internazionale il trailer sottotitolando in inglese ;)

Insulo de la Rozoj – freedom is frightening